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Sgabelli pieghevoli

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Uno, nessuno e centomila: dici 'sgabelli pieghevoli' e pensi a prodotti e situazioni sensibilmente diversi. Questo tipo di oggetto, oggi un comune elemento d'arredo, ha avuto molte vite. Da strumento militare a seduta furba e salva spazio, passando per il manufatto design. Certamente, quando ci accingiamo ad arredare la casa, gli sgabelli pieghevoli non sono i primi mobili a venirci in mente. Di norma si pensa prima ai tavoli, alle sedie, alle poltrone. È la classica cosa di cui ci si ricorda in caso di bisogno, magari se capitano degli ospiti inattesi a cena. Lo fanno sembrare così facile in quel musical degli anni Settanta, quando cantan
Uno, nessuno e centomila: dici 'sgabelli pieghevoli' e pensi a prodotti e situazioni sensibilmente diversi. Questo tipo di oggetto, oggi un comune elemento d'arredo, ha avuto molte vite. Da strumento militare a seduta furba e salva spazio, passando per il manufatto design. Certamente, quando ci accingiamo ad arredare la casa, gli sgabelli pieghevoli non sono i primi mobili a venirci in mente. Di norma si pensa prima ai tavoli, alle sedie, alle poltrone. È la classica cosa di cui ci si ricorda in caso di bisogno, magari se capitano degli ospiti inattesi a cena. Lo fanno sembrare così facile in quel musical degli anni Settanta, quando cantano 'Aggiungi un posto a tavola': sposta un po' la seggiola, ci entriamo! C'è da mangiare per tutti! Dividi il companatico, eccetera eccetera. Già, il problema non è mai il cibo, né lo spazio attorno al tavolo. Il problema sono le sedute! Ecco allora che ci si trova a pensare: farebbero comodo delle sedie o degli sgabelli pieghevoli, in casi come questo. Occupano poco spazio, quando non servono entrano senza problemi nel ripostiglio, e la prossima volta non mi troverò a cenare seduto sul pouf a sacco e ad accusare mal di schiena per la settimana a venire. Il prossimo acquisto per la casa sarà quello. (Certo, anche avere degli amici organizzati che si presentano con un certo preavviso non sarebbe male. Ma che vogliamo farci? Gli amici si amano così come sono. E averli in casa è sempre una festa). Dunque: la soluzione, dicevamo, sono gli sgabelli pieghevoli. Oggetti all'apparenza semplici, ma insospettabilmente versatili e dalle origini molto antiche. Andiamo a conoscerli un po' meglio. Origini e qualche curiosità La storia dello sgabello pieghevole si perde nella notte dei tempi. Lo sapevate che i romani lo chiamavano 'sella castrense'? Molto più d'effetto, va detto. Immaginate la scena di cui sopra: una cena a casa vostra, si presenta qualche invitato inaspettato, 'nessun problema, vado a prendere qualche sella castrense'. Eh? Due minuti dopo tornerete in sala da pranzo con due sgabelli pieghevoli sotto il braccio. 'Ah'. La sella castrense era destinata ai soldati dell'antica Roma. Anzi, pensate, ai generali e - spesso - persino all'imperatore. Era in realtà una semplice seduta pieghevole, senza schienale, adatta alla vita spartana degli accampamenti militari. Un esempio più recente lo troviamo nel Medioevo. Questo si discosta molto di più dalla fattura degli sgabelli di adesso. Avete presente quelle sedie a ics che ancora oggi si trovano in chiesa, dietro all'altare? Quelle sedute in legno che solo a vederle urlano 'chierichetto'. Ecco, quella è l'evoluzione della sella castrense. Si chiama faldistorium. 'Fermi tutti, vado a prendere due faldistorium così ci entriamo'. Come sopra. Nel Cinquecento arrivano poi le sedie pieghevoli da campagna. Visto? Le più dirette antenate delle sedute da picnic. Ritroveremo lo sgabello pieghevole più avanti, tra gli oggetti da campo dell'esercito britannico: due gambe incrociate e un quadrato di tela, nient'altro. Era questa, secondo l'Accademia Reale Danese di Belle Arti, la forma più funzionale. Geniale nella sua semplicità. Quell'oggetto militare così minimal è stato preso a modello, acquistando nuova vita e nuovo prestigio: gli sgabelli pieghevoli, da allora, sono oggetti di design, e nessuno si azzardi a dire