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Lampadine e Ricambi

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Lampadine e ricambi 

Le lampadine sono un elemento imprescindibile in qualsiasi abitazione: rappresentano la fonte luminosa artificiale più utilizzata e sono diventate parte della nostra quotidianità. Oggi, le lampadine sono presenti in svariati ambiti domestici e in alcuni casi sono diventate dei veri e propri elementi d'arredo, dei complementi capaci di cambiare il volto a un ambiente con la loro semplice presenza.

Infatti, sono lontani i tempi in cui la lampadina assumeva esclusivamente a un utilizzo funzionale: oggi, con l'evoluzione della tecnica e con i ritrovati tecnologici che abbiam

 

Lampadine e ricambi 

Le lampadine sono un elemento imprescindibile in qualsiasi abitazione: rappresentano la fonte luminosa artificiale più utilizzata e sono diventate parte della nostra quotidianità. Oggi, le lampadine sono presenti in svariati ambiti domestici e in alcuni casi sono diventate dei veri e propri elementi d'arredo, dei complementi capaci di cambiare il volto a un ambiente con la loro semplice presenza.

Infatti, sono lontani i tempi in cui la lampadina assumeva esclusivamente a un utilizzo funzionale: oggi, con l'evoluzione della tecnica e con i ritrovati tecnologici che abbiamo a disposizione, le lampadine hanno guadagnato un posto di primo piano tra le decorazioni di design domestiche, diventando protagoniste con le loro forme stravaganti e particolari.

Funzionalità ed estetica si sono congiunte in un unico elemento, divenuto quindi l'emblema della ricerca dei nostri tempi, in cui tutto dev'essere smart ma, al tempo stesso, di gradevole apparenza estetica per poter essere considerato un valido elemento per le nostre abitazioni.

Le lampadine con gli anni si sono evolute notevolmente, sono lontani i tempi dei fili di rame e del tungsteno: oggi sono gli elementi Led a spadroneggiare nelle abitazioni, proprio perché rappresentano attualmente la miglior soluzione di compromesso tr efficacia luminosa, costi, eco sostenibilità ed estetica.

Storia delle lampadine

Come testimoniato dalla storia, la prima lampadina degna di poter essere chiamata tale è nata tra le mani di Thomas Alva Edison. Era il 1878, Edison era un imprenditore americano con la passione per le scoperte, curioso del mondo e delle sue potenzialità: la sua sete di sapere lo portava a leggere e a sperimentare in continuazione, tanto che aprì un proprio laboratorio di ricerca a Menlo Park.

Fu la prima struttura di questo genere nel mondo, nata con l'unico scopo di produrre innovazioni: lui, in realtà, supervisionava il lavoro dei suoi impiegati, anche se in molti casi c'è il suo zampino per definire e concretizzare un'idea momentaneamente astratta. La grande disponibilità economica su cui poteva contare Edison gli permetteva di acquistare brevetti di altri inventori, che venivano poi impiegati e modificati negli stabilimenti di Menlo Park per dar vita a qualcosa di diverso e di ancor più innovativo.

Infatti, in realtà, i primi prototipi di lampadina furono già messi a punto da altri inventori negli anni precedenti ma Edison, con la sua spiccata vena imprenditoriale e capacità commerciale, ebbe la prontezza di acquistare due dei brevetti più interessanti per poterci lavorare in assoluta libertà in modo da produrre qualcosa di ancor più innovativo.

Nel 1875, con i mano i brevetti di Evans e Woodward, diede le indicazioni ai suoi impiegati per migliorare ulteriormente quello che i due scienziati avevano realizzato: in particolare, Edison voleva che venisse individuato un metallo più durevole e funzionale, che garantisse tempi di funzionamento maggiori. Il lavoro non fu semplice, furono necessari diversi anni di studi e di esperimenti prima di riuscire a realizzare una lampadina che potesse essere commercializzata, quindi apprezzata dai consumatori.

Quindi, cosa aveva inventato Edison? Di base, si può dire che lui nei suoi laboratori non abbia inventato niente di nuovo ma, mentre gli scienziati che avevano operato nel settore prima di lui erano stati in grado di realizzare la corrente elettrica nei laboratori, per puro utilizzo scientifico, la sua intuizione imprenditoriale gli permise di portare la corrent elettrica e l'illuminazione al di fuori dei laboratori, per renderla fruibile al vasto pubblico, mettendo le basi per la realizzazione di un sistema di diffusione dell'elettricità nelle abitazioni ie negli uffici. Thomas Edison, quindi, è stato il pioniere della diffusione dell'elettricità su larga scala: grazie a lui le lampadine sono diventate dei beni di consumo alla portata di tutti.

