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Sedie con piantana

La Sedia con piantana è caratterizzata dall'avere uno stelo che parte dalla scocca e si adagia a terra su una base di appoggio detta appunto piantana. Questa forma è molto utilizzata nell'illuminazione ma trova spazio anche nella progettazione delle sedute, alcune delle più iconiche infatti sono caratterizzate proprio da questa silhouette.
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La sedia è uno tra i mobili più sfruttati e utilizzati. Si trova praticamente dappertutto, declinandosi in infinite tipologie e colorazioni. In genere è costituita da una seduta orizzontale sostenuta da quattro gambe e completata da uno schienale. Eventuali complementi quali braccioli o allunga gambe la rendono più confortevole e versatile. In commercio si possono acquistare sedie di qualsiasi fattura, dallo sgabello in puro stile americano fino alla sedia da salotto rivestita in stoffa, dal look inglese conosciuto per la sua aria impeccabile e rigorosa. Per quanto riguarda il materiale, il più sfruttato è il legno nelle sue diverse essenze,
La sedia è uno tra i mobili più sfruttati e utilizzati. Si trova praticamente dappertutto, declinandosi in infinite tipologie e colorazioni. In genere è costituita da una seduta orizzontale sostenuta da quattro gambe e completata da uno schienale. Eventuali complementi quali braccioli o allunga gambe la rendono più confortevole e versatile. In commercio si possono acquistare sedie di qualsiasi fattura, dallo sgabello in puro stile americano fino alla sedia da salotto rivestita in stoffa, dal look inglese conosciuto per la sua aria impeccabile e rigorosa. Per quanto riguarda il materiale, il più sfruttato è il legno nelle sue diverse essenze, oltre alla plastica, l'acciaio, il Pvc e l'archefibra di carbonio, soluzione che conferisce alla sedia leggerezza e resistenza nello stesso tempo. Questi ultimi materiali si prestano particolarmente bene per le sedie da esterno, in quanto resistenti all'usura del tempo e all'azione avversa degli agenti atmosferici. Prima di addentrarci nelle caratteristiche delle moderne sedie con piantana, facciamo un interessante excursus storico su come è nata e si evoluta la sedia fino ai giorni nostri. La prima sedia a considerarsi tale è il trono egizio. Le rare immagini ritrovate risalgono a oltre tremila anni fa e tra esse ha colpito quella raffigurante una seduta completamente in oro, sulla cui superficie si intravedono deliziose decorazioni in rilievo. Si dice che questo trono fosse stato destinato alla bellissima Satamon, figlia di Amenhotep II, il faraone che a quel tempo governava l'impero egizio. Di grande pregio furono poi le sedie greche e romane. La tipologia di seduta romana era in marmo, abilmente decorata con delle statue, in genere sfingi o altre raffigurazioni mitiche. Maestose e regali, queste sedie non erano certo destinate al popolo, che a malapena possedeva una casa. Qualche millennio dopo, ecco un incantevole simbolo di un'arte senza tempo: il dipinto di Zeus seduto su un oggetto che aveva tutta la parvenza di essere una sedia di forma quadrata e molto spessa. Anche questa seduta era abbellita da sfingi laterali e da piedini alati come il trono egizio del quale abbiamo parlato poco prima. Nell'era etrusca diventa invece famosa la sedia curule, che ricorda per certi versi la versione pieghevole dei giorni nostri. Nell'epoca romana, possiamo dire che una tra le sedie più famose e degne di nota è quella che si trova nella basilica di San Pietro a Roma e che si dice fosse appartenuta al santo omonimo. La sua struttura è imponente e impossibile da dimenticare. Schienale e braccioli sono impreziosite da intagli in avorio raffiguranti Ercole e le sue fatiche. Si presume però che questa sedia abbia origini bizantine, vista la tipologia del legno e la struttura tipica di quell'epoca, la prima in cui comparvero le sedie gestatorie. Che cosa si intende per sedia gestatoria? Semplicemente è la seduta sulla quale il Papa veniva trasportato in mezzo ai fedeli, che potevano così vederlo da vicino e sperare in una sua benedizione. Le tipiche sedie ecclesiastiche erano ancora molto lontane da quelle moderne, sia per materiale che fattura. In realtà, l'origine delle sedie gestatorie è indefinita e si suppone addirittura che