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Servizi di piatti

Niente dimostra cura quanto un servizio di piatti che aspetta su una tavola imbandita. Sii il padrone di casa raffinato e attento che i tuoi ospiti si meritano: seleziona il servizio che meglio sposa lo stile della tua sala da pranzo o stupisci tutti con qualcosa di inaspettato. Tinte neutre o pezzi coordinati, l'importante è non farsi trovare impreparati.
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Servizi di piatti 

Nelle nostre case abbiamo tutti uno strumento quasi invisibile per quanto lo utilizziamo, scontato: il piatto. I servizi da tavola infatti, salvo particolari legami affettivi e sentimentali (chi non ha un servizio in porcellana della nonna, che si tramanda di generazione in generazione?!), viene scelto quasi per caso, tenendo conto di fattori superficiali come il bilancio familiare o una qualità che sia appena sufficiente. Eppure lo utilizziamo quotidianamente, lo condividiamo con la nostra famiglia e lo utilizziamo per fare colpo sugli amici, durante le cene per le ricorrenze o sempliceme

Servizi di piatti 

Nelle nostre case abbiamo tutti uno strumento quasi invisibile per quanto lo utilizziamo, scontato: il piatto. I servizi da tavola infatti, salvo particolari legami affettivi e sentimentali (chi non ha un servizio in porcellana della nonna, che si tramanda di generazione in generazione?!), viene scelto quasi per caso, tenendo conto di fattori superficiali come il bilancio familiare o una qualità che sia appena sufficiente. Eppure lo utilizziamo quotidianamente, lo condividiamo con la nostra famiglia e lo utilizziamo per fare colpo sugli amici, durante le cene per le ricorrenze o semplicemente un compleanno. 

Per dimostrarvi quanto in realtà le stoviglie siano quasi in simbiosi con la storia dell’uomo, vi racconteremo come si è evoluto nel corso dei secoli, accompagnando l’uomo nei periodi storici più importanti e influenzando usi e costumi delle varie epoche. I primi esempi di piatti e stoviglie, li abbiamo nell’antica Grecia e all’epoca dell’impero romano, ma dei manufatti rudimentali simili a stoviglie ci sono pervenuti persino dalla civiltà cretese. Va però detto che da sempre, l’uomo ha utilizzato pietre e legni incavati, ove riporre il proprio cibo durante i pasti. Anzi, spesso nelle civiltà primitive si usava condividere queste stoviglie, cibandosi poi con le mani. Infatti il momento del ristoro è innato nel dna umano, come episodio di collettività e unità, da vivere non in solitudine ma con le persone care (o, nel caso citato poc’anzi, con i compagni della tribù). 

Ed è anche per questo che il piatto come lo intendiamo noi, ovvero quello individuale, arriverà nel tardo ‘500. Ma procediamo per tappe.Come abbiamo detto prima, le prime testimonianze dell’utilizzo di stoviglie erano molto rudimentali: soprattutto in legno , vetro e terracotta. Ma come in tutte le civiltà che abbiamo conosciuto, quelle classi sociali più agiate, godevano di diritti particolari. La storia delle stoviglie non fa eccezione.Sono stati rinvenuti esempi molto più elaborati di piatti e bicchieri, contemporanei alle civiltà greco-romane, di una fattura totalmente più avanzata rispetto ai piatti comuni: in cristallo, in oro, decorati con raffigurazioni naturalistiche o racconti e persino arricchiti con delle pietre preziose che vi erano incastonate.In quest’epoca i piatti non avevano la funzione che noi oggi conosciamo, ma erano utilizzati come contenitori per i grandi banchetti, a cui partecipavano più persone, e da cui i commensali attingevano per prendere il cibo che però veniva mangiato semplicemente usando le mani. 

Tuttavia, se dovessimo fare un rapporto tra queste e la nostra epoca, potremmo dire senza dubbio che a livello di convivialità e quantità di cibo, i nostri pranzi migliori in famiglia sembrerebbero buffet da aperitivo! Basti pensare che, dall’incontro con il mondo greco, nacque una fusione di usanze e costumi che intervennero anche a modificare quello che pare essere un semplice pasto. I menù che erano molto ricchi di cibi grassi, si arricchiscono di un antipasto alla greca, leggero e fresco; si sperimentano nuove tecniche di cucina, come lo sminuzzamento di carne e verdure che portò alla nascita delle "polpette", ma anche degli insaccati di carne e salumi. 

