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Bicchieri da cocktail

Non c'è festa in cui non possano mancare: i bicchieri da cocktail sono pronti ad accompagnare le tue serate all'aperto o nell'area living. Hanno un look discreto per non mascherare i colori dei cocktail, ma con la loro eleganza non passano inosservati e invogliano la partecipazione - sempre senza esagerare.
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"Immaginate di trovarvi in una terrazza affacciata sul mare Egeo, il sole sta tramontando e scaldando di un dolce color ambra tutte le spiagge e le case intorno a voi, un leggero venticello dal profumo marino vi accarezza la pelle, sentite la voglia di bere qualcosa, un cocktail fresco e delizioso. Andate in cucina, aprite il frigo, agitate lo shaker e in poco tempo eccolo pronto, adesso servono solo due bellissimi bicchieri da cocktail su cui versarlo ma l'unico trovato è un banalissimo bicchiere da tavola! All'improvviso il sogno si trasforma in incubo, il mare prima di un blu stupendo è in realtà mosso e pieno di alghe nere, il sole che
"Immaginate di trovarvi in una terrazza affacciata sul mare Egeo, il sole sta tramontando e scaldando di un dolce color ambra tutte le spiagge e le case intorno a voi, un leggero venticello dal profumo marino vi accarezza la pelle, sentite la voglia di bere qualcosa, un cocktail fresco e delizioso. Andate in cucina, aprite il frigo, agitate lo shaker e in poco tempo eccolo pronto, adesso servono solo due bellissimi bicchieri da cocktail su cui versarlo ma l'unico trovato è un banalissimo bicchiere da tavola! All'improvviso il sogno si trasforma in incubo, il mare prima di un blu stupendo è in realtà mosso e pieno di alghe nere, il sole che prima colorava il paesaggio di sfumature ambrate ora vi acceca gli occhi ed il vento profumato che prima vi accarezzava la pelle adesso vi ha spettinato tutti i capelli. Perchè? Perchè lo stile è tutto ed anche delle semplici bevande hanno bisogno di bicchieri da cocktail adatti che ne facciano risaltare colore e sapore e che nelle mani di chi lo regge possano sembrare gioielli. Cambiare bicchiere a seconda della bevanda da bere sembra a volte un'esagerazione ma, in realtà, spesso il bicchiere usato ne cambia il sapore o comunque qualche sfumatura nel gusto. Lo spessore, la forma, l'altezza delle pareti del bicchiere sono in grado di far esaltare o meno il sapore della bevanda che contiene. Questo riguarda qualsiasi tipo di bicchiere. Provate ad esempio a versare un po' di caffè in una tazzina dalle pareti sottili e ancora un altro po' in una invece molto spessa sia nelle pareti che nel fondo, vi accorgerete che il caffè al loro interno, pur essendo della stessa qualità, assumerà un altro sapore. Provare per credere. Il bicchiere da cocktail più famoso viene anche chiamato Martini cocktail glass, che deriva dal nome del barista italiano che si dice abbia per primo preparato, nella Londra del lontano 1912, l'omonimo cocktail per John Rockefeller. Altri dicono che la bevanda fu inventata negli anni '50 da Jerry Thomas, sulla strada per Martinez in California, per alleviare il mal di stomaco di un minatore. Probabilmente è così che nacquero i primi bicchieri da cocktail, che inizialmente non erano altro che normali recipienti di vetro che col tempo si sono evoluti in forme più armoniose ed accattivanti. Ma andiamo ancora più indietro con la storia. Di certo è difficile immaginare gli antichi egizi bere cocktail in calici di cristallo all'ombra delle piramidi o i persiani rinfrescarsi il palato bevendo da boccali di birra. I primi bicchieri presero vita dagli elementi presenti in natura, come conchiglie o cortecce, oppure grazie alla fantasia degli egiziani venivano ad esempio ricavati dal corno scavato. Ma furono i fenici, ai quali peraltro si fa risalire l'invenzione del vetro, i primi a mettere in commercio recipienti trasparenti capaci di mantenere e conservare liquidi. E' nell'età pompeiana che i bicchieri di cristallo raggiungono