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Jean Nouvel

Jean Nouvel muove i primi passi alla scuola di Belle Arti di Bordeax per essere poi ammesso come primo studente all'ENSBA parigina. Negli anni '70 diviene architetto della Biennale di Parigi e nel '76 comincia a dedicarsi al teatro. Si occupa della riqualificazione delle Halles di Parigi e nel 2012 Nouvel viene incaricato della realizzazione del progetto Fendi nel cuore di Roma.
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Jean Nouvel: architetto e designer

Jean Nouvel è un premiato architetto francese nato nel 1945. Nouvel ha studiato alla prestigiosa  École des Beaux-Arts in Paris ed è tra i membri fondatori del Syndicat de l'Architecture. Il suo lavoro ha ricevuto riconoscimenti sia in patria, sia all’estero. Vanno ricordati l’Aga Khan Award for Architecture per il suo Institut du Monde Arabe, il Wolf Prize in Arts del 2005 e il prestigiosissimo Premio Pritzker del 2008. Molti dei suoi lavori sono esposti nei musei al pari di opere d’arte. 

Anche se Jean Nouvel si è occupato anche di design nel corso della sua carriera, non ama essere considerato un designer ma un architetto che fa design. In un’intervista ha anche dichiarato: «Nella maggior parte dei casi i miei mobili sono nati per accompagnare i miei progetti architettonici, perché non riuscivo a trovare arredi con le qualità spiccatamente contemporanee ed elementari che desideravo».

La sua produzione in campo di design si è concentrata soprattutto sui tavoli e sull’illuminazione di interni e a questo proposito, parlando con un giornalista, disse: «amo disegnare le lampade perché mi porta a riflettere su come si possono modificare attraverso la luce gli spazi e il modo in cui li occupiamo. Voglio che i miei oggetti, di qualsiasi tipo siano, determinino sempre un cambiamento di prospettiva».

Famiglia ed educazione

Jean Nouvel nasce il 12 agosto 1945 dagli insegnanti Renée e Roger Nouvel. Vive nella cittadina francese di Fumel finché la famiglia non cambia città quando il padre viene promosso. Jean viene incoraggiato a studiare matematica e lingue, ma a sedici anni si innamora dell’arte e del disegno. I genitori lo volevano insegnante o ingegnere, ritenendo una carriera nell’arte troppo rischiosa. A quel punto, gli studi di architettura sembravano il giusto compromesso. 

Così Nouvel prova a entrare alla École des Beaux-Arts di Bordeaux, dove non viene ammesso. Arriva invece primo al test per la École nationale supérieure des Beaux-Arts di Parigi e grazie al trasferimento nella prestigiosa scuola della Ville Lumière, già tra il 1967 e il 1970 lavora per gli architetti Claude Parent e Paul Virilio prima come assistente e poi come project manager di un progetto edilizio residenziale.

Jean Nouvel si sposa una prima volta con la regista Odile Fillion, con cui ha due figli: Bertrand e Pierre. In secondo nozze l’architetto sposa Catherine Richard, che gli da una figlia, Sarah. Al momento Jean Nouvel vive con Mia Hägg, architetto svedese.

La carriera

Laureatosi a 25 anni, Nouvel inizia a lavorare con François Seigneur. Un contatto ottenuto tramite i genitori di Nouvel fa ottenere al duo la prima partecipazione alla Biennale di Parigi, a cui Nouvel partecipa per quindici anni. 

Già agli inizi della sua carriera, Jean Nouvel si inserisce con un ruolo attivo nel dibattito culturale: è co-fondatore del movimento Mars 1976, del Sindacato dell’Architettura e della Biennale di Architettura di Parigi nel 1980, è inoltre uno degli organizzatori del concorso per il rinnovo del distretto Les Halles nel 1977.

Nel 1981, con la studio Architecture-Studio, vince l’appalto per la costruzione dell’Institut du Monde Arabe di Parigi, che gli dà fama internazionale. Il segno distintivo dell’Istituto è la facciata: lenti meccaniche, che ricordano i paraventi in legno scolpito tipici dell’arte araba, si aprono e chiudono automaticamente, controllando l’illuminazione interna dell’edificio a seconda dell’illuminazione esterna.

Jean Nouvel ha avuto diversi partner professionali tra il 1972 ed il 1984, tra cui Gilbert Lezenes, Jean-François Guyot e Pierre Soria, mentre nel 1985 decide di fondare la Jean Nouvel et Associés con gli architetti Emmanuel Blamont, Jean-Marc Ibos e Mirto Vitart. Nel 1988 apre anche la JNEC con Emmanuel Gattani e infine, nel 1994, apre lo studio attuale: Ateliers Jean Nouvel, con Michel Pélissié. 

L’Ateliers Jean Nouvel è attualmente uno dei più grandi studi di Francia con ben 140 persone nella sede parigina, senza contare gli uffici di Roma, Ginevra, Madrid e Barcellona. Lo studio ha all’attivo moltissimi progetti architettonici, ma anche collaborazioni di primo piano nel campo del design: il flacone di L'Homme per Yves Saint Laurent, il tavolo Grand Ecart per Pallucco, il lampadario Chateau de la Dominique per Artemide e molto altro.

Le opere

Nonostante Jean Nouvel sia conosciuto soprattutto per il suo progetto dell’Istituto del Mondo Arabo a Parigi, sono tante le opere famose firmate dall’architetto francese. La sua creatività ha dato vita alla Torre Agbar di Barcellona, al Guthrie Theater di Minneapolis, alla Cartier Foundation for Contemporary Art e all’Opéra Nouvel di Lione, al Musée du quai Branly e alla Filarmonica di Parigi.