il contrario. Da qui in poi è storia. Un arredo iconico. Basti pensare alla classica sedia da regista. Inconfondibile. La sedia pieghevole per come la conosciamo oggi, però, nasce in modo insolito. Avete presente la tipica seduta da bistrot, che possiamo trovare in tantissimi localini con i tavoli all'aperto (soprattutto in Francia)? Bene: quel tipo di sedia nasce a seguito di un'esigenza, un'esigenza avvertita dai venditori ambulanti di... limonata. Sì, avete letto bene: dai venditori di limonata. E perché queste persone avevano bisogno di uno sgabello pieghevole? Il punto è che, già nel XIX secolo, le postazioni fisse si pagavano. E costavano caro. Cosa faceva allora il venditore di limonata, che non poteva permettersi una spesa simile? Stava in piedi tutto il giorno? Nossignore: si procurava queste leggere sedie pieghevoli, che avevano come pregio la facilità del trasporto. A fine giornata i venditori di limonata potevano comodamente chiudere la loro sedia, metterla sotto braccio e andarsene fischiettando a casa, a contare l'incasso della giornata. Questa tipologia di sedia è stata brevettata nel 1889 con il nome 'Simplex'. Dimmi che sgabello hai e ti dirò chi sei Come dicevamo, gli sgabelli pieghevoli si prestano a qualsiasi forma, colore, stile, contesto e destinazione. Ce n'è davvero per tutti i gusti. Fareste un errore a considerarli oggetti banali, destinati solo al terrazzo o al giardino. Ce ne sono di così belli che sarebbe un peccato, ma proprio un peccato, tenerli chiusi nel ripostiglio. Con lo schienale, senza schienale, in legno, metallo o plastica, bianchi, neri, colorati, fantasia, tinta unita, da interno o da esterno: questo tipo di seduta è forse il più camaleontico fra gli elementi d'arredo. Certo, il contesto più adatto è quello di un'abitazione moderna. Questo è facile dirlo. Scommettiamo, però, che siamo in grado di farti scoprire qualcosa in più sulla tua personalità (o almeno sui tuoi gusti in fatto di arredamento) in base al tuo sgabello preferito? Noi pensiamo proprio di sì. Pronti? Via! Pantone: il designer Sarebbe meglio dire l’hipster, ma noi lo sappiamo che voi hipster non volete essere chiamati così. Perché gli hipster odiano tutto ciò che è mainstream, ma la parola hipster ormai è mainstream e quindi... Insomma. Per voi c'è la sedia pieghevole Pantone. Il Pantone una volta era appannaggio esclusivo degli addetti ai lavori: moda, arredamento e via dicendo. Da qualche tempo spopola però in rete. Ormai tutti i più informati – quelli 'sempre sul pezzo', come si dice – sanno qual è il Pantone dell’anno. Magari non sono designer per professione, ma hanno una passione per tutto ciò che è tendenza. Prediligono gli spazi moderni, le linee pulite e i colori puri. Amano stupire i loro amici con scelte insolite, a cui i più non avrebbero pensato ma che, inaspettatamente, sono proprio in linea con la moda del momento, solo un attimo prima che diventi tormentone. Sempre un po' in anticipo sui tempi. Ti riconosci in questo profilo? Allora hai trovato la sedia pieghevole che fa per te! Se hai una casa moderna, pop quanto basta e dalle forme minimal, non devi far altro che scegliere il tuo colore preferito e regalarti una bella seduta Pantone. Oppure: sei veramente indie e, sì, vuoi far vedere a tutti che hai dimestichezza con il mondo Pantone, ma proprio non riesci a farti piacere gli arredi colorati? Nessun problema: esistono anche in bianco e in nero. Ora non hai più scuse. Fläpps by Ambivalenz: l’artista Questa, più che per i designer, è per gli artisti veri e propri. Quelli che osano. A cui piace distinguersi, esternare il proprio animo creativo, senza farsi condizionare troppo dalla moda del momento. Anche tu sei così? Allora, molto probabilmente, avrai uno stile eclettico e fantasioso, sia nel vestire che nell'arredare la casa. Scommettiamo che hai un debole per gli abiti vintage? Abbiamo indovinato? Ecco allora che per te arrivano le sedute Fläpps, coloratissime, avant garde nei modelli ma leggermente optical nei motivi geometrici. In bianco e nero per le anime più Seventies, multicolori per i più originali. Un