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Ettore Sottsass

Conosciuto internazionalmente come uno degli iniziatori del rinnovamento nel design e nell'architettura grazie al quale si è superato il rigido funzionalismo degli anni precedenti e seguenti la Seconda guerra mondiale. Grande e influente Maestro del design italiano, nel suo linguaggio l'energia potenziale e la vitalità del disegno e del colore si pongono in contrasto a ogni intellettualismo e rigidità. Muore nel dicembre del 2007.
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Ettore Sottsass: il genio

Nato a Innsbruck nel 1917 da Ettore Sottsass Senior e dalla consorte austriaca Antonia Peintner, Ettore Junior era un ragazzo con le idee chiare sul suo futuro: subito dopo il diploma al liceo scientifico Galileo Ferraris, si iscrisse alla facoltà di architettura al Politecnico di Torino laureandosi a soli 22 anni, nel 1939. La sua carriera di giovane laureato si interruppe dopo poco tempo: venne infatti chiamato ad arruolarsi in Montenegro, dove trascorse 6 anni in un campo di prigionia durante gli anni del conflitto. 

I primi anni da architetto, il primo Studio, gli interessi

Ettore Sottsass: il genio

Nato a Innsbruck nel 1917 da Ettore Sottsass Senior e dalla consorte austriaca Antonia Peintner, Ettore Junior era un ragazzo con le idee chiare sul suo futuro: subito dopo il diploma al liceo scientifico Galileo Ferraris, si iscrisse alla facoltà di architettura al Politecnico di Torino laureandosi a soli 22 anni, nel 1939. La sua carriera di giovane laureato si interruppe dopo poco tempo: venne infatti chiamato ad arruolarsi in Montenegro, dove trascorse 6 anni in un campo di prigionia durante gli anni del conflitto. 

I primi anni da architetto, il primo Studio, gli interessi

Poco male una battuta d’arresto, per chi individua la propria strada e la percorre veloce come un treno: rientrato in Italia, Ettore Sottsass inizia la sua attività a Milano nel 1947, collaborando in un primo momento con il padre architetto, per poi spiccare il volo con le proprie ali e inaugurare il suo primo studio di Design. Collabora in questo primo periodo con Giuseppe Pagano, architetto metodico e pragmatico, che lo inquadrerà dal punto di vista tecnico.

Ma gli interessi di Sottsass non si fermano alla progettazione: personaggio eclettico e poliedrico, difficilmente inquadrabile in un’estetica precisa, Sottsass è anche pittore e fotografo dallo stile ricercato, oltre che designer, urbanista e architetto. Artista di molteplici interessi e figlio d'arte, contamina la sua formazione pura di architetto con esperienze nel campo delle arti visive, conoscendo vari artisti e stringendo con loro amicizie durature, come nel caso di Luigi Spazzapan, che per Sottsass diventa un vero e proprio maestro.

Il 1957 è l’anno della consacrazione come designer: Sottsass viene chiamato dall’imprenditore Sergio Cammilli come nuovo art director dall’iconico brand italiano di arredi e illuminazioni Poltronova, per dirigere la creatività del marchio. Qui il suo spirito acuto si fa presto notare, ed è solo l’inizio. 

Il sodalizio: Sottsass e Olivetti

«Io non ho inventato nulla: ho solo proposto un modo di essere.»

Dopo poco, nel 1958, Sottsass inizia la collaborazione con la Olivetti nell’allora nuovo settore del computer design, a fianco di Marcello Nizzoli, di cui prenderà le veci dopo il ritiro dalle scene di quest’ultimo. L’unione Sottsass-Olivetti diventa un’istituzione: Sottsass rimarrà alla Olivetti per 30 anni, rivoluzionando il modo di guardare a un prodotto al tempo sconosciuto come il computer, e contribuendo alla nascita di un nuovo stile per gli arredi da ufficio della storica azienda piemontese. 

Gli oggetti progettati da Sottsass per Olivetti sono innumerevoli, penna veloce e prolifica quale era: i calcolatori Logos 27 e Divasumma 26, le macchine da scrivere Praxis 48 del 1964 e Valentine, disegnata con Perry King, oltre che il sistema per uffici Synthesis del 1973, e il progetto più importante con cui Sottsass ha vinto il Compasso D’Oro nel 1959, il computer mainframe Elea 9003, sono solo alcuni dei prodotti che nel corso di un lungo trentennio Sottsass ha disegnato per lo storico brand, dando di fatto nuova vita all’immagine ripetitiva e monotona legata agli oggetti per ufficio.

L’attività di architetto e designer

Ettore Sottsass è stato un designer estremamente produttivo, e ha firmato anche un buon numero di progetti come architetto. La sua opera comprende costruzioni e interventi di architettura, design e architettura di interni, allestimenti, nonché macchine e oggetti di vario tipo in ceramica, vetro o tessuto, e gioielli.

Giocando in anticipo rispetto agli anni della contestazione, Sottsass pensò al design come forma di critica sociale già nel 1966, inaugurando la lunga stagione del Radical Design che animò il 1968 di pari passo con le lotte politiche e studentesche.

Nel 1979 partecipa con il gruppo Alchimi al Design Forum di Linz, in Germania, presentando dei prodotti fuori dal comune da lui disegnati come Seggiolina da pranzo, la lampada da terra Svincolo e l’originale tavolino Le strutture tremano.

Il 1980 il designer compie un ulteriore passo: con Aldo Cibic, Matteo Thun, Marco Zanini e Marco Marabelli fonda lo studio Ettore Sottsass Associati, con il quale d’ora in poi firmerà i progetti.