Questo perché, non dimentichiamo, i romani avevano ereditato dalla cultura orientale l’abitudine di cenare sdraiati, e quindi necessitavano di cibi che fossero facilmente digeribili.Al termine dei pasti era previsto persino un dolce, un dessert e della frutta. Ad accompagnare questi banchetti di enorme portata, vi era il consumo (molto noto!) di una quantità incredibile di vino, il "nettare degli dei".Ma com’è ovvio che sia, non per tutti questi pasti erano pieni di leccornie, anzi.Le classi povere più fortunate, erano proprio quelle al servizio dei signori che, talvolta, decidevano di donare loro degli avanzi.E infatti, se come abbiamo detto, questi enormi piatti nelle case dei signori erano di materiale pregiato e decorati ad arte, quelli della gente comune erano molto rudimentali, in terracotta e prodotti in casa. Infine, una menzione eccezionale va fatta per i piatti rituali che, come per tutto ciò che circonda i riti religiosi, erano di una fattura diversa da quella con cui venivano riprodotti i servizi da tavola, ed erano esclusivamente utilizzati nelle cerimonie di sacrificio agli dei o come consegna di "doni" attraverso i quali gli uomini cercavano di ottenerne benevolenza e favori.Questi piatti venivano chiamati "patina". Nel corso del Medioevo, i piatti erano prevalentemente realizzati con ceramica e legno, privi di decorazioni; non si hanno un granché di evoluzioni né nell’utilizzo delle stoviglie, né nella loro lavorazione e creazione.Tuttavia un accenno sullo svolgimento delle mense va fatto, perché influenzerà il corso delle usanze che dal 1500 porteranno alla nascita persino di quello che oggi è il galateo.La socialità attraverso cui veniva vissuto il momento del "desinare" che si era andata formandosi nel corso dei secoli, esplode quando nel Medioevo, nascono addirittura delle figure predisposte ad accompagnare esclusivamente questi banchetti. Questo perché la concezione di mangiare in solitaria era una prerogativa degli eremiti, i quali per scelta religiosa o altrimenti motivata, decidevano di allontanarsi dalla società, alla ricerca di Dio.

Nel Medioevo infatti, la consumazione dei pasti doveva seguire un preciso rituale (che constava anche di numerose regole che i commensali dovevano assolutamente rispettare per non essere ritenuti cattivi ospiti) che era affidato al "maggiordomo". Questo personaggio diventerà poi il "Maestro di cerimonie" che realizzerà gli incontri raccontati in ogni libro Rinascimentale e riportato negli affreschi. Egli si doveva occupare del personale, della preparazione della tavola stessa, del menù e di tutto ciò che doveva accompagnare il banchetto. Cambia nel Medioevo, anche la composizione delle stoviglie stesse, non per varietà di materiali, ma per l’importanza che assumono. Infatti, accanto alla tavola veniva posto un piccolo mobile composto da poche assi, talvolta provvisto di ante, che ospitava sulla sua superficie i migliori vasi, coppe e stoviglie che il padrone di casa esponeva, come simbolo di benessere economico. Questo mobile si chiamava "credenza di parata" ed è giunto a noi oggi come "credenza" in cui riporre proprio le stoviglie. Infine, è noto che proprio durante il Medioevo nacquero i cantastorie e musicisti che accompagnavano la consumazione dei pasti, rendendoli allegri e leggeri, elevando un momento semplice e naturale come quello dell’alimentazione, a esperienza da condividere e curare nei minimi dettagli.Purtroppo, nonostante la ricchezza con cui venivano allestiti questi banchetti, le stoviglie non subirono grandi evoluzioni estetiche né nei materiali che erano prevalentemente legno, argento e ceramica, con pochissime decorazioni. Tutto però cambia alla fine del ‘500 quando, grazie anche all’influsso innovativo del Rinascimento, l’arte e l’artigianato entrano in contatto con tutti gli ambiti della vita sociale, e quindi anche nell’ambiente domestico. In virtù del fatto che questi banchetti erano diventati un cerimoniale, le stoviglie e i servizi da tavola in generale diventano pezzi da esporre e la varietà di materiale con cui vengono costruiti si amplia: ad esempio sono di questo secolo i primi piatti in maiolica, oro e argento, arricchiti di importanti smalti, cesellature e incastonature di pietre preziose, decorazioni talmente raffinate ed eleganti da diventare veri e propri pezzi d’arte da esporre a muro. 

