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Come si dice weekend a Torino?
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Come si dice weekend a Torino?

Torino, lunedì–giovedì: operai, impiegati e designer, automobili e viali alberati, la metropolitana viaggia senza autista. Torino avanguardista ma abitudinaria: il Teatro Regio e i Giardini Reali, gli appuntamenti culturali nei bar e nelle librerie, gli hotel e i ristoranti migliori finiscono negli itinerari di chi è in città per lavoro.

Fine settimana, così dicono in città. Torino, venerdì e sabato: musei e shopping, aperitivi e cinema, concerti e club aperti fino a tardi. Un mood diverso ma lo stesso impegno. Torino, domenica...

10 AM / Visita con relax

La domenica mattina la città è tranquilla, i viali sgombri. Nelle rete di strade pedonali del centro, tra via Roma e via Lagrange, tra piazza San Carlo e via Carlo Alberto (due Carlo, due nobili), si incontrano giovani in bici, famiglie e bambini. C’è un po’ di coda di fronte al Museo Egizio, riaperto l’anno scorso dopo la ristrutturazione dello studio Isolarchitetti: 50 milioni di budget ma neanche un giorno di chiusura al pubblico.

Torino investe nella cultura. I passanti hanno sottobraccio quotidiani e inserti domenicali, i tavoli dei bar si popolano di cappuccini e croissant (non cornetti, non paste, croissant). Qualche bicerin viene servito ai turisti stranieri, sempre più numerosi in città. In pieno centro storico, vicino al parcheggio sotterraneo di piazzale Fusi (se sei in auto, puoi lasciarla qui) c’è un angolo molto amato dai torinesi.

Sono due giardini alberati, Balbo e Cavour, due piazze verdi nel cuore della città. Cavour è il più suggestivo, delimitato da collinette con alberi ad alto fusto. È una piccola riproduzione di verde parigino, francese come le inflessioni del dialetto locale, l’ideale per rilassarsi la domenica mattina, godersi il sole e l’aria aperta, leggere un libro o sfogliare un giornale (c’è anche il dehors di un bar).

Contenitore Carry On
Panca Riserva
Paletta Elio

12 PM / Circolo dei lettori

Poco distante dal Museo Egizio, nel cuore bourgeois di Torino, si può citofonare al Circolo dei Lettori per fare un brunch o... leggere un libro. Palazzo Graneri della Roccia: l’ingresso dell’edificio dal nome altisonante è imponente e facile da trovare. Lo trovarono anche Maria Clotilde di Savoia e Gerolamo Bonaparte e lì si fidanzarono: è un posto romantico.

Il Circolo dei LettoriIl Circolo dei Lettori

Suonate, entrate nel cortile, andate a sinistra. Altra porta: suonate di nuovo, salite con nonchalance l’antico scalone d’onore, fermatevi al primo piano. Il barocco piemontese richiede pazienza. Ora, di fronte a voi, c’è una magnifica galleria vetrata: è l’accesso per un labirinto di sette sale con soffitti e pareti affrescate, specchi incorniciati e comode poltrone.

Non siate titubanti: il luogo è nascosto, l’arredo nobiliare, l’accoglienza non è calorosa ma il Circolo è pubblico e, oggi, la sua anima è pop. L’ingresso è libero e il calendario degli eventi culturali è fittissimo. Ci sono anche dei tavolini dove sedersi per il brunch domenicale, per un caffè o un aperitivo. Non uscite se non avete visto l’esotico salotto cinese: la nobiltà sabauda ha amato intensamente le lacche orientali.

3 PM / Cinema o fotografia?

Usciti dal Circolo dei Lettori avete tre scelte. La prima sono le principali vie del centro, come via Roma, via Garibaldi e via Po: i portici a quest’ora iniziano ad essere affollati da torinesi di tutte le età, ognuno in cerca del suo negozio preferito. I brand sono in fila: da Cos a Hermès, da Zara a Max Mara. I più frequentati si riconoscono dai capannelli di uomini e passeggini che bloccano il passaggio.

Un’alternativa è la Mole Antonelliana, il (tozzo) monumento simbolo della città e amato dai torinesi. L’edificio, pensato come Sinagoga, oggi ospita il Museo Nazionale del Cinema: sorprendente, per adulti e ragazzi, come la statua del dio Moloch usata nel 1914 nel girare Cabiria, il colossal muto all’italiana. Il film è oggi un premio del TFF, il Torino Film Festival. C’è anche un ascensore panoramico!

Il Bookshop di CameraIl Bookshop di Camera

Terza scelta sempre in centro città:Camera, il Centro Italiano per la Fotografia. Via delle Rosine, dietro il Giardino Cavour. Non è esaustivo come un museo nazionale ma è effervescente come una galleria d’arte. NastyNasty, Sulla scena del crimine, Oh Man: ecco alcuni titoli delle mostre passate per i 2000 mq del centro. Dal bookshop si accede anche allo shop ufficiale di Leica. Niente male, no?

Vassoio Pasha
Lampada da tavolo Lampadina
Poltrona monoblocco Nemo fissa opaca

5 PM / Monte dei Cappuccini

Che sia stato un intermezzo di negozi o di musei, è ora di tornare all’aria aperta. Ovunque siate potete procedere verso est, raggiungendo piazza Vittorio Veneto. Attraversate il ponte sul Po, che nasce poco distante dalla città, e salite verso il Monte dei Cappuccini. Quando arrivate di fronte alla porta del piccolo convento, non bussate. Voltatevi e correte alla balaustra: l’affaccio sulla città è splendido.

Il Monte dei Cappuccini dalla Torre di Renzo PianoIl Monte dei Cappuccini dalla Torre di Renzo Piano

Sotto di voi c’è il Lungo Po, verde e alberato,che confluisce nel Parco del Valentino, che inizia in centro e termina oltre i confini della città. Quindi le facciate ottocentesche e la geometria regolare, quasi perfetta, dell’impianto urbanistico del centro storico di questa ex capitale italiana dai tratti francesi. Ci sono solo angoli retti tra una strada e l’altra: un panorama stupendo, per molti meglio del piccolo convento.

Sullo sfondo, oltre il centro storico, prima delle montagne, c’è una torre bianca. È il grattacielo progettato da Renzo Piano per Intesa San Paolo. L’estetica non sorprende, l’innovazione è il suo cuore, è all’interno. Un auditorium strutturalmente sospeso e capace di trasformarsi in sala espositiva premendo un solo tasto e, agli ultimi piani, un’oasi di alberi, piante e fiori, una serra che richiama il verde, ovunque presente, a Torino, la domenica.

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