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Fabio Novembre

Fabio Novembre nasce nel 1966 a Lecce. Nel 1984 si laurea in Architettura al Politecnico di Milano, dove, nel 1994, apre il suo studio. Estroso e sperimentale, sa spaziare dalla progettazione di spazi pubblici al design ed annovera collaborazioni con Driade, Cappellini, Meritalia, Flaminia e Casaminia, finché nel 2008 il Comune di Milano gli dedica una grande mostra monografica. Foto: Settimio Benedusi
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Fabio Novembre: designer poliedrico

Fabio Novembre nasce a Lecce il 21 ottobre 1966 e, dopo aver conseguito la laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1992, si sposta a New York per studiare regia cinematografica. Durante il soggiorno americano incontra Anna Molinari che gli commissiona nel 1994 il primo importante lavoro di architettura di interni: il Blumarine Store di Londra, per il quale realizza un imponente ingresso in mosaico di un intenso blu indaco. Sempre nel 1994, Novembre apre il suo studio a Milano. Tra i clienti più importanti che negli anni busseranno alla sua porta ci saranno Driade, Kartell, Cap

Fabio Novembre: designer poliedrico

Fabio Novembre nasce a Lecce il 21 ottobre 1966 e, dopo aver conseguito la laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1992, si sposta a New York per studiare regia cinematografica. Durante il soggiorno americano incontra Anna Molinari che gli commissiona nel 1994 il primo importante lavoro di architettura di interni: il Blumarine Store di Londra, per il quale realizza un imponente ingresso in mosaico di un intenso blu indaco. Sempre nel 1994, Novembre apre il suo studio a Milano. Tra i clienti più importanti che negli anni busseranno alla sua porta ci saranno Driade, Kartell, Cappellini, BMW, Lexus, Lavazza, Tommy Hilfiger, Casamania e l’A.C. Milan.

Le tappe fondamentali

Dal 2000 al 2003 Fabio Novembre è Art Director di Bisazza e contribuisce al suo successo. Negli stessi anni collabora anche con brand prestigiosi come Cappellini, Driade, Meritalia, Flaminia, Casamania e si sposa con la modella argentina Candela. Il 2001 è anche l’anno fotografico di Fabio Novembre: il designer dirige l’esibizione ‘Lavazza con te partirò’ del Teatro dell’Arte della Triennale e cura la mostra di Steve McCurry a Roma.

Il 2008 è invece l’anno della mostra che Milano gli dedica alla Rotonda della Besana: ‘Insegna anche a me la libertà delle rondini’. Filo conduttore dell'allestimento era un gigantesco nastro che accompagnava il visitatore nel suo percorso attraverso oggetti, suoni e immagini. L’anno seguente, il 2009, avviene la consacrazione ufficiale a Milano con ‘Il Fiore di Novembre’, mostra curata da Novembre alla Triennale, e ‘Per Fare un Albero’, progetto congiunto tra il designer, la città di Milano e il brand automobilistico Fiat: ‘Per Fare un Alberto’ arreda per mesi via Montenapoleone con venti riproduzioni di Fiat 500 contenenti alberi. Nel 2010 Novembre cura l’allestimento del Comune di Milano all'interno del Padiglione Italia all'Expo di Shanghai e dopo questa esperienza, il designer leccese parteciperà anche all’Expo italiano del 2015.

Nel 2014 si occupa di Casa Milan, sede della squadra di calcio AC Milan, di cui cura soprattutto gli interni. Novembre firmerà anche lo stadio del club calcistico, legando ancora di più la sua figura alla città meneghina.

Him & Her: le sedie scandalo 

Tra le opere più iconiche di questo designer leccese naturalizzato milanese c’è la coppia di sedia Him & Her. La storia inizia nel 2008: Fabio Novembre è incaricato di disegnare una coppia di sedie per il brand Casamania. L’ispirazione è duplice: da una parte la Panton Chair disegnata da Verner Panton negli anni Sessanta per Vitra, dall’altra la Genesi biblica. Him & Her hanno infatti la forma sinuosa della Panton, ma rappresentano i corpi nudi di un uomo e di una donna:  una nuda, spensierata innocenza di biblica memoria. Questa sedia nasce innanzitutto per esaltare il concetto del corpo umano come espressione di armonia e perfezione delle forme. Il successo di critica e pubblico non si fa attendere.

