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Shaker

Quando lo shaker entra in scena, di solito segna l'inizio di una serata diversa dalle altre. Lo shaker è lo strumento più utilizzato in compagnia di amici: un semplice contenitore che richiede stile e savoir-faire per ottenere un risultato apprezzabile. In ogni caso, quando è esposto in cucina o in soggiorno, diventa una colta citazione degli anni Cinquanta e dei film con Humphrey Bogart.
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"L’America Bar, quei locali in cui si consumano principalmente i rinomati cocktail, consentono di osservare dei professionisti che lavorano agitando bottiglie, mostrando l’abilità nella preparazione miscelando e creando, molte volte, delle delizie al palato. Anche in tv si ha modo di osservare la preparazione dei drinks ricorrendo a strumenti tipici del barista. Sedendosi al bar oppure osservando in tv sovente si vedono le mani esperte agitare uno degli strumenti principe nella preparazione dei cocktail: lo Shaker. Conosciuto con questo nome, ma anche chiamato Cocktail Shaker, è l’attrezzo reputato fondamentale per la miscelazione corretta
"L’America Bar, quei locali in cui si consumano principalmente i rinomati cocktail, consentono di osservare dei professionisti che lavorano agitando bottiglie, mostrando l’abilità nella preparazione miscelando e creando, molte volte, delle delizie al palato. Anche in tv si ha modo di osservare la preparazione dei drinks ricorrendo a strumenti tipici del barista. Sedendosi al bar oppure osservando in tv sovente si vedono le mani esperte agitare uno degli strumenti principe nella preparazione dei cocktail: lo Shaker. Conosciuto con questo nome, ma anche chiamato Cocktail Shaker, è l’attrezzo reputato fondamentale per la miscelazione corretta degli ingredienti rispettando una determinata preparazione, attraverso un’apparente semplice fase di scuotimento, detta in inglese shake, ma nascondente un precisa procedura e, persino, arte nella creazione del composto. I drinks più densi, che possono contenere albume, creme o succhi vengono shakerati, come possono venire anche preparati ricorrendo ad un comune frullatore, filtrati allo scopo di eliminare i prezzi di ghiacci o di frutta ed infine serviti. Tuttavia l’utilizzo dello Shaker rappresenta una di quelle fasi nella preparazione che dona, ovviamente, spettacolo al cliente e permette di offrirgli dei risultati che non si otterrebbero nell’uguale maniera in altro modo. Per cui esibizione nella preparazione, maestria e risultato finale fanno dello Shaker un caposaldo nella preparazione dei cocktail. Bisogna porre una differenza iniziale ed indispensabile, prima di continuare, tra Shaker e Mixing Glass. Il primo, come su esposto, serve per la preparazione dei drinks densi. Il secondo, invece, consiste in un bicchiere di vetro, solitamente graduato e dotato di beccuccio per versare la miscelazione nei bicchieri e viene spesso adoperato per la preparazione dei cocktail nati con ingredienti quali distillati, vini e liquori non opachi e vengono solamente poco miscelati. Con il Mixing Glass, cioè, vengono realizzate quelle bevande definite drinks chiari che si oppongo ai drinks densi, il cui gusto non nasce da una preparazione che richiede di usare degli ingredienti bisognosi di una miscelazione più intensa e basta una semplice mescolanza degli ingredienti. Lo Shaker, premettendo con la dovuta e richiesta attenzione su questa differenza, vengono usati per creare dei composti che hanno bisogno, causa gli ingredienti adoperati, di un maggiore vigore al fine della preparazione della miscelazione che il Mixing Glass non potrebbe garantire. L’agitazione dello Shaker varia dai cinque ai venti secondi, ottenendo un risultato all’occhio torbido, per cui non è utilizzabile quando la bevanda deve avere un aspetto limpido. Ingredienti consistenti nella loro massa si differiscono da quelli semplicemente liquidi che non richiedono necessariamente una miscelazione e, come tale, anche lo strumento da sfruttare è diverso. Lo Shaker, contrariamente a quanto possono molti supporre, ha una sua storia non recente, bensì antica che risale agli inizi del 1871 oltre oceano, precisamente