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Breve guida ai brand museum
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Breve guida ai brand museum

Visiteresti mai il museo dell’Algida? Probabilmente sì, e non solo perché è quasi estate. Magari il fugace ritorno del Winner Taco non ti è bastato, o vorresti iscriverti al percorso gustativo di gruppo. Purtroppo, per me e per te, il museo del brand Algida non esiste. Non ancora, almeno. 

Facciamo un passo indietro: cos’è un brand museum? Come da nome, si tratta del museo di un determinato marchio, che decide di raccogliere e organizzare in senso espositivo tutto ciò che ritiene possa documentare al meglio la sua storia. 

È qualcosa che va oltre la semplice auto-promozione: è una perfetta coincidenza tra chi apre lo spazio e il contenuto dello stesso - si tratta, in definitiva, di raccontare la propria identità. Tramite l’esposizione di prodotti, certamente, ma anche con percorsi storici, laboratori, incontri e discussioni, dando valore all’interazione, insomma, che è poi uno dei principi del buon design. 

Il brand museum è l’istituzione culturale che si pone come obiettivo l’esplorazione della storia, della definizione e del ruolo del design.
Richard Martin

Le origini: l’interesse dell’arte 

I primi oggetti di design sono arrivati nei musei di arti decorative a partire dall’Ottocento. I curatori cominciarono a interessarsi ai mobili, alle ceramiche e alla moda, scegliendone i pezzi più interessanti e rappresentativi e integrandoli nei propri display. Ne è un esempio il V&A Museum di Londra, che continua tuttora la pratica iniziata sin dalla sua nascita nel 1852, quando il suo nome era, non a caso, Museum of Manufacturers. 

V&A Museum, LondraV&A Museum, Londra

Nel XX Secolo, invece, furono i musei di arte moderna e contemporanea, tra cui lo Stedelijk Museum di Amsterdam e il Centre Pompidou di Parigi, a manifestare interesse nei confronti dell’industrial design e della storia aziendale. In questo senso, sicuramente il MoMA ricopre il ruolo di pioniere, dato che vanta la prima sezione totalmente dedicata all’architettura e al design già nel 1932.

La guida

Kartell: una storia di eccellenza italiana

Via delle Industrie 3, Noviglio (MI)
Lun-Ven: 10-18
Chiusura: festivi e chiusura aziendale
Ingresso libero su prenotazione, visita guidata libera
Per prenotazioni: 02 90012296

Il Kartellmuseo è nato nel 1999, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’azienda, e già l’anno dopo riceve il Premio Guggenheim Impresa & Cultura come miglior museo d’impresa. La sua collezione vanta oltre 8.000 oggetti, 5.000 disegni e 15.000 fotografie, che ricostruiscono la storia del brand italiano, raccontandone anche il lato nascosto, come gli studi dietro la scelta dei materiali, delle tecnologie produttive e delle strategie di comunicazione. 

I prodotti rivelano pienamente l'iter culturale e l'impegno [dell’azienda]. Questa memoria concreta e tangibile è messa a disposizione del pubblico che può così riconoscersi, lungo il percorso, in oggetti che fanno parte del paesaggio quotidiano.
Kartellmuseo

Anche la sede del museo ha un suo valore: si tratta dello stabilimento Kartell di Noviglio (Milano), sede dell’azienda sin dal 1967. Progettato da Anna Castelli Ferrieri e Ignazio Gardella, l’edificio è un’importante testimonianza dell’architettura industriale lombarda.

Aperitivo industriale: appuntamento alle Fonderie Milanesi
Scatti di Sofia dalle Fonderie Milanesi: esempio di uno studio attento a valorizzare il genius loci.

Sedia Louis Ghost
Sedia Masters metallizzata
Mobile contenitore 2 Elementi Componibile metallizzato

Il laboratorio di Iittala e Arabia

Iittala & Arabia Design CentreIittala & Arabia Design Centre

Hämeentie 135, Helsinki (Finlandia)
Mar, Gio, Ven: 12-18
Mer: 12-20
Sab-Dom: 10-16
Chiusura: lunedì
Per informazioni: +358 (0) 20 439 5326 | info@designcentrehelsinki.com 

A Helsinki, Iittala e Arabia, brand iconici nel design del vetro e della ceramica, hanno dato vita a un design centre che racchiude (e fa incontrare) un museo e un laboratorio. Oltre alla tradizionale immersione nella storia e nelle collezioni di questi brand, anche tramite visite guidate, il centro invita i suoi ospiti a interagire con gli artisti al lavoro e a partecipare a workshop creativi, che possono essere coronati anche da piccole esibizioni. 

Durante tutto l’anno sono attivati e promossi incontri, eventi e corsi a cui possono partecipare artisti locali, studenti di design ma anche semplici e interessati visitatori. 

Caraffa trasparente Aino Aalto
Ciotola Mari
Piatto da frutta Taika

Alessi: 24.000 oggetti e prototipi

Via Privata Alessi 6, Crusinallo di Omegna (VB)
Visitabile solo su prenotazione e appuntamento
Chiusura: sabato e domenica
Per informazioni e prenotazioni: 0323 868611 | museo.alessi@alessi.com

Il Museo Alessi nasce nel 1998 per volontà di Alberto Alessi, all’interno della fabbrica stessa del brand. Ospita oltre 24.000 oggetti e prototipi, circa 13.000 disegni e 20.000 fotografie, oltre a un nutrito numero di pubblicazioni - dal catalogo alla rassegna stampa, dalla monografia al periodico - che riguardano la storia di Alessi e di tutto l’home design italiano.

Pensato specificatamente come punto d’incontro tra un archivio utile all’azienda e un museo dove confrontarsi con il proprio pubblico, in questo spazio Alessi accoglie e organizza visite, mostre temporanee, pubblicazioni, incontri e collaborazioni con musei del design e università internazionali.

È un centro di documentazione e di scoperta, che non solo si occupa di conservare e raccontare la memoria del brand, ma anche di inserire la storia di Alessi dentro quella più ampia del design e della vita quotidiana degli italiani. Per esempio, i Conici sono stati il regalo di nozze fatto ai miei genitori: vivono in casa da più tempo di me.

A che punto siamo?

Sicuramente, i brand museum stanno ancora facendo i conti con la tradizionale suggestione che un’opera d’arte sia comunque sempre superiore a un oggetto prodotto industrialmente e destinato alla vendita - anche se a volte c’è bisogno che qualcuno ti spieghi perché è perfettamente ok esporre quell’orinatoio. 

Eppure, si tratta di oggetti che abbiamo usato almeno una volta nella vita e che raccontano qualcosa anche di noi: sono dei prodotti culturali, esattamente come il servizio da tè della famiglia imperiale esposto al V&A. Nel caso dei musei di design, raccontano la relazione tra tre poli - cultura, cliente e commercio - che, in un particolare momento storico, ha dato vita a un certo prodotto, una certa linea, una certa filosofia da parte di un brand. 

Far camminare i consumatori attraverso un museo è il livello maggiore di coinvolgimento che è mai stato raggiunto da parte dei brand nel corso del tempo, […] li rende capaci di raccontare la propria storia costruendo una specifica percezione del brand che va oltre le caratteristiche del prodotto.
Nicole Ferry, partner e direttore esecutivo di Sullivan, azienda di brand engagement
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