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Tovaglioli

Potresti rinunciare ai tovaglioli di carta - o almeno puoi comprali un po' più originali, tra pattern e forme a tema. Sappi però che un tovagliolo di cotone o di lino può fare la differenza sulla tua tavola. In tutte e due i casi, abbinali alla tovaglia per un effetto discreto o sceglili colorati e sfacciati per rallegrare ogni pasto.
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La storia dei tovaglioli

Il tovagliolo è una di quelle cose che si pensa esistano da sempre, in quanto ne facciamo largo uso da quando siamo venuti al mondo, e non ci si chiede mai da dove arrivi e da chi sia stato inventato. Di carta o di stoffa, di cotone o di poliestere, questo accessorio da tavola, ci accompagna durante le nostre cene di Natale e Capodanno, al ristorante e in famiglia. Ma come tutto ciò che riguarda la tavola e la cucina, non è sempre esistito! Come e chi può aver pensato di dover aggiungere alla tavola un’ulteriore tovaglia, di dimensione pi&u

La storia dei tovaglioli

Il tovagliolo è una di quelle cose che si pensa esistano da sempre, in quanto ne facciamo largo uso da quando siamo venuti al mondo, e non ci si chiede mai da dove arrivi e da chi sia stato inventato. Di carta o di stoffa, di cotone o di poliestere, questo accessorio da tavola, ci accompagna durante le nostre cene di Natale e Capodanno, al ristorante e in famiglia. Ma come tutto ciò che riguarda la tavola e la cucina, non è sempre esistito! Come e chi può aver pensato di dover aggiungere alla tavola un’ulteriore tovaglia, di dimensione più piccole, per far sì che i commensali ci si pulissero, senza sporcare la tovaglia?Infatti, sebbene faccia ormai parte dell’usanza comune in tutto il mondo, fino alla fine del Medioevo, sia le famiglie aristocratiche e potenti, che gli umili contadini, erano soliti pulirsi la bocca e le mani, usando semplicemente la tovaglia!Il tovagliolo è un pezzo di carta o stoffa, di forma generalmente quadrata, utilizzato per pulirsi durante i pasti. Serve inoltre a proteggere il commensale da schizzi sugli abiti, quando appoggiato sulle gambe o infilato nel colletto.Per una tavola più elegante, solitamente è dello stesso tessuto e colore della tovaglia, ma nulla impedisce di combinare colori diversi per dare un tocco di originalità e personalità, anche se la tonalità prediletta per il tovagliato è il bianco. Col passare del tempo, si è passati dalla stoffa – e dal cotone – al più consumistico tovagliolo di carta usa e getta, che risulta sì più igienico, ma anche meno elegante a tavola. 

Per quanto concerne i tovaglioli in stoffa, che ancora oggi sono comuni e utilizzati, soprattutto nei ristoranti o qualsiasi altro luogo di ristorazione e per le cene più formali, si utilizzano tessuti anche pregiati che riportano decorazioni di ogni tipo. E proprio con i tovaglioli di stoffa ci si può persino sbizzarrire nelle forme da dare a questi fazzoletti, per decorare la tavola e stupire gli invitati.Quante volte infatti vi sarà capitato di andare a cena in un ristorante, e restare basiti di fronte ad un tovagliolo piegato a formare un bocciolo di rosa? Quasi dispiace doverlo disfare!Se vogliamo ripercorrere la storia del tovagliolo, basti pensare che per il popolo ellenico esso non era nemmeno concepito. I Greci infatti, non conoscevano nemmeno l’uso della tovaglia.Le tavole del popolo romano, invece, erano coperte con un panno simile ad un comune tappeto, molto pesante e ingombrante, sul quale venivano appoggiati i piatti comuni, dai quali ogni commensale si serviva prendendo il cibo con le mani. È nel primo secolo d.c. che si iniziò ad utilizzare dei tessuti appositi come tovaglie e tovaglioli, anche se non erano largamente diffusi. Nel corso del Medioevo, poiché l’importanza del rito del pranzo andava assumendo particolare importante, migliorano anche i tipi di tovaglie e tovaglioli che vengono realizzati appositamente per imbandire tavole eleganti e scenografiche. Il colore predefinito era comunque il bianco e spesso, come accadeva per le posate, anche i tovaglioli venivano condivisi da più commensali.

Ma l’invenzione del tovagliolo come noi lo concepiamo oggi, la si attribuisce ad uno dei più grandi geni mai esistiti nella storia dell’umanità e, nemmeno a dirlo, il più grande genio italiano: Leonardo Da Vinci.È infatti merito di Leonardo se, agli albori del Rinascimento, la consuetudine barbara di utilizzare la tovaglia per pulirsi viso e mani, venne superata e vennero introdotti sulle tavole di corte dei ricchi signori dell’epoca i tovaglioli.Tra i mille campi in cui si è cimentato il genio dell’uomo vitruviano, che ha attraversato i più disparati campi di scienza e conoscenza, arte e ingegneria, ebbe anche il tempo di pensare al mondo della tavola.Tutto nacque, a quanto pare, dal fastidio che egli provava quando, alla corte di Ludovico Il Moro, durante i banchetti i commensali si comportavano in modo grezzo, rozzo e poco igienico. 