Le ville storiche italiane sono infatti ricche di questi piatti finemente decorati, che raffigurano paesaggi, dipinti floreali a mano e stemmi nobiliari.Ed è in questo preciso periodo storico che nasce la concezione di "piatto individuale".Fino al XV secolo infatti, piatti e bicchieri venivano condivisi da due commensali che sedevano accanto, ed entrò in uso il termine "stare a tagliere", ovvero servirsi dalle stesse stoviglie e utilizzare i medesimi utensili da tavola come bicchieri e forchette, anche se era ancora prevalente l’utilizzo delle mani per mangiare.È proprio per questa necessità che nacquero quelle regole implicite ed esplicite che regolavano la buona educazione a tavola, per non mettere in imbarazzo il commensale che stava affianco e che si sarebbe dovuto servire delle stesse stoviglie e posate.Dal ‘600 in poi entra nell’usanza comune, dapprima nelle famiglie aristocratiche e poi anche in quelle comuni, grazie all’implemento della varietà di materiali con cui i servizi da tavola vengono costruiti, diventando così accessibili anche alle classi meno abbienti, dare ad ogni commensale un piatto, un bicchiere e un utensile per servirsi, così come è riportato da uno dei primi trattati sull’argomento, scritto da Erasmo da Rotterdam, uno dei filosofi più famosi del ‘500, che si chiama "De civilitate morum puerilium".Mentre le forme rimanevano nella maggior parte dei casi quelle classiche rotonde o ovali, i materiali variarono di molto: le classi meno agiate utilizzavano ancora servizi in legno o terracotta, mentre i signori delle famiglie più ricche e quelle aristocratiche, quelle in oro e argento; tuttavia i pezzi erano sempre limitati in virtù del costo molto elevato di queste stoviglie. 

Dal medioevo riprendono un uso antico che consisteva nell’utilizzare come piatto una fetta di pane (detta "mensa") spalmandoci una salsa o servendosene propriamente come contenitore su cui poggiare il cibo, che nelle famiglie più facoltose veniva poggiato su un tagliere in legno, che poi diventò anch’esso un pezzo da servizio e quindi veniva riprodotto a seconda del materiale del servizio di cui faceva parte (ad esempio la maiolica).Fu proprio la preziosità di questi elementi da tavola a far sì che diventassero veri e propri pezzi da esposizione, poggiandoli sulla credenza o a muro, assieme a quadri e vasi. Sono i bicchieri a subire le trasformazioni più importanti, tanto che già dal 1200 se ne faceva largo uso individuale e sulla cui produzione si specializzavano i mastri vetrai più rinomati (come quelli veneziani), come si può osservare anche in numerosi quadri che raffigurano scene dell’epoca. Essi erano soprattutto coppe, caraffe e boccali, in legno, terracotta o vetro. Le classi privilegiate, potevano così vantare argenteria e vasi d’oro che commissionavano anche all’estero; la ceramica italiana ebbe un sostanziale incremento di produzione, e così l’economia, grazie alla richiesta di servizi finemente decorati a mano, commissionati da signori francesi, tedeschi e spagnoli, fino alle corti regali di Francia e Spagna.Dal ‘700 e in età barocca, questo aspetto decorativo raggiunge l’apice e i piatti, che sinora erano lisci, diventano sagomati e presentano decorazioni in rilievo. L’arte pittorica esprime nei servizi da tavola tutta la sua passione e fantasia, dando vita a pezzi d’arte da collezione. Persino i materiali vengono ripensati: maiolica e terracotta vengono fusi per creare oltre che vasi, piatti e sottopiatti. Grazie anche alla varietà e disponibilità di materiale, i piatti diventano specifici per ogni pietanza: nasce quindi il primo e vero servizio di piatti composto da piatto concavo, piatto da secondo, bicchiere e posate.La scoperta più importante in questo ambito è stata fatta da Re Agugusto II di Sassonia, che scopri la porcellana – una ceramica più raffinata e lucida - e ne importò la ricetta in occidente, dall’Oriente (in Cina era in uso dal III secolo a.C.), e si diffuse rapidamente in tutta Europa, dando vita alla prima forma di fabbriche, che erano impegnate alla produzione di questo materiale poi applicato nei vari contesti artistici e pratici. Datate in quest’epoca sono anche le prime stoviglie da dessert e da caffè, come tazzine, tazze da tè e cioccolata fino alla realizzazione di vassoi.L’800 vide consolidarsi tutte le precedenti invenzioni e convenzioni, andando a determinare in via definitiva quello che è il servizio da tavola in uso ancora oggi: un piatto con fondo (chiamato ombelico) per i primi, un piatto piano per secondi e contorni, piattini da dessert con correlate posate più piccole, servizi da caffè e da tè. Nel corso degli anni, come abbiamo visto, il servizio da tavola ha assunto una valenza sempre più importante, tanto che ad oggi è uno dei regali che solitamente si fa ad una coppia di novelli sposi. I materiali più utilizzati per la produzione di piatti è la porcellana, ma sono molto validi anche piatti in ceramica.Stanno facendo sempre più la loro comparsa invece nuovi materiali, più resistenti e magari meno preziosi, ma che implicano una maggiore fantasia negli abbinamenti, come ad esempio la plastica colorata. 

