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L’alternativa ecologica alla plastica esiste
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L’alternativa ecologica alla plastica esiste

Usi ancora la plastica? Male. Simbolo del boom economico, colei che ha democratizzato il design negli anni ’60 irrompendo nelle case, nella moda e nell’arte, la plastica ha ormai fatto il suo tempo. 

Solo a sentirla nominare, ti si materializzano davanti agli occhi immagini di animali in fin di vita e pesci che nuotano in acque-pattumiera a livelli da horror vacui.

Ammettilo, è davvero troppa.

4 Bicchieri cilindrici Little Fish
Acquario Fish Hotel
Pesce in legno Livo

Storia e futuro della plastica, da rivoluzione a involuzione

La plastica non ha sempre avuto questa pessima fama, anzi: la sua invenzione all’inizio del ‘900, a opera di Leo Baekeland, è una pietra miliare della società moderna.

Economica, duratura e infrangibile, la plastica ha prepotentemente spodestato gli altri materiali poiché applicabile a qualsiasi cosa e, soprattutto, in migliaia di forme diverse.

Tutte figlie di un solo genitore: il petrolio.

Pensa come cambiano i tempi: la sua qualità principale, la durabilità, è oggi la nostra croce. La plastica non è biodegradabile, se non dopo centinaia di anni, e il risultato è comunque composto da particelle sempre più piccole e fortemente inquinanti. 

credits: Ishan Seefromthesky credits: Ishan Seefromthesky

Hai mai provato a passeggiare su una spiaggia dopo una mareggiata? Ogni anno, finiscono negli oceani otto milioni di tonnellate di plastica. Per renderti l’idea, equivale a rovesciare un Tir di rifiuti nel mare ogni minuto.

Non sei stufo di vivere in mezzo a tutto questo?

Cuscino Fiori
4 Piatti Peacock and Doe
Contenitore per alimenti Lego L5 cm
Contenitore Grand Cru 1,5 l
Appendiabiti Scoreboard verticale
Mug con piattino Krokodil

Packaging sostenibile, ma anche alternative a piatti e posate in plastica

Si fanno largo, oggi, alternative ecosostenibili derivate da fonti rinnovabili, pronte a sostituire la plastica tradizionale. Un materiale plastico può infatti essere ricavato da qualsiasi materia prima.

Alcuni brand, ad esempio, ne studiano lo sviluppo a partire dalla canna da zucchero. Una tra tutti la celebre LEGO, che ad Agosto ha lanciato sul mercato i primi mattoncini in eco-plastica, in linea con le direttive del WWF, di cui è partner. Seppur non ancora biodegradabili, i blocchetti, prodotti solo nel colore verde e a forma di piante, vogliono istruire i più piccoli «ad avere un impatto positivo sul mondo che ci circonda», parola di Tim Brooks, Vicepresidente Responsabilità Ambientale del Gruppo LEGO.

Ma si può fare di più. Adidas, ad esempio, nel 2018 ha lanciato una linea di abbigliamento sportivo altamente performante in fibra riciclata dalla plastica raccolta negli oceani. Non solo: lo stesso brand, insieme a un altro grande marchio come Camper, sta sperimentando per le collezioni un nuovo tessuto derivato dalle fibre delle foglie di ananas, altrimenti destinate al macero: il Piñatex. Questo tessuto è ecocompatibile, biodegradabile e vegano e ha un ridottissimo impatto ambientale: non ha infatti bisogno di terreno, né di acqua o fertilizzanti, offrendo inoltre un reddito ai contadini locali.

E per gli oggetti di largo consumo, come piatti e stoviglie in plastica?

Su Facebook, di recente, ne hanno pubblicizzato una versione ecologica prodotta a partire dalla crusca, non solo biodegradabile ma anche commestibile. Esempio virtuoso, un piccolo birrificio artigianale americano, la Saltwater Brewery, che ha introdotto la classica rete ad anelli per le lattine di birra prodotta in scarti di grano e orzo così che, se mai dovesse finire in mare - quante volte hai visto foto di animali impigliati in questa sorta di trappole? - si decomporrebbe in pochissimo tempo.

credits: Sylvie Tittelcredits: Sylvie Tittel

Come scegliere un materiale sostitutivo della plastica

Siamo realisti: la plastica è talmente diffusa in ogni gesto quotidiano, che debellarla in pochi anni è utopia. Ma qualche miglioria si può fare per ridurne il consumo, oltre a introdurre nella tua routine oggetti in materiali ecologici.

Ti do un paio di dritte in più. Sai che, a ogni lavaggio, gli indumenti sintetici perdono micropolimeri che si riversano nei mari perché troppo piccoli per essere filtrati? Sostituiscili con fibre naturali come lana, cotone e lino, o utilizza la Guppyfriend Washing Bag, una sacca per lavatrice che trattiene le microplastiche.

E poi, proprio perché la plastica non si deteriora mai, perché non riutilizzare i flaconi riempiendoli nei negozi di cibo, detersivi e detergenti sfusi? Controlla nella tua zona: sicuramente ce n’è uno.

Immagina di essere parte di una catena di montaggio per un futuro migliore: il tuo contributo farà la differenza.

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