negli Stati Uniti. Il brevetto ufficiale venne presentato a New York da William Hernett che richiese la regolare licenza al municipio per la fabbricazione dello Shaker quale strumento per la miscelazione di particolari drinks. L’importa di questo semplice strumento da barista non è collegata esclusivamente all’ambito della preparazione di cocktail, piuttosto ha assunto, addirittura, la rilevanza di oggetto storico tanto da venire conservato in un museo. Al Franklin D. Roosevelt Presidential Library and Museum situato a Londra viene custodito lo Shaker che lo stesso Roosevelt, all’epoca Presidente degli Stati Uniti d’America, adoperò dopo la fine del famoso proibizionismo americano per prepararsi un Martini. Una forma di celebrazione conclusiva per un lungo periodo trascorso con anni in cui consumare una bevanda alcolica rappresentava un reato, facendo che il limite severo imposto dallo Stato non fosse più causa di una guerra tra polizia e contrabbandieri. Ma anche il cinema ha riservato posto allo Shaker, non solamente con film come Cocktail interpretato da Tom Cruise, ma anche nei più avventurosi lungometraggi di James Bond. Basti pensare alla sua battura: shakerato, non mescolato. Sicruamente essa è divenuta nel tempo uno slogan ricollegabile subito al famoso agente segreto. Gli Shaker avendo una lunga storia non sono individuabili in una sola categoria, bensì abbiamo tre distinti tipi: il Cobbler Shaker, il Shaker Francese ed il Boston Shaker. Essi sono frutto di diverse scelte nella preparazione dei cocktail e, forse, anche una forma di campanilismo. Esaminando questi diversi tipi di shaker si capisce come siano nati seguendo una tradizione differente e per preparare dei cocktail che sono in parti distinguibili tra di loro. Ovviamente un barista professionista a bene chiara la dissomiglianza tra i tre diversi tipi di Shaker, collegati al risultato finale del preparato ed anche alla preparazione ed utilizzo. Il Cobbler Shaker, chiamato anche Shaker Tradizionale o Shaker Continentale, è formato da tre parti distinte. Quella inferiore prodotta in acciaio, plastica o vetro il cui scopo è quello di contenente ospitando gli ingredienti da cui nascerà il cocktail. Una parte superiore, il cui fine è quello di essere un coperchio, chiamato cappello. Questo viene usato anche come dosatore degli ingredienti che hanno una consistenza esclusivamente liquida. Infine si ha l’ultimo elemento che viene posto tra il contenitore ed il coperchio chiamato filtro. Incastrandosi correttamente consentono la miscelazione ed impediscono al liquido di trasbordare durante la fase di scuotimento; il coperchio viene aperto ed il contenitore, grazie all’apposito beccuccio, funge da colino senza doverne adoperare uno apposito. Meno diffuso rispetto agli altri due tipi, lo Shaker Francese che soffre di una netta mancanza di spettacolarità competendo con il Boston Shaker ed è priva di un apposito filtro rispetto al Cobbler Shaker. Infatti è meramente formato da due parti. Il contenitore ed il coperchio. Mentre il primo può essere anche in vetro, entrambi vengono realizzati in acciaio o plastica. Come su indicato diversamente dal Cobbler Shaker quando viene versato il cocktail, il barista deve ricorrere ad uno strainer per il filtraggio del composto. Il Bullet Shaker, sottospecie del fratello francese, ha una forma tipica a proiettile o siluro. Da questo prende il suo nome bullet, poiché in inglese significa proiettile. Il Boston Shaker, detto anche Shaker Americano, riconducibile a quello che venne agli inizi dell'800 presentato, è il più famoso e diffuso rispetto agli due tipi. Dalla sua introduzione ha sempre più riscosso successo ed interesse negli operatori del settore, diffondendosi avvantaggiandosi della sua praticità e, soprattutto, dagli indiscutibili risultati che si ottengono con il suo impiego. Esso è costituito da due parti. Quella inferiore realizzata in metallo, solitamente acciaio inox ed alluminio, mentre quella superiore individuabile in un altro bicchiere di vetro o plastica dalla circonferenza leggermente minore. Nella parte superiore vengono deposti gli ingredienti per la creazione del cocktail, poi i due bicchieri vengono incastrati