Ve ne sono un'infinita varietà di modelli e dimensioni per soddisfare ogni esigenza di stile e praticità. Esistono anche piatti con la sola funzione decorativa, in materiali che oggi sarebbe impensabile utilizzare per porvi il cibo, come la pietra o il legno, ma che vengono decorati e utilizzati come souvenir o pezzi da esporre in casa. Un'altro materiale tipico dei piatti è il vetro o il cristallo, che tuttavia viene utilizzato come ciotola per le caramelle, centrotavola o piatto da antipasto e sottaceti, magari per un aperitivo con amici. Piatti infrangibili in melammina o altre materie plastiche sono un prodotto abbastanza recente; ci sono poi quelli usa e getta in carta o plastica, molto utili nella ristorazione pubblica, come alle sagre di paese o feste, e ricorrenze che si festeggiano in casa o in giardino, quando il numero di invitati è davvero ingente, oppure quando si decide di trascorrere una giornata all'aperto per un picnic in un parco. Per quanto riguarda la forma, sono predominanti i piatti rotondi e ovali, a seconda dell'uso.I piattini in coordinato con le tazzine da caffè oppure i sottopiatti in genere, presentano una leggera concavità che delinea lo spazio esatto in cui poggiare il piatto o la tazzina. Per quanto riguarda invece i servizi in materiali preziosi come l'argento e l'oro sono decaduti definitivamente come scelta pratica, ma hanno sempre un grande valore come pezzi da esporre. 

Il servizio di piatti ideale per la tua casa

Ovviamente il punto fondamentale è che lo stile del servizio da tavola debba essere in linea sia con lo stile della casa che con quello dei complementi accessori, come bicchieri e posate, tazzine da caffè e utensili.Per esempio è impensabile utilizzare un servizio di porcellana con dei bicchieri in plastica, perché creerebbero una distonia poco elegante. Il servizio da tavola tradizionale prevede generalmente quattro piatti per sei persone, ma non è assolutamente una regola fissa.Sono però esclusi tutti quegli utensili e corredi da tavola come bicchieri, posate e altro che accompagnano e devono essere scelti in coordinato al servizio, ma non sono inclusi in un "servizio da tavola" per come viene definito. 

Esso quindi comprende: sei piatti fondi, sei piatti piani, sei piatti da antipasto e sei piatti da dessert (o da frutta). è composto da 6 piatti piani, 6 fondi, 6 piatti da antipasto e sei piattini per la frutta o il dolce. Tuttavia è un servizio indispensabile ma generico, ad esempio per accogliere degli ospiti o per cene coi parenti. Il Galateo invece estende questo servizio aggiungendo tutti quelle stoviglie che vengono chiamate "di servizio" e sono: un piatto da portata di grandi dimensioni (rotondo o ovale), una "raviera", ovvero il piatto classico ovale che si utilizza per disporre gli antipasti, contenitori per le salse, ciotole per servire i primi, delle tazze per il brodo, più i piatti fondi, piani e da frutta. Una regola però univoca è che i servizi da tavola debbano essere composti in multipli di sei, cioè devono essere presenti nel servizio almeno un piatto per portata, in numero da sei. 

Ad esempio non dovrebbero esistere, secondo il Galateo, dei servizi che contengano quattro piatti piani, quattro fondi, quattro piatti da frutta e quattro piatti da antipasto. In Lovethesign potrete tovare servizi sia moderni che tradizionali, e potrete scegliere quello che meglio si integra con lo stile del vostro arredamento e la vostra personaltà.Se siamo ciò che mangiamo, è vero anche che siamo ciò in cui mangiamo. 

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