potessero essere comparse nell'antico Egizio ad uso esclusivo dei Faraoni. Certo è che queste sedie furono ampiamente utilizzate anche in epoca bizantina e romana (dove, oltre alla curia, si trasportavano anche i consoli appena eletti alla propria dimora). Nello stesso tempo, si sfoggiano troni e sedute per personalità ecclesiastiche. Il primo sedile singolo è il faldistorio, già ampiamente utilizzato nell'anno 1100. Era realizzato totalmente in ferro e rifinito con cura, specie per ciò che concerne i supporti incrociati che reggono la sedia. I supporti erano tenuti insieme da eleganti fasce di pelle, sfruttate come sedute. I faldistori più ricercati e costosi erano quelli in legno scolpito ed intagliato. Si riconoscono per la loro tendenza ad assumere una curvatura ad Esse. Questa tipologia di seduta è piuttosto rara, ma possiamo ammirarne un esemplare a Salisburgo, nel convento di Nonnberg. Le tipiche sedie ecclesiastiche erano però ancora molto lontane da quelle moderne, sia per materiale che fattura. Si passa poi alle sedie medioevali: tipica la lavorazione ad intaglio nel legno e la consuetudine di raffigurare sullo schienale figure di santi, eroi e vicende delle Sacre Scritture (tra cui l'Annunciazione, il Battesimo di Cristo e l'adorazione dei Magi). Tutta la loro superficie era lavorata: dove non vi era la scena principale, ecco comparire dettagli e particolari di contorno, utili per impreziosire l'intera sedia. Forse, l'esemplare più bello è la sedia di St Augustine di Canterbury, risalente al tredicesimo secolo e simbolo dell'arte medioevale, insieme alla sedia di Dagobert, che ora si trova al Museo del Louvre in Francia. Questa preziosa sedia non è stata realizzata in legno ma in bronzo e oro. La seduta è di pelle e cuoio ed è dotata sia di piedini che di schienale. Sembra risalga all'era dei Merovingi, anche se gli storici sono piuttosto scettici a riguardo. Con il passare del tempo, la sedia ha mantenuto braccioli e seduta, che conferivano comodità. Tra i modelli inglesi, la più nota è quella di Edoardo I, sulla quale sono stati poi incoronati diversi monarchi. Il materiale è una preziosissima quercia e presenta una originale copertura in gesso opaco. Impossibile non ricordare le sedie cinesi. Le primissime sedute, ancora in auge, furono quelle a terra: stuoie in loto o bambù sulle quali ci si doveva inginocchiare mantenendo la postura eretta, come vuole la tradizione cinese. E' con la dinastia Tang che arrivano le sedie rialzate, in genere a forma di sgabello dalla struttura semplice e rigorosa. Dopo qualche anno, gli sgabelli vengono dotati di spalliera, che rendeva la seduta molto più comoda. Con l'introduzione dello sgabello, l'uso della sedia si diffuse in tutti gli strati sociali della popolazione cinese. In Europa però, la sedia smette di essere appannaggio dei sovrani e degli ecclesiasti solo con il rinascimento, diventando di uso comune. Si può dire che la nascita della sedia vera e propria risalga al 1400, fondendo le caratteristiche delle sedie arabe usate per il campo da battaglia a quelle delle selle curulis romane. Anche in questo caso, il mobile era destinato a personalità di spicco e non al popolo. Questo perché, secondo le concezioni del tempo, solo chi poteva distinguersi per pregio e ricchezza aveva la facoltà di sedere. La sedia inizia ad entrare in tutte le case, rispecchiando lo stile e l'arte del momento. Fino alla metà del XVII secolo il materiale principe è il legno, declinato in tutte le sue essenze e colorazioni. I primi modelli non presentavano imbottitura, per passare poi a sedie dotate di rivestimento in tessuto (in genere seta e velluto). Per andare incontro alla fetta di popolazione che non poteva permettersi sedie così costose, si pensò a rivestimenti realizzati con stoffe meno care. Il legno lascia poi il posto alla canna di bambù con le cosiddette sedie Luigi XIII, più leggere ma non certo meno resistenti. Di grande impatto le sedie stile Chippendale, risalente al 1750: il mogano era arricchito dagli intarsi e dalle applicazioni in rilevo su schienale e piedini, che terminavano con eleganti teste o artigli di leone. L'unico svantaggio era la pesantezza, ma alcuni artisti rimediarono anche a questo dotando le sedie di telai traforati che si potevano ricoprire in un momento successivo. Una sorella della sedia