e si procedere con la miscelazione attraverso l’agitazione, a volte accompagnandola con l’abilità e spettacolarità che può offrire il barista. Il composto ottenuto viene versato nel bicchiere del cliente attraverso la parte metallica. Quando si adopera del ghiaccio tritato è indispensabile ricorrere ad un colino di metallo per filtrare. La sua differenza rispetto al Cobbler Shaker è riscontrabile nella sua maggiore altezza e capacità ed immediatezza nell’utilizzo, sebbene non sia fornito di uno stainer. Altri vantaggi offerti da questo tipo di Shaker sono la corsa lunga che consente di ottenere una più apprezzabile omogeneità del composto da preparare e la parte in vetro superiore, cioè il bicchiere piccolo, concede di controllare con semplicità la quantità di ingredienti e, anche, la loro miscelazione. Due diverse tesi accompagnano l’utilizzo del Boston Shaker consistenti in diversità nell'uso del ghiaccio riguardo la sua collocazione all'interno dello shaker. La prima secondo cui è preferibile riempire la parte di vetro per circa due terzi del suo volume con ghiaccio, attendendo che il bicchiere di raffreddi per poi svuotarlo. Soltanto dopo questa procedura devono venire inseriti gli ingredienti per la realizzazione del cocktail. La seconda tesi afferma che gli ingredienti vanno messi nel bicchiere di vetro, mentre il ghiaccio in quello di metallo, attendendo che si raffreddi e solo dopo avviare la miscelazione al fine di avere un cocktail meno allungato. Le due attesi si basano sulle considerazioni personali riguardo il gusto finale del cocktail che per i meno attenti non rappresenta un cambiamento. Tuttavia per i professionisti la collocazione del ghiaccio influisce sul sapore, poiché il raffreddamento del vetro o del metallo comporta una variazione chimica che si riscontra nel sapore del composto finale. Al fine dell’utilizzo di uno Shaker dobbiamo dare attenzione alle due fasi attraverso le quali ottenere il composto desiderato. Infatti il commettere un errore in uno di questi passaggi può compromettere il risultato. Abbiamo, innanzitutto, la preparazione. Su questa basta rifarsi a ciò che è stato esposto precedentemente riguardo l’inserimento del ghiaccio e le due tesi discordanti. Entrambe, comunque, prevedono che il ghiaccio tritato venga eliminato dal cocktail, sebbene ne esistano alcuni che lo pretendono quale parte del composto da consumare. Una forma molto poco diffusa di cocktail e preparazione che non riscontra spesso successo. Un netta superiore importanza ha l’impugnatura dello Shaker che dev’essere, soprattutto, elegante all’occhio, disinvolta come se fosse una semplice e comune attività giornaliera e, certamente, funzionale al fine della realizzazione del preparato finale. Appena versati gli ingredienti, chiuso lo Shaker ermeticamente, ricorrendo ad un leggero colpetto sulla parte superiore, si impugna ricorrendo ai polpastrelli donando la dovuta attenzione nell’esercitare una forza concentrica allo scopo di evitare che le parti dello Shaker si separino riversando il composto sul bancone o, peggio, sui clienti. Infine la parte che richiede abilità e maestria è la fase di agitazione. Per eludere uno sforzo elevato e praticamente inutile, da evitare assolutamente il movimento dal basso verso l’alto, bensì orizzontalmente, scartando anche quello rotatorio inefficace per la creazione del drinks. In questo modo si usa meno forza fisica ed il cocktail viene preparato con l’omogeneità indispensabile per la sua creazione. Per cui orizzontalmente e la parte in vetro, nel caso del Boston Shaker, rivolta verso se stessi all’altezza circa della spalla, una miscelazione vigorosa ed anche elegante quanto efficace ricorrendo a movimenti abbastanza ampi del braccio. La miscelazione deve avvenire dalla parte opposta alla quale si trovano i clienti, al fine di evitare che eventuali schizzi possano raggiungerli. Esistono delle accortezze a cui non si dovrebbe rinunciare quando si prepara un cocktail, indubbiamente significative quanto eleganti avanti ai clienti oppure nelle serate tra amici. Sarebbe accorto utilizzare uno Shaker per la preparazione di drinks differenti, cioè quando dobbiamo adoperare degli ingredienti