oggetto così basterebbe ad arredare una stanza vuota, anche da solo. Senza contare che, quando lo chiudi, si trasforma in un pannello colorato: non c'è neanche bisogno di nasconderlo, uno sgabello così è meglio di un quadro! E, in effetti, una volta chiuso somiglia proprio ad una tela astratta. Quindi, cari artisti (che sia per professione, per hobby o anche solo per vocazione): abbiamo trovato il vostro sgabello pieghevole. Se vi sentite un po' parigini e un po' Bauhaus, un po' pittori e un po' frequentatori di vernissage e gallerie d'arte, adesso avete la chance di mostrarlo ai vostri ospiti. Una scelta di sicuro effetto. Fermob (Dune e Metal Bistro): il pragmatico Per te gli sgabelli pieghevoli sono essenzialmente una cosa: comodità. Praticità. Una seduta in più che occupi poco spazio quando non la usi, ma che sia comoda e funzionale quando serve. Questo ci dice alcune cose di te. Sei una persona pratica e sincera. Non ti perdi in fronzoli, mentre parli arrivi dritto al punto. Quando ti presenti fai sempre una buona impressione senza neanche sforzarti: stretta di mano vigorosa, sguardo diretto, sorriso aperto. Sei come ti vedono. Anche la tua sedia pieghevole, quindi, deve sembrare esattamente ciò che è. Per te ci vuole una Fermob. Le loro sedie sono pensate per gli esterni, quindi sono ottime se hai un giardino o un bel terrazzo. Perfette, insomma, se ami le cene estive all'aperto in compagnia degli amici di sempre. Puoi sperimentarle in in due modelli: Dune e Metal Bistro. Seduta in tela per la prima, listini metallici per la seconda. Ecco, la Metal Bistro in particolare è quella che ha proprio l'aspetto della classica sedia pieghevole da giardino, se sei un tipo (oltre che pratico) un po' tradizionalista. In entrambi i casi, però, potrai scegliere fra un'ampissima gamma di colori vitaminici, perché pragmatico sì... ma, accidenti, la sedia triste in plastica bianca no! Post scriptum: ti regaliamo una chicca su questa marca di sedie, la Fermob. Ricordi la storiella dei venditori di limonata? Del brevetto del 1889? Ecco, quel modello - il Simplex - fu creato proprio dalla Fermob, una ditta francese. Se sei pragmatico come pensiamo e se ti piace fare le cose per bene, sicuramente apprezzerai questo dettaglio. Folding Air by Magis me too: il nostalgico Che meraviglia le cene della nostra infanzia, tutti stretti attorno al desco della nonna. Con le sedie spaiate in legno e i due tavoli uniti (rigorosamente di altezze diverse, figuriamoci) a formare un'unica, grande tavola imbandita che potesse ospitare tutto il parentado. Un'immagine che ti evoca calore, affetto e benessere quando ci pensi. Ecco, tu sei esattamente così: ti piacciono gli oggetti semplici, le atmosfere rilassate, le buone cose di una volta. Il tuo ideale di serata comprende essenzialmente tre cose: caminetto, coperta, divano. E via di serie tv e cioccolata calda! La tua casa, probabilmente, rispecchia in pieno la tua personalità. E siamo certi che i tuoi ospiti provino un immediato senso di calma e calore ogni volta che si trovano a varcarne la soglia. Per te, allora, un modello firmato Magis (che, a proposito, è un'azienda tutta italiana). Una solida certezza. Rispetto agli sgabelli che abbiamo descritto finora, Folding Air somiglia ancora di più agli arredi di un tempo, quando le sedie pieghevoli si facevano in legno. La versione arancio di questa seduta, in effetti, ne ricorda molto la tonalità calda. Ma ce ne sono molte varianti, per adattarsi a tutte le sfumature della tua personalità. Un paio di queste sedie e siamo sicuri che le tue cene, quelle in casa, avranno tutto il tepore e l'allegria di quelle serate in famiglia di una volta. Enjoy by Pedrali: il minimalista Hai per caso letto la descrizione qui sopra, dedicata al nostalgico? Ecco, tu sei l'esatto opposto. Talmente indie, talmente design addicted, talmente Pinterest, talmente all'avanguardia che hai eliminato - dalla tua casa e dal tuo guardaroba - tutto ciò che non è, nell'ordine: minimal, contemporaneo, nero. Toh, magari bianco. Ecco, al massimo rosso per i più audaci, ma sempre dosato a piccoli tocchi. Guardacaso, queste