Nel corso della sua lunga e importante carriera, Sottsass ha collaborato spesso con amici professionisti, in alcuni casi divenuti loro stessi nomi importanti nel campo dell’architettura e del design, come ad esempio il designer James Irvine.

Tra i suoi progetti architettonici più significativi ricordiamo l’Edificio condominiale in via Roma, a Marina di Massa. Il progetto, dai colori vivaci alla cura minuziosa dei dettagli, è la perfetta espressione del pensiero del designer, applicato in scala.

I progetti collaterali

Innumerevoli sono le contaminazioni artistiche nella vita di Ettore Sottsass. Da sempre interessato alla pittura come mezzo espressivo, nel 1948 il designer entra nel gruppo del MAC (Movimento di Arte Concreta) e partecipa alla prima collettiva di Milano in qualità di pittore. Molto attivo nella scena, nello stesso anno promuove a Roma la mostra dedicata all'Arte astratta in Italia, in cui il suo lavoro ottiene un buon riscontro di pubblico e critica. Nel 1976, gli viene conferita la laurea honoris causa al Royal College of Art di Londra.

Tra il 1972 e il 1979, Sottsass riprende in mano la macchina fotografica per un progetto intimo e riflessivo: Metafore è una serie di installazioni artificiali fatte di stoffa, spago e altri oggetti di recupero, costruite e fotografate sui Pirenei dall’architetto insieme alla fidanzata dell’epoca, Eulalia Grau. Il progetto, sviluppato in cinque capitoli dedicati principalmente alla figura dell’uomo e al suo destino nello spazio vuoto, esamina attraverso la fotografia il ruolo dell’architettura come chiave di connessione tra uomo e natura.

«Ho sentito la forte necessità di visitare luoghi deserti, montagne, e di riallacciare un rapporto fisico con il cosmo, che è l’unico ambiente reale che conosco proprio per il suo essere non misurabile, non prevedibile, non controllabile né conoscibile.»

Sottsass è inoltre riconosciuto internazionalmente come il fondatore del gruppo Memphis: nato nel 1981, in questo collettivo di designer e architetti militavano nomi illustri come Andrea Branzi, Hans Hollein, Arata Isozaki o Michele de Lucchi. Memphis si affermò come uno dei capisaldi della scena post-modernista negli anni Ottanta, grazie a un design estroso ispirato a oggetti tra passato e presente, in cui i protagonisti assoluti erano il colore puro e vivace, le forme geometriche e un celato ma onnipresente recupero del kitsch. 

Memphis, che era l’espressione massima della filosofia di Sottsass, fu creato con uno scopo ben preciso: il designer voleva contrastare con un gesto plateale il design minimalista dell’epoca, lasciando un segno forte nel design moderno. Memphis tuttavia durò poco: nel 1988 si sfaldò. Ma la mente di Sottsass era già attiva su altri fronti: nello stesso anno, infatti, dà vita a Terrazzo, rivista da lui ideata e realizzata insieme all’amico decennale Mario Radice (di cui sposa la figlia Barbara, a cui resterà legato per la vita) Christoph Radl, Anna Wagner e Santi Caleca. Terrazzo si occupò di design e architettura fino al 1996, anno del tredicesimo e ultimo numero.

Sottsass non si fermò mai per tutta la sua carriera: dal 2005 al 2007, anno della sua morte, il designer si dedicò all'attività critica nell’architettura e nell’arte.

Una pietra miliare nel Design

Molti sono gli omaggi al celebre designer, una figura complessa e influente per le generazioni a venire. La sua ricerca artistica, a tratti filosofica ed esistenziale, l'ha portato a contatto con le maggiori correnti e avanguardie artistiche, dal Razionalismo alla Land Art, dallo Spazialismo alla cultura Pop. 

Riconosciuto internazionalmente come una delle figure più autorevoli e provocatorie del secolo scorso, Sottsass è sicuramente una delle menti più acute che il design italiano e mondiale abbiano mai avuto, un maestro di creatività e vivacità artistica in grado di rompere continuamente gli schemi per mostrare il mondo da un’altra prospettiva.

Ad oggi, gran parte del lavoro di Sottsass è raccolto presso il Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma, che conserva un fondo dedicato all’architetto e designer: 13.858 progetti (9.918 schizzi e disegni, 3.940 disegni esecutivi, di cui 2917 lucidi e 1023 copie eliografiche), 5 scatole di disegni esecutivi, 24 sculture. Questo fondo è pubblico e liberamente consultabile. Il primo nucleo di opere che costituiscono il fondo Ettore Sottsass Jr. è stato donato alle collezioni dello CSAC con atto pubblico nel 1979, una seconda donazione è pervenuta in archivio nel 2005 ed è ancora oggi in fase di definizione.

Nel corso della sua lunga carriera, numerose mostre gli sono state dedicate, personali e retrospettive, nei più prestigiosi musei di tutto il mondo: nel 1976, al Cooper Hewitt di New York e all'International Design Zentrum di Berlino, al Centre Pompidou di Parigi nel 1994 e nel 2003, la Design Gallery di Milano nel 1988, 1993 e 1995, del Suntory Museum di Osaka del 2000, del Museo d'Arte Decorativa di Colonia nel 2004 e del MART di Rovereto nel 2005 curate da Milco Carboni. Inoltre, prestigiose istituzioni museali custodiscono molte sue opere nelle loro collezioni permanenti: a Parigi il Centre Pompidou e il Musée des Arts Décoratifs, a New York il Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum, a Montreal il Musée des Arts Décoratifs, a Gerusalemme l'Israel Museum Gerusalemme, a Stoccolma il National Museum e ad Amsterdam lo Stedelik Museum.

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