a moderna è la panca, comparsa millenni fa. Anche oggi si realizzano panche ma, a differenza del passato, sono accuratamente rifinite e decisamente più leggere. I primi prototipi si diffusero in un primo momento in Europa, per poi trovare fortuna anche in territorio asiatico. Il vantaggio era costituito dal fatto di poter dare una seduta a diverse persone, a scapito però della loro comodità, visto che mancava una parte fondamentale della sedia, lo schienale. La panca poi si evolve e nel Rinascimento toscano acquista più carattere. La cosiddetta Panca a Dossale infatti, si presentava con una elegante spalliera e dei piedini a mensola. La spalliera veniva realizzata con tante piccole colonnine adiacenti tra loro e in una perfetta simmetria. Tale schienale era sorretto e reso più stabile da colonne di diametro medio in stile ionico. La panca comincia poi a comparire anche in Francia, dove viene battezzata con il termine Banc. La panca francese, di stile squisitamente rustico, veniva generalmente sistemata davanti alla stufa a legna o al camino e la famiglia era solita sedersi su questa la sera, per discorrere e riscaldarsi davanti ad un bel fuoco. Accanto ad essa veniva sistemato il tavolo. Come si è passati dalla panca ospitante più persone alla sedia singola? La strada è stata piuttosto tortuosa anche perché, come abbiamo detto prima, la singola seduta era destinata principalmente a personalità di spicco. Le prime sedie europee di uso comune assicuravano stabilità grazie alla doppia coppia di listelli inseriti nella parte sottostante per mezzo di perni. Una tavola orizzontale fungeva invece da schienale. Il prototipo di sedia ebbe così tanto successo che si diffuse in tutta Europa e in particolare in Italia, nella regione Toscana. La sedia in questione era chiamata Iccassa, per richiamare la sua tipica conformazione ad Ics. Molto popolare diventò la sedia Savonarola, denominata così in onore dell'omonimo frate che era solito utilizzarla. La sedia Savonarola riprendeva per alcuni tratti il modello precedente, anche se con l'aggiunta di un numero maggiore di pioli in legno di sostegno. Le stecche potevano variare da un minimo di 8 ad un massimo di 12 e venivano inserite in sede con una sapiente intreccio. Lo schienale era invece costituito da una tavola in legno sagomata che veniva fissata ai braccioli. In genere lo schienale veniva impreziosito da graziosi dettagli intagliati a mano nel legno. Da allora la sedia si è declinata in differenti tipologie, comprese quelle che siamo abituati a vedere nei giorni nostri. Intramontabile la sedia a dondolo, la cui nascita viene fatta risalire a Benjamin Franklin. La caratteristica delle sedie e dondolo è quella di poter dondolare dolcemente, regalando relax e tranquillità a chi ha la fortuna di possedere questo complemento d'arredo. Una piccola curiosità: la sedia a dondolo non di capovolge per il fatto di avere il baricentro del peso perfettamente in linea con l'arco posteriore e anteriore. Le sedie a dondolo di diffusero ampiamente nell'Ottocento in ogni fascia sociale, anche se riservata al capo famiglia. Altro esemplare di sedia interessante è la Cantilever, conosciuta anche come pensilina o sedia a sbalzo. Il prototipo appartiene all'estro del'archietto Mart Stam, che disegnò le sue linee pulite ed essenziali nel 1926. Solo l'anno dopo, questa sedia venne presentata alla mostra Werkbund Die Wohnung, riscuotendo il consenso di pubblico e critica. La sedia Cantilever si può considerare senza dubbio la primissima espressione del design del ventesimo secolo, alla quale si ispirarono architetti e progettisti di fama mondiale. Tra i vari modelli, ricordiamo quello più famoso realizzato da Marcel Breuer, apprezzato designer di origini ungheresi nel lontano 1928. Successivamente, Ludwig Mies van der Rohe, seguendo le idee pilota del suo ispiratore, mise sul mercato una sedia dal design simile ma con una struttura che garantiva maggiore elasticità e comfort. Questa sedia non aveva i sostegni posteriori ma veniva sorretta da un solo archetto di ferro che ricordava la forma di un ferro di cavallo. I due designer fecero molta strada e si impegnarono a migliorare le rispettive creazioni, dando vita a modelli sempre più innovativi e funzionali. Il design fece passi da gigante, come dimostrato dall'artista Breuer, creatore