Nemo: il capolavoro per Driade

Due anni dopo, al Salone del Mobile di Milano del 2010, Novembre presenta per la prima volta la seduta Nemo per Driade. Questa seduta rappresenta un volto umano privo di identità e di connotazioni sessuali e razziali, una sorta di rappresentazione astratta della collettività che scruta il prossimo oltre le barriere. L’ispirazione questa volta viene dall’opera di Gio Ponti ‘Il disegno è un’idea’ e dal romanzo di Luigi Pirandello ‘Uno, Nessuno, Centomila' del 1926.

Ma perché chiamarla proprio Nemo? «Nonostante io mi senta fortemente un uomo della mia epoca, non posso che associare il nome Nemo all’Odissea, dove Ulisse/Odisseo sfugge all’ira dei Ciclopi dichiarandosi Nemo, nessuno. Il nome Nemo lì diventa una maschera per nascondere la propria identità».

Fabio Novembre ed EXPO 

Lo stesso anno della poltrona Nemo, Fabio Novembre cura l'allestimento per il Comune di Milano all'interno del Padiglione Italia all'Expo di Shanghai e dato il successo di quell’allestimento, il designer sarà chiamato come Ambassador per Expo Milano 2015. Lo stesso anno Novembre curò lo spazio Lavazza realizzando la Smoking Cup: un viaggio sensoriale costruito intorno alla tazzina, elemento iconico dell’azienda.

Cibo e alimentazione, temi portanti di Expo 2015, furono sposati e sostenuti anche personalmente da Novembre. «Il caffè è un elemento che sa ispirarmi per molti motivi. Ne sono un grande conoscitore e trovo affascinante il modo in cui il caffè sa creare momenti di pausa e sintonia tra le persone, unendole in un gesto rituale e sociale. In Italia, quando vogliamo incontrare una persona, le chiediamo di bere un caffè insieme. Il caffè è il fulcro della socialità all’italiana. Viviamo nell’era dei social network, è vero, ma è il caffè il modo di socializzare più forte e potente. Proprio per questo credo che l’obiettivo primo di un brand come Lavazza sia quello di far riunione le persone, aiutare a costruire legami. Il caffè ha un che di magico.»

Designer del nuovo AC Milan

Non solo brand storici dell’arredamento e musei, Fabio Novembre, come già visto con Lavazza, collabora anche con realtà esterne al mondo di arte e design. Un buon esempio è la sua collaborazione col pluripremiato club calcistico AC Milan, dovuta principalmente all’ammirazione che Barbara Berlusconi prova per il designer originario di Lecce. Fabio Novembre infatti si è occupato della mostra sui rossoneri alla Triennale di Milano e della copertina di ‘Seconda pelle’, il volume sulle maglie indossate dalla squadra più titolata al mondo dal 1899: alla presentazione del volume il designer sedeva orgoglioso accanto a Ricardo Kakà e Franco Baresi, due capitani che hanno fatto la storia del club. 

Sempre Fabio Novembre si è occupato della ristrutturazione e dell’arredo della nuova Casa Milan. Trasloco storico per la sede della squadra, spostata da via Turati a via Aldo Rossi dopo quarantasette anni, casa Milan presenta uffici per il senior management, un ristorante, un negozio dedicato alla squadra e perfino un museo che ripercorre le tappe più importanti del club e rende onore ai suoi giocatori. Nel museo sono presenti fotografie dei calciatori corredati da biografie, statistiche di gioco, video delle performance più importanti. L’esterno dell’edificio presenta degli anelli rossi e neri, i colori della squadra. Sul tetto, asimmetrico, si rincorrono silhouettes nere di giocatori che rincorrono un pallone da calcio. È lo stesso Novembre a firmare anche il nuovo logo della squadra e ad essere indicato come responsabile anche del nuovo stadio rossonero, la cui realizzazione è stimata entro il 2020.