sono proprio le tre varianti in cui si presentano gli sgabelli pieghevoli Enjoy di Pedrali. A nostro avviso farebbero un gran bell'effetto se acquistate in tutti e tre i colori, bianco, rosso e nero. La forma è quanto di più minimalista possiate sognare: le gambe rettangolari, di profilo, formano un angolo di 30 gradi; la seduta è quadrata. Fine. L'unico vezzo è la maniglia sullo schienale ma, perdonaci, ha un'utilità non trascurabile: rende la sedia ancora più comoda e facile da trasportare. Prenditi un attimo per osservarla e siamo sicuri che la sedia Enjoy conquisterà subito un posto nel tuo cuore (e nella tua cartella Pinterest dedicata all'arredamento). Senza contare che Pedrali è un'azienda made in Italy, nata come piccola realtà a conduzione familiare e cresciuta negli anni. Fino a diventare una firma importante nella scena mondiale dell'arredamento. Sapevi che anche Google l'ha scelta per arredare la sua sede a Dublino? Non riusciamo a pensare a una cosa più hype di questa. Quando lo dirai ai tuoi amici stilisti, designer e musicisti indie, siamo sicuri che farai un figurone. Sedia Birba by Bonaldo: per chi soffre di pareidolia Vi citiamo la definizione che ne dà l'Enciclopedia Treccani. Pareidolia: "processo psichico consistente nella elaborazione fantastica di percezioni reali incomplete, non spiegabile con sentimenti o processi associativi, che porta a immagini illusorie dotate di una nitidezza materiale". Sei confuso? Te lo spieghiamo in soldoni: soffre di pareidolia chi vede facce ovunque. Il muso della macchina? Facile. Una faccia. La parete esterna di una casa? Ancora una faccia: le finestre sono gli occhi, la porta è la bocca. La lavatrice, il forno, il lavandino con le sue manopole: altre facce. In realtà è un disturbo incredibilmente comune. Di pareidolia soffrono tante, tantissime persone. Soprattutto le donne che, a quanto pare, sono più portate a lasciarsi trasportare dall'emotività quando osservano e percepiscono il mondo. Sei pareidolico anche tu? Allora abbiamo lo sgabello che fa per te. No, non stiamo scherzando. È la Sedia Birba di Bonaldo. Un bell'esempio di design che sceglie il minimalismo senza rinunciare a quel guizzo di divertimento in più. Se la osservi chiusa - e se soffri di pareidolia - vedrai chiaramente che somiglia a una buffissima faccia. In realtà, una volta aperta si svela l'inganno: quei due forellini che ricordano gli occhi sono semplicemente lì per aiutarti a prendere e trasportare la sedia. La loro funzione è pratica oltre che estetica. Ma scommettiamo che i tuoi figli/nipoti/fratellini la adoreranno? Con quelle linee che ricordano una faccina imbronciata. Falla vedere ai bambini di casa tua e poi ci dirai. Insomma, di sgabelli pieghevoli ce n'è assolutamente per tutti i gusti. Che dentro vi sentiate artisti, designer, pragmatici, nostalgici o minimalisti (e che soffriate o meno di pareidolia) siamo sicuri che, a questo punto, avrete trovato la seduta che più di tutte fa al caso vostro. Ricordatevene la prossima volta che progettate un acquisto, magari anche un regalo: uno sgabello pieghevole serve sempre, e serve a tutti. Se ne trovano di ogni genere e davvero per tutte le tasche. Prendetevi un po' di tempo, fatevi una tazza di caffè, accoccolatevi davanti al pc e scegliete il vostro preferito. Oppure: siete eclettici, degli eterni indecisi? Quelli che oggi si svegliano minimal e all'avanguardia e domani vorrebbero vivere in una baita di legno con il caminetto antico? Nessun problema. Il bello delle sedie pieghevoli è che hanno un costo non eccessivo e che occupano poco spazio. Traduzione: perché non acquistarne più di un tipo, e usarle a seconda dell'umore e delle circostanze? Pensate a che spunto potrebbero darvi la prossima volta che, poniamo, organizzerete una serata a tema a casa vostra. Una festa vintage, per esempio. Una seduta dalle forme rétro darà sicuramente un twist al vostro allestimento. Non vi resta che fare la vostra (o le vostre) scelte. Certo che ne abbiamo fatta di strada, dalla sella castrense di mille anni fa!
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