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Il ritorno degli Anni 90
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Il ritorno degli Anni 90

È stato quando il web è impazzito alla notizia che Victoria Beckham aveva postato su Instagram una foto con le Spice Girl riunite, che ho capito che oggi la nostalgia degli anni '90 si sente forte e chiara. 

C’è chi dice che sia una questione ciclica e generazionale: quando le persone nate in un certo decennio superano la soglia dei 30 anni, ecco che quel decennio torna in auge. 

È successo con gli anni Settanta, poi con gli anni Ottanta e ora tocca, finalmente, agli anni Novanta. 

Siamo nell’epoca dei revival e ciò che ha funzionato in quegli anni – nella musica, nel cinema, nella televisione e nella moda – sta progressivamente tornando a trovarci. 

Noi degli anni ’90 eravamo così: imprigionati in un’epoca che ci ha visti testimoni di un futuro sempre più prossimo (quello della rivoluzione digitale) e obbligati a sfruttare il poco di cui disponevamo per lasciare il segno.
Mattia Bertoldi, La dura legge di Baywatch (2017)
Beverly Hills 90210Beverly Hills 90210

Moda anni 90: vestiti, scarpe e oggetti che hai fatto bene a non buttare

Ogni tanto faccio un ripulisti dell’armadio e cerco di buttare il possibile, mia madre mi consiglia sempre di non farlo perché prima o poi tutto torna di moda. All’inizio non ci credevo, ora ho capito cosa intendeva. 

Chi di noi non ha oggi dei jeans a vita alta nell’armadio? Fino a qualche anno fa non li avrei indossati nemmeno sotto tortura, ora sono un mio must. Quando decido di abbinarli ad una maglietta stretta con pancia scoperta, i miei colleghi fanno partire la sigla di Beverly Hills 90210. 

Un altro stile che è tornato di moda direttamente dal passato è quello che si definisce grunge: capi unisex, anfibi (i mitici Dr. Martens ovviamente), maglie informi, camicie di jeans e flanella, cappellini di lana.

Tra gli altri grandi ritorni, i vestiti con stampe floreali, il chocker (nastrino da collo che tanto osannavo in gioventù), il bomber, i body stampati o a tinta unita, minigonne e pantaloncini di jeans cortissimi. 

Pare che Rihanna e Kim Kardashian siano state avvistate mentre indossavano tute in acrilico con bottoni laterali e decoltè con il tacco, che il frisè sia tornato di moda e che i codini siano concepiti come pettinatura con cui potersi presentare in pubblico. 

Ecco questo no: back to 90s, ma con stile. 
Rachel Green di Friends: un'icona di stileRachel Green di Friends: un'icona di stile

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Tra film cult e nostalgia

La sindrome ha colpito anche il cinema e soprattutto Netflix, che sembra essere il più nostalgico dei tempi andati. Tra i grandi titoli del cinema, sono stati prodotti i sequel di Jurassic Park e Trainspotting, entrambi film del 1993, e infine quello di It, del 1990.

I produttori non erano soddisfatti di aver terrorizzato un’intera generazione: hanno ben pensato di rifarsi anche sulla successiva.

L’anno scorso è uscito il film di Baywatch, goffo remake della storica serie. Non è stato, però, troppo apprezzato dalla critica: Pamela Anderson e David Hasselhoff non si sostituiscono, mi spiace!

Pare che tra i cartoni animati ricominceranno Duck Tales, Sailor Moon, Dragon Ball, Carmen Sandiego, Allacciate le cinture!, Viaggiando s’impara, Samurai Jack.  E, a proposito di cartoni animati, l’altro giorno ho visto in tv un’intervista a Cristina D’Avena. Già, proprio lei. 

Netflix ha poi rispolverato serie storiche come Will&Grace, Xena e X-files. Si è poi ulteriormente chiarito il dubbio di chi abbia ucciso Laura Palmer con il sequel di Twin Peaks.

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Canzoni anni 90 di cui non potrai dimenticarti

Quando scoprirai che il 2018 è l’anno in cui si festeggiano i 20 anni di alcune tra le canzoni più note degli anni 90, probabilmente ti ritroverai a organizzare una serata revival al Nepentha. 

Baby one more time di Britney Spears, per esempio, pezzo leggendario della musica pop, Believe di Cher – se provi a canticchiarla di torna tutta in mente – ma anche Ray of Light di Madonna, Everybody dei Backstreet Boys…

Backstreet’s back… Alright!

È stato inoltre riscontrato dal 2017 in poi un incremento nella vendita di dischi in vinile e di giradischi.  In America i dischi in vinile rappresentano il 14% di tutte le vendite dei supporti fisici degli Stati Uniti, mentre in Gran Bretagna sono secondi dopo lo streaming. Ebbene sì, i dischi in vinile stanno diventando competitor diretti dello streaming, avvantaggiati dal fatto che permettono di avere una copia fisica della propria musica preferita. Spotify, inizia a tremare!

Eccoci qui:  siamo in piena sindrome da nostalgia anni 90, ma non ce ne siamo ancora accorti.

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