Sospinto quindi da questo odio viscerale per i modi dei suoi commensali abituali, iniziò a pensare e figurare delle tovaglie in miniatura, 40x40 cm, che potessero essere utilizzate individualmente, che oggi noi chiamiamo tovagliolo.Dai suoi scritti, possiamo rinvenire specifici riferimenti a questi momenti di profondo imbarazzo, e come il barlume gli sia comparso. Così scriveva nel Codice Romanoff: "Una volta, a fine cena, dopo che gli ospiti se n’erano andati, guardando la tovaglia del mio Signore Ludovico, ho visto una scena di totale disordine e inciviltà — neanche un campo di battaglia poteva assomigliarle — e ora penso che la mia prima priorità, prima di qualsiasi cavallo o pala d’altare, sia quella di trovare una soluzione. Ne ho già in mente una". 

Altre testimonianze sono pervenute dalle lettere di Pietro Alemanni, ambasciatore alla corte fiorentina, che descrive quella di Leonardo come una vera e propria fissazione che occupava la sua mente per gran parte del giorno e della notte: "E adesso ha messo in tavola la sua soluzione: una tovaglia individuale posta davanti ad ogni ospite, da insozzare al posto della tovaglia grande".Quando però, il tovagliolo venne introdotto, i commensali ne fecero un uso più divertente dell’altro:chi giocava a lanciarselo da un lato all’altra della tavolata, chi lo usò come fazzoletto per soffiarsi il naso, chi come copri sedia, e pochi ne capirono il reale utilizzo per il quale era stato pensato.Ma non bastò ciò a far desistere Leonardo dal diffondere l’uso di questo importante, complemento da tavola, tanto che si impegnò anche nella divulgazione di metodi sul come dovessero essere piegati e arrivando alla progettazione di macchinari pensati ad hoc per il lavaggio e l’asciugatura dei tovaglioli.Se non vi siete convinti di quando Da Vinci fosse ossessionato dal tema, vi basterà dare un’occhiata all’apparecchiatura della celeberrima Ultima Cena!!Una tavola che certamente non può riflettere la realtà di compostezza ed eleganza delle tavolate del 1500, quando ancora doveva diffondersi l’utilizzo di posate e piatti di servizio individuali. Per quanto difficile potesse essere stata inizialmente la diffusione del tovagliolo, prese largamente piede col passare dei secoli: prima alla corte dei ricchi signori di tutta Europa, come attestazione di eleganza e raffinatezza, con orlati elaborati e tovaglie ricche di decorazioni, e poi in uso comune anche nelle altre classi sociali, in tessuti molto semplici come il cotone, senza tante ricercatezze nella forma.Un interessante esempio di quanto sia entrato a far parte delle nostre vite questo impensabile (fino al 1500!) pezzo di stoffa, è una forma d’arte che spopolò in Inghilterra nel secondo dopoguerra, attorno agli anni ’60 e ’70.Venne chiamata Arte del tovagliolo per richiamare l’origine da cui deriva: un padre che, per distrarre i figli al ristorante mentre si aspettavano le pietanze, lasciava che colorassero su tovaglioli di carta. Egli conservò questi disegni e decise di farli esporre alla moglie, la quale possedeva una galleria d’arte, esponendoli in una mostra: L’arte del tovagliolo.Queste curiose opere che consistevano in null’altro che scarabocchi infantili, colpì immediatamente la scena pubblica, scatenando curiosità ed empatia col bisogno di ritornare all’ingenuità infantile, specie ripensando alle grandi tragedie degli anni appena trascorsi.L’idea iniziale fu un successo e le opere vennero persino vendute a prezzi tutt’altro che modesti, come vere e proprie opere d’arte.Negli anni ’60 queste mostre vennero persino esportate in tutto il mondo, da Monaco a Tokio, passando per Milano, coinvolgendo persino l’idea di quello che oggi è lo sponsor pubblicitario, ovvero aziende che davano il patrocinio a queste curiose esposizioni. Banche ed aziende iniziarono addirittura ad usare questo tipo di arte come messaggio di marketing per accaparrarsi la clientela. Per tutto il decennio l’arte del tovagliolo si diffuse nei campi più impensabili: dalle guide turistiche, ai francobolli che furono incaricati direttamente da niente meno che il principe Ranieri di Monaco, dedicata alla Carta dei diritti del fanciullo dell’ONU. 

