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Sedie impilabili

Sedie impilabili

Le sedie impilabili sono un elemento di arredo che è stato sviluppato sin dagli albori del design industriale. La peculiarità di queste sedute sta nel fatto che è possibile sovrapporle, creando alte torri di sedie, più facilemente posizionabili in una zona di stoccaggio. Le sedie impilabili si caratterizzano per praticità ma grazie al design non rinunciano all'estetica.
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Le sedie impilabili sono un elemento di arredo che è stato sviluppato sin dagli albori del design industriale. La principale peculiarità di queste sedute sta nel fatto che è possibile sovrapporle, creando alte torri di sedie, che si possono poi nascondere alla vista, o riporre in una zona di stoccaggio. Nascono negli anni '20 del '900; anche se una delle più note è il modello Ant di Fritz Hansen, disponibile oggi in diversi tipi di legno, con le originali gambe in tubolare di acciaio inossidabile, prodotto a partire dalla metà del 1950. La motivazione che ha portato l'azienda danese a progettare questo tipo di sedie è stata semplicemente una
Le sedie impilabili sono un elemento di arredo che è stato sviluppato sin dagli albori del design industriale. La principale peculiarità di queste sedute sta nel fatto che è possibile sovrapporle, creando alte torri di sedie, che si possono poi nascondere alla vista, o riporre in una zona di stoccaggio. Nascono negli anni '20 del '900; anche se una delle più note è il modello Ant di Fritz Hansen, disponibile oggi in diversi tipi di legno, con le originali gambe in tubolare di acciaio inossidabile, prodotto a partire dalla metà del 1950. La motivazione che ha portato l'azienda danese a progettare questo tipo di sedie è stata semplicemente una: una commessa da parte di un'azienda che necessitava di un ampio numero di sedie, da posizionare nella mensa per i dipendenti. Le prime sedie impilabili hanno visto la luce quindi per praticità: dove sono disponibili moltissime sedute, è necessario che siano compattatili, in modo da poterle spostare ogni volta che sia necessario. La sedia Ant è ancora prodotta dall'azienda che ha preso vita grazie a Fritz Hansem che ancora oggi porta il suo nome. È disponibile in diversi modelli, che differiscono essenzialmente per la forma della seduta, prodotta in multistrato di legno, sagomato grazie all'utilizzo del vapore, con una tecnica antica che è stata poi copiata, nel corso dei decenni, da numerose aziende che operano nel mondo del mobile. La motivazione che ha portato a produrre questo tipo di sedute deriva quindi soprattutto dalla necessità di poter compattare le sedie, sovrapponendole tra loro; si tratta quindi di sedie utilizzate in luoghi pubblici, come ad esempio uno dei primi esemplari, la sedia Luxembourg progettata da Frèdèric Sofia, per gli omonimi giardini di Parigi. Queste sedie sono oggi proposte da Fermob, utilizzando però materiali innovativi rispetto a quelli impiegati per la progenitrice della serie. La sedia Luxembourg si ispira alle classiche sedute richiudibili, ed è prodotta in metallo. Nei giardini le sedie erano utilizzate da qualsiasi avventore, quindi dovevano essere leggere, per poter essere facilmente trasportate all'ombra di un albero o vicino ad un caffè. Quando si effettuavano le operazioni di pulizia del parco però le si doveva poter riunire in poco spazio, in modo che non ingombrassero in modo eccessivo. Da qui nasce la necessità di renderle impilabili: più sedie sovrapposte occupano a terra il medesimo ingombro di una singola seduta, trovata rivoluzionaria. La versione delle sedie Luxembourg oggi proposta da Fermob è in alluminio verniciato: si tratta quindi di sedute molto leggere e praticamente eterne, che non possono essere intaccate dalla ruggine e che possono restare all'aperto in qualsiasi periodo dell'anno, senza temere le intemperie. Sono disponibili in tantissimi colori e, nel corso degli anni, sono state copiate da numerose aziende di produzione di sedute in metallo. La versione classica ha seduta e schienale in listelli di alluminio, ma sono disponibili anche versioni con braccioli, in tantissimi colori diversi. Il modello Bellevie, proposto sempre da Fermob, ha seduta e schienale piani, sempre in alluminio, per ottenere la massima versatilità di utilizzo. Mentre la sedia Ant è pensata per un utilizzo in casa, le due proposte di Fermob sono espressamente progettate per l'uso all'aperto, sul terrazzo o in giardino. La comodità delle sedie impilabili in questo senso è impagabile. Anche se Fermob propone complementi d'arredo