la perfezione della forma ed il fondo, che fino ad allora era stato piatto, diventa convesso. Non solo, i bicchieri vengono impreziositi da pietre e gemme preziose tali da renderli dei veri gioielli. Nel '500 la patria della lavorazione del vetro diventa Venezia, la forma dei bicchieri si fa sempre più elegante, nasce il gambo lungo su cui poggiano le coppe che si allargano sempre di più. E' così che in tutta Europa delicati e meravigliosi bicchieri di vetro di Murano, colorati o incisi al diamante, cominciano a fare la loro apparizione, perfino presso le corti di ricchi nobili, re e regine. A questo punto cominciano a canonizzarsi le specificità principali che caratterizzano il bicchiere ideale per la degustazione del vino, quindi trasparente e con pareti sottilissime. E sulla stessa scia nascono anche altre forme, altri bicchieri adatti alle varie bevande e cocktail. La forma tipica del classico bicchiere da cocktail è una coppetta conica rovesciata, con apertura di circa 90 gradi, che poggia su un lungo stelo appoggiato su una base piatta. Il gambo permette di servire la bevanda senza che ne venga influenzata la temperatura. Esistono diverse varianti di bicchieri da cocktail, con diverse capacità, proporzioni differenti, in vetro o in cristallo. Generalmente i bicchieri da cocktail hanno una capacità di 50, 75, 125 o 250 ml, tutto dipende dal tipo di bevanda che devono accogliere. Le varianti del bicchiere da cocktail sono tante e sono in continua evoluzione. Di seguito le più famose. L'Old-Fashioned è stato disegnato per l'omonimo cocktail e non è altro che un tumbler ovvero un bicchiere alto di forma cilindrica leggermente svasato in grado di contenere dai 175 ai 250 ml di liquidi. Il fondo del bicchiere è alto e pesante, può essere spesso anche 2 centrimetri. E' ideale anche per servire il whisky, quindi più se ne ha in casa e meglio è. Il tumbler è particolarmente adatto per cocktail da servire con ghiaccio, come ad esempio il Bloody Mary, e che vanno completati con soda o succo di frutta. Viene usato anche per bevande di latte, come i frappè. Infatti esistono tre tipi di tumbler: basso, medio ed alto. Il tumbler basso è usato per acqua e liquori denominati ""on the rocks"", ovvero con ghiaccio e si preferiscono proprio per la loro solidità e consistenza; il tumbler medio è usato per distillati e liquori senza ghiaccio; infine il tumbler alto è utilizzato per bevande a base di latte o di frutta, come ad esempio frappè o frullati e che contengono ghiaccio. La coppa Margarida è un bicchiere da cocktail dalla forma particolarmente sinuosa ed accattivante, infatti è costituita da una piccola boccia, sormontata da una parte più ampia a forma di piattino, viene anche chiamato ""Sombrero"" proprio perchè ne richiama la forma. Infine il bordo di questo Sombrero è perfetto per fare aderire il sale, tradizione irrinunciabile per gli amanti del Margarida. I flute sono invece bicchieri perfetti per Spumanti o Champagne. Sono bicchieri adatti a bevande frizzanti o comunque a base di spumanti, che fanno tante minuscole e leggere bollicine, perchè permettono di apprezzare completamente la qualità di uno spumante in quanto essendo la coppa ampia e relativamente instabile, consente alle bollicine di risalire in superficie senza disperdersi ed il lungo stelo impedisce che il drink si scaldi al contatto con la mano. Inoltre favorisce la risalita delle bolle e di tutti gli aromi che vengono liberati dal loro scoppio in uno spazio ristretto, in tal modo viene prolungata l'effervescenza dello spumante, sintomo di freschezza. Il boccale è un bicchiere molto robusto, appartenente alla tradizione tedesca, ideato per essere riempito di birra fresca, è inoltre caratterizzato dall'avere un solo manico ad ansa. Il tipico boccale birra tedesco ha una capacità di 1 litro ma ne esistono anche di molto più capienti, fino a 5 litri. Il materiale col quale viene realizzato è il vetro, tuttavia vi sono delle alternative come ad esempio peltro, argento, legno, porcellana