I tovaglioli oggi 

Ritornando ai giorni nostri, il tovagliolo assume un ruolo fondamentale non sono a livello funzionale, ma soprattutto a livello estetico, sinonimo di eleganza e buon costume.La diatriba che più perplime quando ci si approccia all’acquisto di tovaglioli è: tovaglioli di carta o di stoffa? I tovaglioli di carta sono considerati più comodi e soprattutto igienici, poiché vengono buttati subito dopo l’utilizzo. Inoltre, tornano utili se a sporcarsi è la tovaglia, poiché generalmente sono utilizzati come asciuga tutto. Tuttavia, poiché la carta non è un dono della natura che ci piove addosso, com’è comune che sia per la storia dell’uomo, ciò comporta un eccessivo consumo di carta. Quindi, a favore della fazione tovagliolo di stoffa vi è un fattore ambientale. Inoltre il tovagliolo di stoffa, poiché viene riutilizzato dopo il lavaggio, comporta un risparmio economico, ad esempio lavando tovaglie e tovagliolo facendo un’unica lavatrice. Ad oggi esistono molte alternative nel ventaglio di materiali in cui essi sono composti: tessuto non tessuto in poliestere o altre fibre artificiali e tovaglioli monouso in cotone, che abbattono i costi e vanno incontro alle aziende che lavorano nella ristorazione, riducendo gli sprechi e le spese di lavaggio, senza tralasciare l’impatto ambientale che oggi più che mai, segna un incentivo nella scelta da parte del cliente, in campo alimentare e alberghiero.Il cotone infatti ha un ciclo di fioritura di 1/20 rispetto a quello di una pianta da cui viene ricavata la carta. Dato che essi sono monouso, non vi sono impatti chimici nell’ambiente, né costi di lavaggio per le aziende che ne vanno largamente utilizzo.Il cotone inoltre assorbe molto di più della carta, è più resistente e si dissolve nell’ambiente più velocemente.In quanto a praticità, resistenza e impatto zero, il cotone è il materiale migliore in questo campo.

Il poliestere invece, poiché è una fibra artificiale prodotta dal petrolio, è di larga produzione e a costi molti bassi. Infatti le aziende che li fabbricano, li vendono a grandi stock, a prezzi contenuti, mirando alle esigenze degli esercenti e degli albergatori, trascurando però sia il fattore ambientale, che qualitativo.Per ovviare al problema estetico e materiale, spesso il poliestere viene combinato con altre fibre, ad imitazione di tessuti molto più costosi e pregiati, come la seta, ma con i vantaggi del materiale artificiale, come ad esempio la resistenza al sole e la difficoltà di formare delle grinze. Un esempio di questa combinazione è quella poliestere-cotone, che aumenta la resistenza del tessuto e riduce ulteriormente i costi.Tuttavia il poliestere presenta numerosi svantaggi: trattiene eccessivamente l’umidità, lo sporco e in special modo le macchie grasse, a volte in modo permanente, ed il lavaggio ad alte temperature può comportare danni irreparabile al tessuto. Quindi se parliamo di uno strumento come il tovagliolo che necessita di essere lavato spesso, per mantenerlo pulito e igienizzato, questo materiale è largamente sconsigliato.Non è un caso che la qualità in cui viene impiegato per la maggior parte siano tovaglioli usa e getta, più resistenti della carta, meno costosi ma più inquinanti.Secondo il galateo, il tovagliolo va posto a sinistra rispetto al piatto, preferibilmente senza pieghe troppo eccentriche ma piegato a quadrato, a triangolo o a libro aperto. Per utilizzarlo lo si deve aprire e porlo sulla gambe, prima di iniziare il pasto ed è assolutamente sconsigliato portarlo al collo (nel colletto o legandolo), o sostenendolo sul petto con la mano durante la consumazione dei pasti.Quando si ha finito, secondo le norme del galateo, bisogna attendere che sia il padrone di casa a toglierlo dalle proprie ginocchia, per poi seguirne l’esempio. È altresì altamente sconsigliato riporlo nel piatto, quando a fine pranzo; lo si può appoggiare sul tavolo, evitando di appallottolarlo o al più al sottopiatto.Per quanto riguarda l’utilizzo, è buona usanza utilizzarlo per pulirsi la bocca prima e dopo aver bevuto; particolare attenzione per le donne, è quella di non lasciare segni di rossetto, che recano disturbo non solo estetico ma anche di pulizia per l’ospitante o per l’esercente se si è al ristorante. 