Un sorriso per Kartell

Ma in quali campi dell’home design si dirige oggi Fabio Novembre? Quali sono gli ultimi progetti che ha firmato? La casa per le bambole Villa, gli sgabelli EUR (sgabelli  ispirati a Palazzo della Civiltà Italiana di Roma) e la rivisitazione dei Componibili Kartell, in una versione Smile per festeggiare i cinquant’anni di questo iconico prodotto. Il perché del sorriso? «Devo ammettere che quel buco tondo mi è sempre sembrato una strizzata d’occhio per chi fosse in grado di comprendere l’ironia di Anna. Avendo avuto la fortuna di conoscerla personalmente, mi piace risponderle con un sorriso manifesto, figlio di tempi emoji. Credo che anche lei avrebbe apprezzato». 

La casa per le bambole Villa è in plastica ed è disponibile in diversi colori, tra cui il rosa. Come mai una casa per le bambole? Fabio Novembre ha due figlie, Verde e Celeste, avute con l’ex modella e it-girl argentina Candela Novembre. Ma i compartimenti della casetta possono essere usati come mensole per libri e piccoli oggetti. Villa è l’ultimo dei prodotti Kartell dedicati all’infanzia. Vale la pena ricordare: il cavallino a dondolo H-Horse, la sedia Lou Lou Ghost figlia della Louis Ghost, il tavolino Tip Top, il lampadario FL/Y, la lampada da tavolo Battery, gli sgabelli-tavolino Attila, Napoleon e Saint-Esprit firmati da Philippe Starck e la macchinina Discovolante.

L’amore con Candela e il matrimonio palindromo

Gli appassionati di moda e gossip potrebbero conoscere Fabio Novembre più per via dell’ex moglie che per i suoi meriti artistici. Candela Novembre, nata Candela Pelizza, è infatti una delle it-girl e influencer più conosciute. Invitata a tutte le sfilate delle maggiori maison, da anni detta moda dai suoi canali social e dalle pagine di alcune riviste di settore come The Fashionable Lampoon. Della moglie Fabio Novembre ha sempre detto: «Candela non è una piccola fan, mantiene un suo punto di vista personale e distaccato, per niente devoto».

I due si sono conosciuti nel 1999 a Milano, in un bar di Porta Romana. Lui era con amici e aveva puntato un’altra ragazza. Galeotto fu l’imprenditore Carlo Capasa, amico di Novembre, che lo indirizzò verso Candela. «Ero con Carlo Capasa, ed è stato lui ad accorgersi che Candela era giusta per me» ha dichiarato il designer in più occasioni. Il designer e la bella modella argentina iniziano a uscire insieme, ma dopo qualche tempo la coppia si separa. Nell’aprile 2003 i due tornano insieme e riflettono sull’eventualità di sposarsi in una data palindroma. La prima raggiungibile è 30/11/03, la seconda il 01/11/10. 

I due, sebbene solo da poco riuniti, scelgono la data più vicina e volano a Las Vegas per il sì. «Candela è buddista, quindi niente chiesa, ma il 30 novembre 2003 era domenica e non ci si poteva sposare in Comune. Così partiamo il sabato per Las Vegas, prenotando solo il tatuatore, per sostituire la fede, che faceva borghese, con una data sull’anulare» dichiara il designer in un’intervista. Niente matrimonio in grande stile per l’icona fashion Candela Novembre quindi, bensì un tour matrimoniale che prevedeva tatuaggio nuziale, pranzo con hamburger, serata al Cirque du Soleil e mini luna di miele in elicottero sul Grand Canyon. 

In tre giorni andati e tornati a Milano. I due aspettano ad informare i genitori. Il designer lo fa a Natale, Candela vorrebbe aspettare il viaggio in Argentina programmato per Marzo, ma anticipa la notizia perché nel frattempo scopre di essere in attesa della prima figlia. Fabio Novembre e la moglie Candela hanno avuto due figlie: Verde e Celeste. L’infuencer è ora legata a un altro uomo.

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