o ceramica, alcuni modelli hanno anche un coperchio in metallo. Il coperchio di metallo del boccale birra ha una storia tutta sua. Fu concepito per prevenire la fuoriuscita di birra nel caso in cui ad esempio il bevitore fosse coinvolto in attività molto movimentate, come cantare e ballare oppure far ondeggiare il boccale a tempo di musica o ancora semplicemente brindare, tutte attività tipiche dei biergarten, che erano e sono tuttora spazi all'aria aperta dove vengono servite bevande alcoliche, in particolare la birra. Originariamente, comunque, il coperchio del boccale da birra fu concepito come misura di igiene poichè durante le estati di fine XV secolo, l'Europa centrale era spesso infestata da sciami di mosche, dunque le autorità tedesche legiferarono la regola d'obbligo che imponeva un coperchio a tutti i contenitori di cibo e bevande. Più avanti venne aggiunta una semplice levetta al leggero coperchio che rese possibile il sollevamento dello stesso con il pollice della stessa mano con cui si reggeva il boccale. In questo momento non vi vengono in mente scenari bavaresi in cui si brinda alle conquiste del Barbarossa o a Napoleone Bonaparte che della Baviera fece un regno? A questo punto non potrete dire che lo stile non è importante. Non si riesce proprio ad immaginare Enrico il Leone sollevare una tazzina di vetro con dentro birra mentre a cavalcioni sulla sedia brinda alla Baviera. Decisamente no. Tra i bicchieri da cocktail più famosi non si può dimenticare di aggiungere il calice, forse il più romantico di tutti. Il calice è un bicchiere di cristallo a forma di tulipano chiuso con uno stelo sottile su base rotonda, alla quale famiglia in realtà appartengono altri bicchieri simili. E' un bicchiere da vino che può cambiare leggermente forma proprio a seconda del vino che accoglie e spesso ne assume il nome, come ad esempio ""Calice Sangiovese"". Ultimamente viene anche usato per degustare i liquori. Un bicchiere da cocktail dalla forma un po' buffa è il Ballon che fu inventato per la degustazione di brandy e cognac. La forma è molto tonda quasi a palloncino con la bocca stretta. Oggi è un po' in disuso, poichè viene sempre più spesso sostituito dal calice a tulipano che accentua meglio le caratteristiche organolettiche. Il Punch è un bicchiere da cocktail cilindrico di circa 8 cl di capacità che normalmente viene usato per bevande calde. La forma è simile ad una pera capovolta e possiede un solo manico laterale basso. Infine la Coppa Asti è un bicchiere dalla forma sensuale e cosmopolita, che richiama molto Carrie Bradshaw in Sex and City. Inizialmente veniva usata anche per spumanti secchi, oggi invece viene riservata esclusivamente agli spumanti aromatici. E' un bicchiere dalla forma molto bella e che sicuramente rende interessante e anche bello da vedere il cocktail che contiene. Così come ogni bicchiere appartiene ad un cocktail, ogni cocktail appartiene ad una storia. Infatti, esattamente come si legge tra le pagine del libro ""Cocktail & storia. L'enciclopedia del barman"" Di Luca Infantino, ogni cocktail nel suo bicchiere nasce da un avvenimento preciso e speciale, che lascia nell'inventore un segno indimenticabile nella mente. Ad esempio il White Lady ha una storia molto romantica ambientata negli anni Venti, durante i quali Harry, l'inventore del sidecar, mentre era a Parigi, si trovò a dover aiutare una donna completamente vestita di bianco che era stata colpita da un malessere temporaneo. L'incontro con questa bellissima dama bianca, che poi diventerà sua moglie, lo spinse a creare un cocktail bianco, proprio come il vestito della fanciulla, miscelando 3 ingredienti: gin, cointreau e succo di limone. Il Cosmopolitan, il cocktail più bevuto in America, fu inventato dalla famosa bar tender Cheryl Cook, che volle creare una bevanda che potesse piacere alle donne, quindi dal profumo delicato e dal colore deliziosamente rosato, dati entrambi dalla presenza del cranberry juice. E' il cocktail preferito da