I tavaglioli come decorazioni

Infine, nonostante nel galateo sia sconsigliato ma non formalmente proibito, sta prendendo sempre più piede la moda di utilizzare i tovaglioli come decorazione per abbellire la nostra tavola, con forme e ripiegature che richiamano l’idea di un’antica arte giapponese: gli origami.Infatti, accanto alle classiche pieghe a triangolo, quadrato o foglietto ripiegato, possiamo notare sui tavoli dei ristoranti le forme più disparate di tovaglioli, che vengono piegati a cigno, a bocciolo di rosa, a fiore di loto, e molto altro ancora.Vediamo prima le piegature classiche: quelle a quadrato/rettangolo, triangolo, a ventaglio e a tasca.

Come suggerisce il nome, la piegatura a quadrato non è altro che un ripiegamento su di uno stesso lato del tovagliolo, quella che utilizziamo quotidianamente per le cene informali, per intenderci.Allo stesso modo, ripiegando anziché su di un lato, gli angoli del nostro tovagliolo, otterremo una piegatura triangolare. Anche questa molto informale e veloce da preparare.Un po’ più elaborate ma semplici ed eleganti sono invece le successive piegature.Per la piegatura a ventaglio, dobbiamo ripetere il procedimento della piegatura rettangolare, sino ad ottenere una piegatura sullo stesso lato che richiama la forma di una fisarmonica. 

Ora prendiamo un lato (quello inferiore solitamente) e lo ripieghiamo su sé stesso per un quarto della misura totale; mettiamo il tovagliolo in un contenitore, che può essere un comune bicchiere, e apriamo la fisarmonica che abbiamo ottenuto, da metà lunghezza, partendo questa volta dal lato superiore.Abbiamo ottenuto così un tovagliolo a ventaglio, semplice ma d’effetto. Sempre molto semplice da ottenere, ma ancor più di scena, è la piegatura a tasca, comoda per riporre le posate, in attesa di iniziare il nostro pranzo.Piega il tovagliolo a metà, congiungendo la parte superiore e quella inferiore, ottenendo così un rettangolo.

Ripiega il rettangolo su sé stesso, per ottenere una piegatura a quadrato.Capovolgi ora il tovagliolo, badando di avere l’estremità sinistra in cui il tovagliolo si apre di fronte a te; prendi ora l’angolo sinistro e piegalo lungo la diagonale, per congiungerlo con l’angolo a destra, in basso.Gira nuovamente il tovagliolo, per avere l’angolo aperto in alto a destra. Ripiegalo per 1/3 dell’altezza, questa volta in verticale (l’altezza del triangolo che abbiamo ottenuto) e fai una piega .Ripiega ora il lembo sinistro sempre di 1/3 dell’altezza, inserendolo nella piccola piega che abbiamo ottenuto in basso a destra. Ora, capovolgendo il tovagliolo, avrete magicamente ottenuto un tovagliolo a tasca, per riporvi le posate e lasciare i commensali senza parole. Senza disperderci troppo sulla questione, scegliamo una piegatura un po’ più particolare e raffinata, ma molto comune nei ristoranti di tutto il mondo.Metodo Giglio:Piega il tovagliolo a metà e stendi il tovagliolo piatto davanti a te orientato come un quadrato. La cima e il fondo dovrebbero essere piatti, i bordi dritti. Piega il bordo superiore in modo da sovrapporlo a quello inferiore. Piega di nuovo il tovagliolo a metà. Sovrapponi il lato destro sul sinistro con precisione. Il tovagliolo dovrebbe essere ora piegato in quarti. Il nuovo bordo piegato dovrebbe essere sulla tua destra, e il nuovo bordo aperto sulla sinistra.Piega diagonalmente a fisarmonica. Fai pieghe diagonali lungo l’ampiezza del tovagliolo, a partire dall’angolo inferiore del tuo nuovo bordo aperto fino all’angolo superiore del tuo nuovo bordo piegato. Per piegare a fisarmonica, un pezzo del tovagliolo dovrebbe essere piegato, poi il pezzo successivo dovrebbe essere piegato nel verso opposto con la stessa larghezza della prima piega. Procedi così, piegando sopra e sotto, fino a raggiungere l’angolo opposto.Piega il tovagliolo al centro, poi verso l’alto, lungo la linea invisibile che collega un angolo piegato a fisarmonica all’altro. Gli angolo non piegati dovrebbero stare dritti senza sovrapporsi o incontrarsi. Infila il tovagliolo in un calice. Fai scivolare il tovagliolo in un calice (il bicchiere che usi dovrebbe avere un’apertura non troppo larga in modo da poter mantenere il tovagliolo nella stessa posizione in cui l’hai messo prima d’inserirlo nel bicchiere), infilando il fondo nel bicchiere il più possibile in modo che la nuova piega sia completamente fissata. Separa i petali. Usa le dita per tirare giù con cautela gli angoli allentati, aprendoli in un modo semplice seppur elegante, come avevamo fatto per la piegatura a ventaglio. </p><p>

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