precisi per ogni bevanda evitando, così, che i sapori si possano mescolare rovinando il risultato finale. Dunque è anche consigliabile sciacquare lo Shaker dopo la preparazione di un cocktail, nonché gli altri eventuali utensili adoperati come lo strainer, tra la preparazione di una bevanda e l’altra. Il lavaggio avviene ad acqua fredda e detersivo neutro, oculatezza da rispettare quando si utilizzano gelato, albumi e liquori aromatizzati abbastanza forti che tendono ad impregnare il contenitore. Con il proposito di ottenere un ottimo preparato bisogna rispettare alcune avvedutezze ulteriori. Lo Shaker non dev’essere assolutamente caldo, nel caso sia stato appena lavato in lavastoviglie bisogna raffreddarlo evitando che influisca sul sapore del cocktail. Va riempito massimo per tre quarti di ghiaccio. Il bar spoon deve ruotare il ghiaccio per ottenere il raffreddamento della parte metallica o di vetro. Se si usa il ghiaccio per raffreddare lo Shaker dopo il lavaggio, deve venire assolutamente sostituito prima della preparazione del cocktail. L’inserimento degli ingredienti richiede una precisa metodologia. Bisogna introdurre prima quello con la minore gradazione alcolica, poi i seguenti rispettando questo principio di aumento. Lo shakeraggio non deve avvenire meno di cinque secondi e non deve superare i venti. Con l’aiuto dello stranier, cioè il colino, versare il cocktail, sempre se lo Shaker non preveda un proprio filtro. Non si devono mai miscelare con vigore bibite gassate, poiché è ovvio che il risultato sarebbe ottenere una spumeggiante schiuma e fuoriuscita del composto. La LOVEtheSIGN offre sul proprio sito il rinomato Set da cocktail James XD Design, dall’aspetto accattivante che offrirà originalità e bellezza semplicemente adagiandolo sul piano di un bar, tenendolo in cucina, adoperandolo per creare dei gustosi cocktail. Rientrante nella classificazione di Boston Shaker è adatto alla miscelazione di cocktail con aspetto torbido e gusto intenso utilizzando ingredienti quali frutta, liquori aromatizzati ed albumi. Il set è composto dallo shaker, la cui realizzazione è frutto dell’impiego di acciaio inox ed acrilico, di un tappo di silicone utile per l’introduzione degli ingredienti e per versare il composto nel bicchiere. Presente nel set anche dei bastoni di legno il cui materiale garantisce di schiacciare gli ingredienti che ne hanno bisogno senza mai influenzarne il sapore, rispettandone la fragranza sicché non abbia da influenzare il risultato finale. Nelle serate con amici, ma anche nell’uso professionale, questo set è elegante all’occhio ed altamente funzionale; inevitabile per gli amanti del cocktail che ne apprezzeranno l’utilizzo. Non serve essere abili baristi per utilizzarlo, la sua praticità è indiscutibile, la resistenza dei materiali consentirà anche ai meno abili di sfruttarlo e divertirsi nel preparare dei drinks. Nulla può spingere a non acquistare questo set se i cocktail sono qualcosa che si apprezza, una scelta inevitabile che regalerà la possibilità di cimentarsi come i baristi più esperti e, anche, tentare i realizzare qualche cocktail diverso dai soliti. La XD Design è un marchio famoso con sedi distribuite a livello mondiale, alle spalle vanta oltre trent’anni di esperienza ed il loro studio di design accoglie i designer ambizioni di tutto il mondo. Famosa nella creazione di prodotti dal gusto apprezzato, tanto da avere conquistato importanti premi, pone elevata attenzione ai materiali adoperati per la produzione ed il prezzo finale. Una produzione che ha attenzione anche per l’ecosistema e ne tiene conto in ogni fase della progettazione e creazione dei suoi vari articoli. Persino l’imballaggio rispetta l’ambiente. La LOVEtheSIGN presenta nel suo showroom virtuale altri prodotti di questa rinomata azienda, con un bagaglio di esperienza importante, rivolta alla fabbricazione di oggetti di uso quotidiano, eppure originali, accessibili e funzionali. Basta controllare il catalogo online di LOVEtheSIGN per trovare altri prodotti che sapranno catturare l’attenzione per la loro forma e realizzazione con ottimi materiali ed indispensabili per la casa."
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