Madonna. Simpatica è la storia del Mai Tai, che si dice fu bevuto per la prima volta da una coppia di amici thailandesi che bevendolo esclamarono insieme ""MAI TAI"" che nella lingua del luogo significa ""Il Migliore"", da qui il nome del cocktail molto dolce, dal sapore vellutato dato dalla miscela di due rum, quello bianco e quello scuro, con l'aggiunta della granatina e orzata ed affogato il tutto con del curacao all'arancia. Infine da ricordare è la storia dell'Alexander, un cocktail storico creato a Londra nel 1922 da Harry MacElhone, un famosissimo barman dell'epoca, in onore di Mary Princess che si univa in matrimonio con Lord Lascelles, mentre il Big Ben scandiva le ore ed il Tamigi scorreva sotto le arcate del Tower Bridge. Il cocktail è a base di cognac, anche se oggi viene usato il brandy, miscelato a crema di latte e di cacao. Bere il proprio cocktail nel bicchiere giusto è così importante che neanche sullo spazio se ne può fare a meno, tanto che hanno inventato il bicchiere da cocktail spaziale, sì avete letto bene. Si potranno bere cocktail anche a gravità zero. Una compagnia californiana ha infatti inventato un bicchiere che, grazie a una rete speciale di scanalature studiate ad hoc, consente di ingerire bevande e liquidi di ogni genere in assenza di gravità senza bisogno di cannucce e contenitori sigillati. Gli astronauti in missione nello spazio così potranno sorseggiare una bevanda utilizzando un elegante bicchiere da cocktail o meglio un Martini Glass, proprio come fossero in uno splendido bar dal mood futuristico. Sulla pagina ufficiale dello Zero Gravity Cocktail Project, è così che si chiama appunto il progetto del bicchiere da cocktail a gravità zero, si legge che il programma innovativo consiste nel realizzare un recipiente aperto che permette di godere dell'aroma di un drink grazie al sistema di scanalature capace di trattenere e tenere sotto controllo i fluidi. Il design di questo bicchiere da cocktail spaziale è davvero di classe, si avvicina molto alla forma del Martini cocktail glass con un elegante stelo lungo che non poggia su nessuna base bensì ha alla sua estremità una deliziosa pallina rotonda quasi come una bacchetta magica. La struttura di base può essere applicata anche a bicchieri e tazze dalla forma più semplice e spartana, magari utili per bere altri tipi di bevande come ad esempio il latte. Questa struttura consiste in una serie di incavi che impediscono al liquido di disperdersi sotto forma di bolle, veicolandolo allo stesso tempo verso un preciso punto in cui l'astronauta appoggerà la bocca per bere. I primi prototipi del bicchiere sono in materiale plastico e sono stati realizzati con una stampante 3D, poichè il progetto sta ancora raccogliendo soldi con una campagna crowfunding che serviranno per limare i difetti del prototipo, condurre test in volo parabolico e forse un giorno far fare il primo ingresso nella stazione spaziale internazionale. Tornando alla frase che ci ha portato fin qua ""lo stile è tutto"", potrete capire che, di design parlando, è importante gustare al meglio le bevande che amiamo ma è ancor più importante presentarle con classe ed eleganza. Insomma la regola ""l'occhio vuole la sua parte"" vale anche in questo caso. Adesso svegliatevi, aprite gli occhi e vi accorgerete che il mare prima blu poi mosso e pieno di alghe nere non è altro che il mare di maglie e pantaloni che avete lasciato ieri sera sul letto, il venticello profumato che prima vi accarezzava la pelle poi vi spettinava i capelli non è altro che l'aria soffiata senza pietà dal vostro ventilatore piantato davanti al letto ed il sole, quel sole stupendo che colorava tutto attorno a voi di un rosso ambrato con i suoi raggi non è altro che la luce calda dell'abat-jour sul comodino sparata dritta in faccia. E allora andate in cucina, aprite il frigo, prendete lo shaker e preparatevi un bel Mojito, versatelo nel bicchiere da cocktail giusto e beveteci sopra."
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