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L’insostenibile leggerezza delle sedie
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L’insostenibile leggerezza delle sedie

Sedie: riesci a pensare a un oggetto più comune e quotidiano? Se, come dice il celebre designer inglese Paul Archer, il problema di design nasce da un bisogno, capirai allora che attraverso la storia delle sedie si potrebbe ricostruire la storia del design. 

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Quale bisogno è infatti più primordiale del sedersi?

Eppure storicamente, sin dai tempi della civiltà egizia, sedersi da soli e su sedute dotate di schienali o braccioli era un simbolo di potere, un privilegio riservato a vescovi, magistrati, aristocratici. Ai comuni mortali non restava che accomodarsi alla bell’e meglio per terra o accontentarsi di panche e sgabelli. 

Pieter Bruegel the Elder, Peasant WeddingPieter Bruegel the Elder, Peasant Wedding

In effetti le sedie sono oggetti molto più complessi di quanto sembra. Come edifici in miniatura, devono essere belli ma anche pratici: parola dell’architetto Witold Rybczynski, autore del saggio Now I Sit Me Down.

Ecco perché rappresentano un banco di prova per i designer, un’opportunità di sperimentazione progettuale. Pensa a cosa diceva Bruno Munari: 

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Semplificare vuol dire cercare di risolvere il problema eliminando tutto ciò che non serve alla realizzazione. Semplificare vuol dire ridurre i costi, diminuire i tempi di lavorazione, di montaggio, di finitura. Semplificare è un lavoro difficile, ed esige molta creatività.

Il parossismo della semplificazione? Far convivere arte e design. Come nella Sedia per visite brevissime, risposta ironica di Munari alla frenesia dei tempi moderni:

Sedia Variable Balans - Naturale
Sedia Sostanza naturale
Sedia Folding Air-Chair
6 Sedie pieghevoli Zeta
Sedia Enjoy
Sedia pieghevole Piana

Le sedie, sul palcoscenico come a casa

Flash forward a più di 60 anni dopo. Nel 2010, al MoMA di New York, una performance da record celebra ancora una volta l’identità arte/vita.

Protagonista è Marina Abramovi?, che per un totale di 700 ore, sei al giorno per sette giorni a settimana, resta seduta immobile e in silenzio su una seggiola in legno nell’atrio del museo, con lo sguardo fisso su un’altra sedia identica posta di fronte a lei. Qui, nel corso dei minuti, si avvicendano persone comuni, celebrità e, con sorpresa dell’artista, anche uno dei grandi amori della sua vita. 

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Ti sei mai chiesto quanto fosse importante la comodità di quella sedia?
Shana Molt, Marina and Ulay: The Artist is Present. Figurative, love, couple, very emotionalShana Molt, Marina and Ulay: The Artist is Present. Figurative, love, couple, very emotional

Sono altrettanto archetipiche le molteplici sedie che formano, assieme a qualche tavolino, l’essenziale scenografia di Café Müller, spettacolo-manifesto del Tanztheater di Pina Bausch giunto quest’anno al suo 40° anniversario.

Tra le note di Henry Purcell e i silenzi densi di significato, il rumore violento di queste sedie da bar spostate o gettate a terra dai danz-attori fa eco a rapporti umani problematici e irrisolti.  

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Con Café Muller anche Pina Bausch ha creato il suo 8½ .
Federico Fellini

Significante o significato?

Le classiche sedie da cucina in legno diventano nell’arte un simbolo di convivialità e vita quotidiana, un elemento con cui è impossibile non rapportarsi. Ecco perché nel 2003, in occasione dell’ottava Biennale di Istanbul, la scultrice colombiana Doris Salcedo le sceglie per l’installazione 1550 Chairs Stacked Between Two City Buildings.

Quasi duemila sedie vengono ammucchiate per riempire la voragine lasciata dalla demolizione di un edificio, con l’obiettivo di rievocare la tragedia quotidiana della violenza politica e i flussi di migranti senza volto né voce. 

Dieci anni dopo, l’artista Fumiko Kobayashi usa sedie e vestiti per rappresentare con drammatica evidenza la devastazione del Giappone post-tsunami al Mori Art Museum di Tokyo. 

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Le sedie erano state chiaramente usate, così come i vestiti. In altre parole, l’installazione è uno stratificarsi di esistenza umana.
Mami Kataoka, curatrice al Mori Art Museum
Sedia Masters
Sedia Ribbon
Poltroncina Etoile
Sedia Visu con base tubolare
Sedia Drop
Sedia Series 7 in legno

La straordinarietà dell’ordinario

Sono bianche e in acciaio le sedie scelte dall’artista tedesca Angie Hiesl per un’installazione itinerante da guardare col naso all’insù, X-Times People Chair.

Donne e uomini tra i 60 e gli 80 anni, tutti attori, si esibiscono per ore nello svolgimento di reiterate attività quotidiane: leggere, bere il tè, tagliare il pane, piegare i panni. Seduti, ovviamente. Ma a sette metri dal suolo, con le gambe a penzoloni su passanti esterrefatti. 

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Un uomo, se possiede la vera sapienza, sa godere dell’intero spettacolo del mondo da una sedia, senza saper leggere, senza parlare con nessuno, solo con l’uso dei sensi e con l’anima che non sappia essere triste.
Fernando Pessoa
Sedia J77 Naturale
Poltroncina Form cromata
Sedia Chair_One
Sedia My Time Imbottita - pelle
Sedia Slede
Sedia Valerie bianco
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