Ovviamente, per Edison si trattata principalmente di un'operazione commerciale e industriale, gli scopi filantropi erano lontani dai suoi interessi primari, tanto che nel 1978 realizzò a New York la sede della Edison Electric Light Company. In questa compagnia confluirono i capitali di numerosi banchieri e ricchi imprenditori dell'epoca e fu la prima società elettrica mondiale: tra genio e follia, Edison nel 1979 dotò gli stabilimenti di Manlio Park del primo impianto di illuminazione a incandescenza e solo l'anno dopo procedette con il brevetto. I guai legali non mancarono per Edison, i cui maneggi con i brevetti non passarono inosservati ad alcuni giudici.

Il problema più grosso Edison lo ebbe in Gran Bretagna con Swan, un inventore che dimostrò di aver realizzato una lampadina molto simile a quella di Edison, anche nella durata, già nel 1860: la battaglia legale si concluse con un nulla di fatto, tanto che i due decisero di unirsi in società ponendo le basi di quella che successivamente sarebbe diventata la General Eletrics.

Ma come era strutturata la prima lampadina degna di essere chiamata tale? In realtà, non era differente nelle forme dalle lampade a incandescenza che siamo stati abituati a conoscere. All'interno di un bulbo in vetro sottile, era stato posizionato un filamento di cotone carbonizzato che si faceva attraversare facilmente dalla corrente elettrica.

Ovviamente, il limite più importante di queste lampadine era la veloce distruzione del filamento di cotone, che si consumava molto rapidamente. In questo senso lavorarono numerosi scienziati, anche italiani come Arturo Malignani, che ebbe la brillante idea di sviluppare un sistema che fosse in grado di creare il vuoto all'interno del bulbo, in modo tale da ridurre al minimo la combustione innescata dall'ossigeno.

Ad Arturo Malignani si deve anche il merito di aver sviluppato il sistema di produzione in serie delle lampadine: molto più veloce, economico e sicuro per i lavoratori, grazie alla produzione industriale le lampadine sono diventate ancor più comuni e diffuse nelle case delle famiglie, contribuendo a far diventare l'energia elettrica un bene per tutti e non per pochi.

Il filo di cotone carbonizzato ha resistito per oltre vent'anni prima di essere sostituito da un metallo molto più resistente, che è stato impiegato fino a quando le lampadine a incandescenza non sono state definitivamente ritirate dal mercato: il tungsteno, infatti, è un metallo dall'elevata conducibilità grazie alla bassa resistenza elettrica.

Il brevetto della moderna lampadina è, però, del 1910 e si deve a Lewis Latimer, uno degli inventori più importanti di sempre che con il suo ingegno e la sua straordinaria capacità di vedere oltre quello che tutti vedevano, riuscii a rivoluzionare il mondo del XX secolo. La storia della lampadina a incandescenza è stata mediamente lunga e piuttosto tormentata: l'Europa ha detto addio alle vecchie e care lampadine al tungsteno nel 2012, a un secolo esatto quasi dal loro brevetto. Il motivo di tale scelta deriva da una necessità stringente di ridurre i consumi per creare società maggiormente eco-sostenibili: le alternative alle lampade a incandescenza ci sono e sono soprattutto molto numerose.

Dai modelli alogeni fino a quelli al neon, passando per le lampade a Led, il mercato dell'elettricità è stato piuttosto vivace negli ultimi decenni, realizzando soluzioni in grado di sostituire degnamente il primo esempio di luce artificiale elettrica. Il più grande limite delle lampade a incandescenza erano i consumi eccessivamente elevati se paragonati con la quantità di luce prodotta: è chiaro ed evidente che nel momento in cui è stato individuato un sistema più economico e funzionale per illuminare artificialmente gli ambienti, le lampadine al tungsteno sarebbero state destinate a scomparire.

Di fatti, dopo il boom degli anni Novanta delle lampadine al neon e la successiva diffusione su ampia scala delle lampade a risparmio energetico, da qualche anno sono le lampadine a Led a giocare un ruolo da protagoniste nel panorama dell'illuminazione. Perché scegliere le lampadine a led? Negli ultimi anni si fa un gran parlare di eco-sostenibilità e di soluzioni eco-compatibili con l'ambiente, soprattutto in relazione alla necessità di ridurre le emissioni e di creare delle strutture urbane che possano essere maggiormente sostenibili dal nostro pianeta.

