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Herzog & De Meuron

Herzog & De Meuron è uno studio di architettura fondato a Basilea nel 1978 da Jacques Herzog e Pierre de Meuron, vincitori del Premio Pritzker nel 2001. Tra i progetti più conosciuti, c'è la conversione della stazione elettrica nella Tate Modern di Londra, e, tra quelli più recenti, il padiglione Slow Food all'Expo Milano 2015.
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Herzog & De Meuron: architetti e non solo

Herzog & de Meuron Architekten è il nome ufficiale dello studio dei due architetti Jacques Herzog e Pierre de Meuron, con sede a Basilea, Svizzera. Definito dal New York Times «uno degli studi più ammirati», lo studio è nato nel 1978.

Jacques Herzog, nato nel 1950, e Pierre De Meuron, anch’egli nato nel 1950, hanno studiato insieme alla Swiss Federal Institute of Technology (ETH) di Zurigo. I primi anni di formazione universitaria seguono un indirizzo prevalentemente sociologico e filosofico con i corsi di Lucius Burckhardt, per poi pas

Herzog & De Meuron: architetti e non solo

Herzog & de Meuron Architekten è il nome ufficiale dello studio dei due architetti Jacques Herzog e Pierre de Meuron, con sede a Basilea, Svizzera. Definito dal New York Times «uno degli studi più ammirati», lo studio è nato nel 1978.

Jacques Herzog, nato nel 1950, e Pierre De Meuron, anch’egli nato nel 1950, hanno studiato insieme alla Swiss Federal Institute of Technology (ETH) di Zurigo. I primi anni di formazione universitaria seguono un indirizzo prevalentemente sociologico e filosofico con i corsi di Lucius Burckhardt, per poi passare ad un’autonomia disciplinare attenta alle immagini della memoria architettonica sotto la guida di Dolf Schnebli e Aldo Rossi. Nel 1975 i due si laureano con una tesi urbanistica sulla città di Basilea, città natale di entrambi, unendo indissolubilmente la loro carriera professionale, che li vedrà anche vincitori di un premio Pritzker congiunto. I due architetti insegnano alla ETH dal 1999 e sono visiting professors alla Harvard University Graduate School of Design dal 1994.

Lo studio Herzog & de Meuron Architekten oggi

Oggi lo studio Herzog & de Meuron Architekten non è più il piccolo studio degli albori. Nel corso dei decenni sono aggiunti negli anni diversi architetti: Christine Binswanger vi si è unita in qualità di partner nel 1994, successivamente seguita da Robert Hösl e Ascan Mergenthaler nel 2004, Stefan Marbach nel 2006, David Koch e Markus Widmer nel 2008, Esther Zumsteg nel 2009, Andreas Fries in 2011, e Vladimir Pajkic nel 2012. Oggi lo studio comprende un team internazionale di una quarantina di soci e circa 300 collaboratori e lavora in contemporanea a progetti in tutta Europa, Nord e Sud America e Asia. La sede centrale rimane quella di Basilea, ma sono state aperte delle filiali ad Amburgo, Londra, Madrid e New York.

Così Herzog spiega il metodo di lavoro nello studio: «Lavoriamo in team, ma i team non sono permanenti, ne creiamo di nuovi ad ogni progetto. Ogni nuovo progetto inizia con una chiacchierata tra me, Pierre e i nostri partner, poi vengono creati i team, che racchiudono persone con diversi talenti e punti di vista. Il risultato finale è il prodotto del lavoro di tutti qui alla Herzog & de Meuron Architekten».

Il premio Pritzker del 2001

Herzog e De Meuron hanno ricevuto il Pritzker Prize nel 2001; il premio Pritzker è il riconoscimento più alto nel campo dell’architettura. Dal 1979 questo premio viene assegnato per onorare un architetto vivente le cui opere realizzate dimostrano una combinazione di talento, visione e impegno, e che ha prodotto contributi consistenti e significativi all'umanità e all'ambiente costruito attraverso l'arte dell'architettura. 

Il fatto che sia stato premiato un duo è insolito, ma come si legge nella motivazione, ciò è dovuto alla loro «complementarietà che non permette distinzione». Il membro della giuria J. Carter Brown così commentò il premio a Herzog e De Meuron: «È difficile trovare altri architetti nella storia che siano riusciti a esprimersi con tanta immaginazione e virtù». In particolare Carte Brown si riferiva al modo innovativo in cui il duo aveva utilizzato il vetro. Il critico e membro della giuria Ada Louise Huxtable così commentava lo stile di Herzog e De Meuron: «Portano la tradizione del modernismo a una semplicità degli elementi, trasformano i materiali e le superfici con tecniche innovative». 

Lo stile e i progetti

I primi progetti del duo erano carichi di una modernità minimalista, con forme legate più alla perfezione del rettangolo. Successivamente, lo stile di Herzog e De Meuron è cambiato: il nuovo Epicentro Prada di Tokyo, così come il Barcelona Forum Building e il Beijing National Stadium per i Giochi Olimpici del 2008 hanno forme complesse e dinamiche che ricordano oggetti d’arte, un’innovazione resa possibile anche dai crescenti progressi dell’ingegneria. 

L’Epicentro Prada di Tokyo, del 2003, è un edificio di cristallo alto sei piani, caratterizzato da una maglia d'acciaio a rombi che incornicia il panorama; la luminosa Allianz Arena di Monaco di Baviera è stata realizzata per i Mondiali del 2006; il CaixaForum di Madrid e il famoso stadio a forma di nido d’uccello realizzato per le Olimpiadi di Pechino sono del 2008; l’iconico Serpentine Gallery Pavilion è del 2012, la Elbphilharmonie di Amburgo del 2016.