di una sedia design che ricordava parecchio quella a sbalzo. La si trova ancora oggi in commercio, avendo riscosso un successo senza pari dal pubblico. Negli anni 50 e 60 si pensa anche all'evoluzione dei materiali, perché diventino più funzionali e accessibili. Compaiono così il plexiglass, i vari laminati, l'alluminio, le fibre di carbonio e la plastica, sfruttati ancora oggi per le sedie con piantana. E' il periodo del colore, della creatività e dell'estro, che si riassumono molto bene nella Pop Art: chi non ha amato -e ama- i modelli tipici dell'epoca, tra cui i pouf, le bean bag o le sedute a sacchetto con imbottitura di polistirolo? I designer di maggiore spicco furono Joe Colombo e Verner Panton, apprezzatissimi anche in territorio nazionale. Si passa poi ai rivoluzionari anni Settanta, che vogliono contrastare i dettami del modernismo, anche per quanto riguarda lo stile e l'arredamento. Memphis o Archizoom, Ron Arad e Gaetano Pesce crearono pezzi bellissimi, fatti di giochi di colore e forme insoliti. Ancora geometrie e declinazioni cromatiche negli anni Novanta, che porta sulle sedie fantasie di ispirazione etnica. Proprio in questo periodo le sedie con piantana iniziano a riscuotere un enorme successo. Si tratta di sedute che prevedono anche una struttura sottostante, che conferisce un'aria elegante e unica al complemento d'arredo. Le sedie sono elementi essenziali per completare l'ambiente, rendendolo funzionale e bello esteticamente. Ovviamente, si sceglieranno i modelli che meglio rispecchiano i nostri gusti. Per un risultato di impatto, un'ottima opzione ricade sulle sedie con pianta. Love The Design non delude mai e propone alla clientela una vastissima gamma di sedie con piantana, perfette sia per l'ambiente domestico che lavorativo. Le collezioni sono realizzate dai migliori designer nazionali ed internazionali, che fanno del loro mestiere e della loro ricerca una missione per soddisfare le esigenze della clientela moderna, coniugando sapientemente tradizione e innovazione, maestria artigiana e tecnologia evoluta. Il risultato? Pezzi unici nel loro genere, capaci di stupire al primo sguardo e di rivelarsi utili e funzionali in ogni occasione. Le sedie con piantana spaziano da colori neutri e passepartout come l'avorio e il grigio a tonalità decisamente più strong, ottime per ambienti estrosi e divertenti, ma mai eccessivi. E' possibile scegliere tra i migliori marchi e brand, tra cui Covo, Alma Design, Ambivalenz, Linfa Design, Modà e molti altri ancora presenti a catalogo. Le sedie con piantana si inseriscono ad hoc sia nell'ambiente domestico che lavorativo. Sedute di questo tipo, magari accostate ad un tavolo dalle linee sobrie e rigorose, contribuiranno a mantenere una continuità di stile nella casa moderna e di design. Una sedia con piantana sapientemente sistemata in una stanza dal gusto retrò darà invece quel tocco in più e quel piacevole contrasto che non passerà di certo inosservato. Le sedie con piantana sono inoltre apprezzate anche per arredare uffici ed esercizi pubblici. Eleganti e sobrie, valorizzano sale d'aspetto e uffici. LOVEThESIGN propone collezioni di sedie con piantana adatte a tutti i gusti e tipologie di ambiente, dal più classico all'iper moderno. Ogni singola sedia è figlia della maestria artigiana e dell'ingegno di chi l'ha progettata. I particolari e le rifiniture sono eseguite a regola d'arte, senza lasciare mai nulla al caso, a partire dalla struttura per arrivare al colore e agli eventuali accessori. Le linee sono pulite, regolari, essenziali e geometriche, caratteristiche imprescindibili della modernità. Anche la stessa piantana della sedia si declina in materiali e forme sempre differenti, andando a personalizzare la seduta e a renderla unica. Ovali allungati, quadrati perfetti o piantane dal perimetro irregolare sono solo alcuni esempi. A seconda delle proprie esigenze e dell'effetto finale, si può dunque optare per sedie con piantana dal mood più tradizionale piuttosto che per modelli proiettati al futuro. L'importante è che la sedia si inserisca al meglio nella stanza, creando armonia ed eleganza. In qualsiasi caso, LOVEThESIGNA garantisce massima qualità, sia per quanto riguarda i materiali che la procedura di realizzazione delle sedie stesse.
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