perfettamente resistenti alle sollecitazioni date dalle intemperie che possono intercorrere nel corso dell'anno, molte persone tendono a tenere l'arredo in giardino solo durante la bella stagione. Del resto in molte zone d'Europa lo spazio verde non viene vissuto durante l'inverno. Per questo motivo la possibilità di impilare le sedie permette di riporle in cantina, o nel garage, senza dover occupare spazio eccessivo inutilmente. Rispetto alle sedie richiudibili quelle impilabili garantiscono una maggiore durata nel tempo; infatti le parti che subiscono maggiore usura sono spesso i meccanismi di chiusura, che necessitano anche di una regolare manutenzione, per non rischiare che si blocchino o che divengano difficili da manovrare. Questo inconveniente non si presenta con le sedie impilabili da giardino, che in genere necessitano solo di essere pulite con un panno umido, e nulla più. Alcune sedie impilabili si ispirano ai più classici modelli delle sedie di inizio '900, in origine prodotte in legno pregiato, tornito e piegato grazie a tecniche antiche. Un classico esempio è il modello 1900 di Fermob, in metallo verniciato. Le forme sono quelle delle più classiche sedie prodotte dagli artigiani del legno, con schienale alleggerito da forme graziose, in stile Art Nouveau. 1900 è in acciaio, verniciato nei colori moda, perfetta per un tavolo all'aperto in giardino. È disponibile in tantissimi colori diversi, e la si può abbinare anche ad altre sedute proposte da Fermob, insieme con tavoli ed altri complementi d'arredo da giardino. Le sedute di questo tipo che tutti ricordano sono però quelle classiche utilizzate a scuola: anche in questo caso il fatto di poter sovrapporre più sedute è dovuto essenzialmente alla necessità di poterle conservare in piccoli ambienti, per utilizzare solo quelle necessarie agli studenti presenti nell'istituto, il cui numero varia nel corso del tempo. Nelle scuole poi la pulizia avviene quotidianamente: solo impilando le sedie è possibile toglierle di mezzo, rendendo più pratiche le operazioni di lavaggio dei pavimenti. Sono tanti i modelli di sedie che si ispirano, più o meno esplicitamente, a quelle presenti in tantissimi istituti scolastici in tutto il mondo. Proprio come le loro sorelle meno nobili, le sedie SE68 Wilde + Spieth Designmöbel hanno gambe in acciaio tubolare lucido, mentre la seduta e lo schienale sono in legno laminato, impiallacciato con materiale in diversi colori particolarmente gradevoli. Chi non si ricorda le ore con la schiena curva trascorse a scuola, su quelle scomode sedie. La proposta di Egon Eiermann, progettista dei modelli SE68, è decisamente molto più bella e comoda. Lo schienale e la seduta sono stati infatti pensati tenendo conto della massima ergonomicità: sarebbero un sogno per qualsiasi studente. Le sedie proposte da Wilde + Spieth Designmöbel sono anche molto decorative e non sfigurano neppure se affiancate ad un tavolo prestigioso, nel salone di un'abitazione in stile contemporaneo. Oltre ad essere molto comode, anche quando sono impilate lo sfregamento tra le varie parti delle sedie è minimo, garantendo la massima durevolezza nel corso degli anni. La produzione di sedie impilabili non solo ha pensato alla praticità di queste sedute durante l'utilizzo, ma ha anche motivazioni industriali: le varie parti di queste sedie occupano un minimo ingombro anche in azienda, durante la produzione. Un esempio sono le sedute di Ant: impilate tra loro si possono accumulare varie decine di pezzi, senza che cadano o che si rovinino in alcun modo. Grazie a questa facilità di gestione, anche nei magazzini prima della vendita, sono moltissimi i modelli di sedie di questo genere oggi disponibili sul mercato. Molti di essi si ispirano a modelli di sedia molto classici. Del resto perché non approfittare delle suggestioni che ci propone la storia del design? Il modello impilabile di Flower, di Ethimo, si ispira direttamente alle famose sedie bistro, disponibili in Francia fin dalla fine dell'800, in origine pieghevoli. Le sedie Flower di Ethimo è in acciaio zincato e verniciato, pensato appositamente per un utilizzo all'aperto. L'azienda propone queste sedute in tanti diversi colori, perché ogni cliente possa esprimere al massimo il suo estro creativo, anche mentre sceglie le sedute per gli ospiti. Il successo delle sedie impilabili le ha rese abbastanza diffuse, in tantissime diverse situazioni abitative. Se è vero infatti che inizialmente sono state pensate per locali quali mense, parchi o scuole, oggi sono molte le persone che possiedono delle sedute impilabili anche al tavolo della cucina o del soggiorno. In