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La vostra prospettiva sul minimal: i 3 progetti vincenti
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La vostra prospettiva sul minimal: i 3 progetti vincenti

Come ogni design lover sa bene, dietro ogni casa minimal si nasconde un’attenta progettazione. Non è infatti sufficiente eliminare a poco a poco gli elementi di troppo o lasciare una stanza completamente spoglia per padroneggiare quest’estetica: è necessario studiare e calibrare attentamente - e a priori - la relazione tra spazio e oggetti. 

I veri esperti di questo stile di arredamento e progettazione sono gli studi nordici, al punto che oggi scandinavo è diventato, a tutti gli effetti, sinonimo di minimal

Oggi ti presentiamo i tre progetti che hanno saputo interpretare al meglio il concetto di minimal, tema della nostra Call for Architects di ottobre. Abbiamo selezionato un progetto di ristrutturazione, uno di interior design e un terzo che ha messo al centro dell’attenzione un solo ambiente… che in quel momento non era ancora abitato.

I vincitori sono Anna Puiatti, Cecilia Tiberti e lo studio tIPS Architects
Scopri i progetti sotto

Vorresti partecipare con un tuo progetto? È già online il tema di Novembre: 

Nuova call: Piccole case in grande stile
Mostraci le tue idee: invia il tuo progetto entro il 28 novembre 2017

Ristrutturazione: tIPS ARCHITECTS

Impossibile non rimanere affascinati dalla pianta del progetto di tIPS ARCHITECTS, lo studio degli architetti Paolo Capuano e Marco Venturelli. La richiesta del committente?Recuperare in chiave contemporanea il sottotetto di un edificio ai margini del centro storico di Crema e renderlo abitabile, rispettandone il carattere storico (fu stazione di tiro partigiana). 

tIPS ARCHITECTS conosce bene l’importanza della fase progettuale. Nulla è stato lasciato al caso in questa ristrutturazione, che coniuga e soddisfa tre diverse necessità:

La distribuzione interna si svolge seguendo la linea che nel minor tempo possibile conduce dal corpo scala al terrazzo (strategia ricognitiva). Per questo quasi tutte le aperture hanno forme e affacci diversi (strategia visiva) e ogni spazio è dimensionato per accogliere ogni specifica funzione (strategia logistica).
tIPS ARCHITECTS

La disposizione dell’arredo non fa altro che favorire ed esaltarela dimensione prospettica e anche la pendenza marcata del tetto diventa un punto di forza, perché sapientemente sfruttata. A connettere il tutto, il monocromatismo del bianco. 


tIPS ARCHITECTS
Lo studio nasce nel 2010 con l’obiettivo di esplorare attraverso l’architettura la contemporaneità, la società, la sostenibilità, l’innovazione e la città. Oggi si occupa di progetti che spaziano dalla ristrutturazione alla ricerca internazionale fino alla didattica universitaria. 

Interior Design: Cecilia Tiberti 

L’arredamento non è fatto per occupare lo spazio, ma per far sì che le persone lo vivano al meglio. Con questo obiettivo a guidare il proprio progetto di interior design, l’architetto Cecilia Tiberti ha elaborato la proposta vincente per una giovane coppia. 

Pochi elementi ma con personalità: questa la richiesta riguardante gli arredi, le finiture e la progettazione della cucina. Ogni mobile è stato quindi inserito con cognizione per valorizzare la dimensione conviviale delle stanze, 

come il grande tavolo in legno massello, disegnato e realizzato appositamente da un falegname per la coppia, per ospitare amici e parenti.
Cecilia Tiberti

Lo stesso approccio è stato mantenuto anche nella fase di progettazione della cucina. L’affaccio sul soggiorno e l’isola con top a sbalzo favoriscono la condivisione, mentre per valorizzare l’ambiente, sempre visibile, Cecilia ha scelto delle linee pulite ed eleganti e ha optato per le mensole al posto dei pensili standard. 


Cecilia Tiberti
Dopo la laurea in architettura a Parma e in design a Venezia, inizia la carriera da interior designer in un negozio di arredamenti per spazi residenziali. Oggi si occupa anche di progetti per ambienti contract e arredo di uffici, mentre continua a coltivare l’interesse per le arti visive. 

Ambiente: Anna Puiatti

Ci ha da subito colpito, della submission di Anna, la dimensione intima - non solo perché l’intervento si concentra su un unico ambiente. In questo progetto, l’approccio minimal è stato applicato alla futura nursery della famiglia Puiatti. 

Un aspetto da non sottovalutare del minimal scandinavo, infatti, è la capacità di non rendere algido un ambiente essenziale ma, al contrario, di saperne valorizzare il lato accogliente. E quale stanza migliore in cui sperimentarlo che una nursery?

Il progetto è realizzato per qualcuno che ancora non c'è.
Anna Puiatti

Eppure non manca nulla: in poco spazio e con pochi elementi dalle forme pulite e dai colori rilassanti, l’ambiente è pronto ad accogliere il nuovo arrivato e tutti i suoi bisogni. 


Anna Puiatti
Dopo la laurea in architettura a Venezia e la gavetta in uffici tecnici, aziende del mobile e show-room di arredamento e design, dal 2011 esercita come libera professionista. 

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