Come nascono le lampadine a led?

 

In quest'ottica si inseriscono le lampadine a led, ma perché sono così apprezzate? In prima linea c'è sicuramente il risparmio energetico assicurati, dal momento che 3 Watt di una lampadina a Led corrispondono a circa 20 Watt di una normale lampada al tungsteno. L'efficienza di questo sistema si traduce in una durata fino a 5 volte maggiore, nonché a un'intensità di illuminazione fino a 30 volte più intensa rispetto a una lampadina tradizionale.

Sempre in un'ottica di risparmio, appare evidente come un risparmio energetico si rispecchi in un risparmio economico, che deriva anche dai bassi costi di manutenzione delle lampade a LED. Sono in tanti quelli che rinunciano ad acquistare le lampade a Led perché in prima istanza il loro costo può sembrare maggiore, ma effettuando un'analisi più approfondita della questione emerge che il costo iniziale viene ammortizzato velocemente grazie alla durata maggiore di queste lampade, il che si traduce in un risparmio conclamato sul medio-lungo periodo.

Spostandosi su un terreno maggiormente tecnico, le lampade a Led hanno dimostrato di essere maggiormente resistenti alle vibrazioni e agli shock. Inoltre. la loro conformazione e tecnica realizzativa le rende praticamente impermeabili e resistenti agli sbalzi termici, anche estremi. Questo conferisce alle lampade a Led una capacità di adattamento introvabile in altri modelli di lampade, nonché una capacità di resistenza che non era mai stata raggiunta fino a questo momento. Tra le altre caratteristiche importanti delle lampadine a Led c'è senza dubbio l'accensione immediata alla massima luminosità: se in altre tipologie di lampade è necessario aspettare qualche frazione di secondo, o addirittura diversi secondi, prima che la luminosità raggiunge la sua massima potenza, con i led questo non accade nemmeno alle temperature più basse.

Sicuramente non si tratta di una fattispecie comune, ma è stato dimostrato che le lampade a Led sono in grado di accendersi immediatamente anche a temperature esterne che toccano i -40°. Altro punto in favore delle lampade a Led è il bassissimo grado di surriscaldamento ma anche l'emissione di luce cosiddetta "pulita", ossia scevra da qualsiasi emissione ultravioletta.

Il basso riscaldamento e la luce pulita sono elementi di fondamentale importanza quando si devono progettare sistemi di illuminazione in presenza di elementi preziosi e delicati, come possono essere i quadri di un certo livello o i tessuti più sensibili. Infine, una menzione particolare merita lo spettro luminoso di emissione delle luci a led: queste tipologie di lampadine, infatti, sono disponibili in una gamma di colori molto variegata, che si distingue dagli altri sistemi di illuminazione per l'elevata saturazione dei suoi toni.

 

Infatti, oltre a una tipologia di illuminazione bianca molto luminosa, le lampade a led sono disponibili in tutti i colori primari e secondari, nonché in colori multipli che variano a seconda delle impostazioni dell'utente.

Le lampadine e lampade disponibili in commercio

Tra i modelli di lampadine più particolari che possono essere acquistate ci sono le Twist Lamp di Seletti, azienda italiana leader nel settore che punta tutto sul design innovativo e divertente dei suoi prodotti. Nell'ampio catalogo di lampadine ricambi proposto da LoveTheSign è possibile trovare queste soluzioni colorate e alternative, realizzate in vetro, che riproducono la forma del filamento di tungsteno stilizzato. Si tratta di una lampadina simpatica, che può diventare il complemento perfetto per una casa moderna, in cui si vuole prestare particolare attenzione al design ma anche alla funzionalità estrema. Le twist lamp sono disponibili in giallo, verde, rosa e nel classico bianco e sono certamente un segno distintivo per chi non vuole una casa comune.

Punta sul vintage, invece, l'azienda Plumen, proponendo una collezione di lampade che richiamano quasi gli anni Cinquanta e lo stile di quei tempi, semplice ma al tempo stesso ricercato. Plumen ha pensato di portare in commercio lampade a risparmio energetico con portalampada colorato, adatto per qualsiasi ambiente e per qualsiasi tipologia di arredamento.La forma del bulbo è l'essenza stessa della particolarità del prodotto, nonché il suo più importante tratto distintivo.