Una produzione importante, che spazia dai musei alle industrie, dalle sedi istituzionali ai teatri. A chi gli chiede perché non si sia mai specializzato, Jean Nouvel risponde: «Non credo che la specializzazione sia un'idea giusta, ogni progetto di per sé è un caso particolare. Un progetto residenziale, che funziona in una certa zona, non è detto che funzioni in un'altra. La mia vera specializzazione è, quindi, tenere conto del luogo, del progetto e delle persone per le quali si costruisce: resto sempre ancorato a queste nozioni di specificità, singolarità e contestualizzazione. In questo il mio lavoro non è cambiato e non cambierà».

L’Institut du Monde Arabe

L’Institut du Monde Arabe è l’opera più famosa di Jean Nouvel e senza dubbio quello che l’ha portato alla fama. L’edificio che ospita l’Istituto di Cultura Araba e Islamica è stato concepito come centro gravitazionale della cultura araba in Francia - e di tutto ciò che questo significa per la Francia. La commissione, per Jean Nouvel, acquisiva un carattere non solo artistico, ma anche culturale e politico.

Situata a Parigi, l’opera architettonica tenta una sintesi tra la cultura araba e quella occidentale. Da questa ambizione scaturisce la celebre facciata principale, in alluminio e vetro, ispirata ai motivi ornamentali tipici dei musharabia – tipici paraventi in legno scolpito dai quali la luce entra attraverso piccoli e numerosi fasci luminosi conferendo alla struttura un’atmosfera molto suggestiva – inseriti in una cornice architettonica moderna, bidimensionale. 

L’edificio include una biblioteca, una libreria, un ristorante, un negozio di oggetti artigianali arabi e una sala audiovisivi dedicata a contenuti arabi, al settimo piano è allestito un museo dedicato all’arte e alla cultura islamica dall’VIII secolo fino ai nostri giorni. Dal nono piano dell’Istituto, che si trova nei pressi del Pont de Sully, si gode una straordinaria vista panoramica su Parigi. L’opera fu un successo.

Il Premio Pritzker

Il 2008 è l’anno in cui Jean Nouvel riceve la massima onorificenza nel campo dell’architettura: il premio Pritzker, cioè il premio che viene assegnato ogni anno per onorare un architetto vivente le cui opere realizzate dimostrano una combinazione di talento, visione e impegno, e che ha prodotto contributi consistenti e significativi all'umanità e all'ambiente costruito attraverso l'arte dell'architettura. 

La nota di accompagnamento della giuria recitava: ‘La giuria si complimenta in particolar modo per la persistenza, l’immaginazione, l’esuberanza e l’insaziabile sperimentazione creativa che contraddistinguono il lavoro dell’architetto Jean Nouvel’.

Altri riconoscimenti

Il Premio Pritzker non fu l’unico riconoscimento ottenuto da Jean Nouvel. Oltre al Wolf Prize del 2005, Nouvel ottenne le lauree honoris causa da parte della University of Buenos Aires nel 1983, del Royal College of Art di Londra del 2002 e, lo stesso anno, della laurea ad honorem dell’Università di Napoli. Jean Nouvel è inoltre membro dell’American Institute of Architects e del Royal Institute of British Architects e nel 1997, Nouvel è stato nominato Commandeur de l'Ordre des Arts et des Lettres, di cui era membro dal 1983. L’architetto è inoltre Cavaliere della Legion d’Onore.

Oltre ai premi ricevuti a titolo personale, sono molte le opere di Jean Nouvel che hanno ricevuto premi. I più importanti sono stati ricevuti per l’Institut du Monde Arabe: nel 1989 l’Aga Khan Award for Architecture e nel 1987 l’Équerre d'Argent, cioè il riconoscimento al palazzo più bello di Francia.

Non sono mancati poi i tributi da parte dei musei. Le maggiori retrospettive: quella del Centre Pompidou parigino del 2001 e quella del Louisiana Museum of Modern Art nel 2005. Tra ottobre 2016 e febbraio 2017 il Musée des Arts Décoratifs ha ospitato una mostra su mobili e oggetti di design di Nouvel, che, pur non definendosi un designer, ha disegnato centinaia di oggetti dagli anni Ottanta ad oggi. La mostra non è stata solo una mostra, bensì ha creato un dialogo col museo, integrandosi alle varie aree dal Medioevo al Rinascimento, fino a toccare la parte dedicata all’arte grafico-pubblicitaria: come molti altri architetti, designer e artisti, anche Nouvel ha creato alcune pubblicità nel corso della sua carriera. «La mostra si snoda lungo cinque diverse sezioni del museo, tutte collegate tra loro, e in sostanza si tratta più di una serie di sequenze che di un unico allestimento. Per questo non esiste un vero e proprio punto di inizio».

Jean Nouvel designer

L’elenco dei brand con cui Jean Nouvel ha lavorato nel corso degli anni comprende Alessi, Artemide, Cassina, Danese, Molteni, Pallucco, Poltrona Frau, Unifor. Ma, in linea di massima, Jean Nouvel si è occupato per lo più di tavoli e sedie. In questo senso va senza dubbio citato il suo tavolo Grand Ecart per Pallucco, che si compone da 2 elementi, uno fisso e uno mobile, che sono strutturati in modo tale da consentire lo scorrimento di uno sull'altro, proprio come un cassetto, permettendo di aggiungere da 1 a 4 posti per i commensali. 

Da ricordare anche i celeberrimi 2=1 e 1=2 disegnati da Jean Nouvel per Cassina e destinati a una larga fama, tavoli che si combinano tra loro: «La cosa importante è questa: creare tanti oggetti da un oggetto unico, creare diversi usi offrendo grandezze regolabili».