La Tate Modern di Herzog De Meuron

Forse il loro progetto dal più alto profilo è il completamento della conversione della Bankside Power Station sulla riva sud del Tamigi, a Londra, in una nuova Galleria di Arte Moderna per il Tate Museum. Il duo svizzero ha creato un nuovo contenitore con 10 piani di nuovi spazi per il design, l'architettura, la fotografia e la multimedialità.

Il significato dell’espansione della Tate Modern è chiaramente espresso dalle parole di Chris Dercon, direttore del museo: «L’arte è una delle forme più dinamiche e coinvolgenti del comportamento umano, e quando la gente entra oggi in un museo non cerca una fuga dalla propria vita, al contrario vuole avvicinarsi ad essa. La nuova Tate Modern sarà molto più di un contenitore per l’arte, sarà una piattaforma per incontri umani».

Il progetto di Herzog e De Meuron è stato un successo di critica e di pubblico finora, nonché un piccolo scandalo: la vittoria del concorso fece scalpore perché si trattava del primo studio di architettura non britannico a vincere un importante incarico pubblico in Inghilterra.

La Elbphilharmonie di Amburgo 

Uno dei progetti più noti, e recenti, di Herzog e De Meuron è la Elbphilharmonie di Amburgo, Germania. Completata nel 2016 dopo nove anni di lavori, la Elbphilharmonie è letteralmente appoggiata sopra il Kaispeicher A, il magazzino disegnato da Werner Kallmorgen e costruito tra il 1963 e il 1966. Progettato per reggere il peso di tonnellate di prodotti agricoli, ha comunque dovuto subire modifiche per reggere la struttura ideata dal duo svizzero. Con le sue fondamenta indipendenti, l'esterno in vetro e la linea ondeggiante della copertura, la Filarmonica dell'Elba è una struttura a sé e ricorda le vele di una barca, omaggio alla città portuale che la ospita.

La Elbphilharmonie di Amburgo è diventata un centro culturale per gli abitanti della città tedesca e per i tanti turisti che la visitano. Per evitare, come spesso accade, che i centri culturali siano destinati a un’élite e non al pubblico, il progetto di Herzog De Meuron ha voluto includere anche ristoranti, hotel e una terrazza panoramica con vista sulla città e sull’Elba affinché un maggior numero di persone fosse stimolata ad accedere al complesso architettonico, indipendentemente dai concerti.

La Filarmonica contiene poi tre sale da concerto ideate con lo scopo di avvicinare quanto più pubblico ed artista; il risultato è una struttura che può ricordare quella di uno stadio e la cui acustica è tra le migliori al mondo.

Herzog & De Meuron e la Fondazione Feltrinelli

Opera di Herzog & De Meuron è anche l’edificio, anzi, la coppia di edifici, che ospita la Fondazione Feltrinelli e gli uffici di Microsoft Italia in Porta Volta a Milano. Lo stabile è il primo progetto pubblico in Italia del duo svizzero e sorge sul tracciato delle antiche mura spagnole, inserendosi con rispetto nell’urbanistica di Milano. La costruzione, in cemento a vista e vetro, è una stecca lunga circa 200 m e larga 16, dove il tetto diventa un tutt’uno con la facciata dell’edificio. L’edificio rinnova l’estetica della zona, ma con grande rispetto per l’urbanistica e la storia architettonica di Milano, dato che il progetto si ispira alla semplicità di edifici storici come l’Ospedale Maggiore, la Rotonda della Besana e il Lazzaretto.

Il complesso è formato da un’area verde e da due edifici separati che però possono essere considerati un tutt’uno. Il pianterreno dell’edificio della Fondazione ospita un bar, una libreria ed altri spazi multifunzionali, secondo e terzo piano sono dedicati agli uffici mentre l’ultimo piano è una biblioteca e sala lettura a cui possono accedere tutti coloro che sono interessati all’archivio Feltrinelli. Gli arredi sono di design e firmati Unifor, Artemide e Fritz Hansen.

Inge Feltrinelli ha definito la Fondazione un “centro della cultura” dedicato alla città e ha così commentato: «Spero che la gente abbia capito quanto entusiasmo, sogno e utopia abbiamo messo in questo progetto, spero funzioni nel futuro». Carlo Feltrinelli ha aggiunto: «Milano è storicamente la città laboratorio del riformismo e dell'innovazione e nella sua ritrovata dimensione europea siamo certi che saprà sfruttare al meglio questa nostra iniziativa».

Herzog & De Meuron per Artemide

Il duo di architetti ha all’attivo anche diverse collaborazioni nel campo del design. Va menzionata senza dubbio la collaborazione con Artemide, il brand italiano fondato nel 1960 e leader nel campo dell’illuminazione. Tra i progetti più celebri c’è la lampada da terra Pipe Led Artemide. Disegnata nel 2005, la lampada di Herzog & De Meuron si presenta con una struttura essenziale: un tubo d'acciaio con l'estremità inferiore rigida e quella superiore flessibile. 

I due per Artemide hanno creato anche Unterlinden: una lampada a sospensione concepita per installazioni museali, che coniuga il fascino estetico di un oggetto d’altri tempi ad un alto valore tecnologico ed illuminotecnico. Nelle Unterlinden il flusso luminoso è controllato anche da una lente in polimero ad alta efficienza ottica studiata appositamente per concentrare il fascio luminoso. Il corpo lampada ha poi una duplice funzione: dissipare il calore prodotto dalla sorgente ed indirizzare il flusso luminoso verso il basso. 

Una curiosità? Le Unterlinden Artemide, come molti altri prodotti Artemide di Herzog & De Meuron, sono utilizzate nella Fondazione Feltrinelli, progettata dal duo. 

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