Che dire, poi, delle lampade Flos, uno dei capisaldi del design all'italiana, che ha saputo stravolgere i dettami con un'idea semplice da geniale, arrivata da uno dei designer di punta dell'azienda. Achille Castiglioni ideò questa lampada nel lontano 1972 e da allora è diventata uno dei prodotti più venduti, disponibile adesso nel catalogo LoveThesign. La lampada da tavolo Lampadina simula la più tradizionale lampada a incandescenza con filamento in tungsteno.

In realtà, essendo questo genere di lampade attualmente vietato, Flos ha rivisto il progetto trasformando la lampada in un sistema di illuminazione a led senza però stravolgere quelle che sono le sue caratteristiche principali. Il risultato è una lampada dal sapore vintage ma innovativa, che grazie anche alla lieve sabbiatura su un lato del globo permette la diffusione di una quantità di luce adeguata per rendere l'ambiente il più vivibile possibile, senza il rischio di surriscaldamenti, comuni con altre tipologie di lampada.

Se parliamo di innovazioni di design, inoltre, non possiamo non menzionare la lampada da tavolo Benshee realizzata da Woud, che fa dell'essenzialità il suo cavallo di battaglia. Le linee rette, molto pulite e semplici nel loro insieme, contribuiscono alla realizzazione di una lampada minimale dal design accattivante, in cui la lampadina è incastonata nella parte superiore. Si tratta di una lampadina composta da una serie di 12 led ad elevata luminosità, che la rendono perfetta per chi trascorre lunghe ore a scrivere o a leggere. La conformazione specifica della lampadina in dotazione e della lampada stessa fanno in modo che Benshee emetta un fascio di luce praticamente piatto: questa caratteristica potrebbe rappresentare un limite a primo impatto ma, nel momento in cui si prende dimestichezza con questa particolare tipologia di luce ci si rende conto dei suoi benefici quando si devono trascorrere lunghe ore a leggere sui fogli bianchi. Woud ha voluto esprimere con questo oggetto la semplicità delle idee, il concetto che per creare qualcosa di bello e funzionale non serve necessariamente scomodare soluzioni complicate ma che, il più delle volte, è la semplicità la chiave del successo.

Se finora abbiamo parlato prevalentemente di lampade da tavolo, un discorso a parte merita la lampada da terra Pinocchio, realizzata dall'italiana Valsecchi 1918. Qual è la caratteristica principale di questa lampada? Molto semplicemente, è la sua forma, che riprende le sembianze del più famoso burattino in legno e lo trasforma in un supporto innovativo per una lampada. La dimensione del fusto del burattino può essere considerata a grandezza naturale, giacché con i suoi 82 centimetri di altezza richiama fedelmente quelle che sono le misure di un normale burattino.

Con le sue braccia, questo Pinocchio di Valsecchi sorregge il paralume, posto quasi come se fosse un grande cappello sula sua testa. Si tratta di un accessorio molto particolare e originale, che difficilmente passa inosservato ma che si adatta perfettamente a qualsiasi stile di arredamento, come a diventare un elemento di rottura in un ambiente monotono. La lampada Pinocchio è anche un eccellente complemento d'arredo per la camera dei più piccoli, nonché per un ufficio o per uno studio professionale in cui si desidera sdrammatizzare la sobrietà dell'arredamento con qualcosa di originale e stravagante, di design.

E a proposito di cameretta dei più piccoli, impossibile non menzionare la lampada Teddy Bear di suck UK, in cui la testa dell'orsetto più famoso del mondo è stata sostituita da una lampadina con paralume. Una scelta che potrebbe essere definita azzardata, specialmente se pensata per i più piccoli, ma non è detto che sia necessariamente un accessorio a uso esclusivo dei bambini di casa. Infatti è perfetto per tutti i sognatori che vogliono dare un tocco romantico al loro salone o camera da letto, posizionando Teddy Bear sul comodino, dal momento che la sua struttura piuttosto cicciottella impedisce alla lampada di rovesciarsi lateralmente, garantendo una certa stabilità alla struttura. Il paralume è realizzato in tessuto nero molto elegante, facile da pulire, che garantisce una diffusione piuttosto importante di luce nell'ambiente. In dotazione con la lampada Teddy Bear viene fornita una lampadina a led, che può essere successivamente sostituita con qualsisasi lampadina a risparmio energetico presente in commercio. LoveTheSign è la soluzione migliore per scegliere le lampade, le lampadine e ricambi per illuminare al meglio la propria casa!

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