molti casi è una questione puramente industriale: produrre una sedia impilabile ne permette uno stoccaggio più agevole, rendendo più leggere le spese per l'immagazzinamento e per il trasporto. Negli ultimi anni queste caratteristiche sono sempre più apprezzate anche dalla clientela, non solo dalle aziende produttrici di mobili. Del resto molte persone non impilano mai le sedie di casa, perché non ne hanno la necessità, o perché temono che si possano rovinare, a causa dell'attrito tra le varie parti. Nella realtà è difficile che una sedia impilabile si rovini, neppure dopo varie esperienze di sovrapposizione con le sorelle; essenziale per evitare che l'attrito giochi la sua parte è il fatto di possedere sedie dello stesso modello: solo in questo modo si può evitare che la struttura, lo schienale e la seduta non abbiano frizioni tra di loro. Del resto sono proprio pensate per questo le sedie che si possono impilare e la progettazione comporta anche il fatto di dover tenere conto dell'utilizzo quotidiano. Una sedia impilabile che mostri segni dovuti proprio all'estere stata impilata forse non è stata progettata in modo corretto. Per fare in modo che le sedie impilabili rimangano belle e solide nel corso degli anni occorre a volte fare un poco di attenzione. Infatti se si impilano più sedie, con la seduta piena, e le si lascia all'aperto, esposte alle intemperie, può capitare che l'acqua delle piogge si accumuli, causando, con gli anni, degli antiestetici segni, che possono anche risultare indelebili. Allo stesso modo conviene sempre verificare il numero massimo di sedie che possono essere sovrapposte tra loro: una cosa è impilare 3-5 sedie, un'altra è creare delle pile di 10-15 sedie. Chiaramente in questo secondo caso si possono creare segni indelebili sulla struttura delle sedie, o può anche capitare che rovinino tutte a terra, a causa di una scarsa tenuta della pila. Sulle indicazioni di qualsiasi sedia impilabile è indicato il numero massimo di pezzi che si possono sovrapporre, proprio per evitare che accadano incidenti dovuti al numero eccessivo di sedie poste le une sulle altre. Questo tipo di indicazione va seguito, senza tentare la fortuna. Il successo delle sedie impilabili è quindi dovuto anche, in parte, a motivazioni che derivano dai metodi di produzione. Per molte persone però risulta di fondamentale importanza avere in casa mobili e complementi d'arredo ecocompatibili. Il fatto che una seduta non necessiti di ampi magazzini per lo stoccaggio, o di grandi quantità di materiale per l'imballo durante il trasporto, porta anche a minore inquinamento, da un certo punto di vista. Se si desidera una casa sostenibile dal punto di vista ambientale è importante quindi verificare che i mobili che si possiedono siano impilabili tra loro, senza la necessità di frapporvi del materiale di supporto; o anche che alcuni pezzi siano smontabili, per fare in modo che il trasporto sia meno gravoso, per la quantità di spazio necessario e per la mole di imballo. Chi ha spesso ospiti, chi ha dei bambini piccoli, chi tende a traslocare spesso, non può che essere felice di possedere delle sedute che possono essere sovrapposte. Tali sedie infatti si possono riunire in un angolo della casa, le une sulle altre, utilizzando lo spazio disposizione per quello che più si desidera: una seduta di yoga o un gioco per i bambini. Anche durante un trasloco le sedie impilabili mostrano la loro praticità: occuperanno molto meno spazio rispetto alle sedie comuni, che non sopportano di essere sovrapposte tra loro. Le aziende che producono mobili di design apprezzano in modo particolare queste sedute, proprio perché sono ergonomiche, facili da gestire e molto moderne. Per questo motivo sono molti i designer che si sono dedicati, nel corso dei decenni, alla progettazione di sedie impilabili, utilizzando spesso materiali molto innovativi, come le resine plastiche o il metallo. I modelli che possono essere lasciati all'aperto necessitano di essere puliti, prima di impilarli; questo perché la polvere e lo smog presenti fuori di casa possono formare una sottile patina sulla superficie della sedia; una volta sovrapposte due sedute tale patina funge da abrasivo, causando a volte danni notevoli. Per la pulizia dei mobili in plastica e in metallo è opportuno evitare detergenti molto aggressivi, che potrebbero rovinare il colore del materiale o della vernice che lo ricopre, creando antiestetiche macchine. Conviene piuttosto utilizzare un detergente neutro, da passare e sciacquare con un panno in micro fibra. La maggior parte dei produttori sconsigliano l'uso di fonti d'acqua diretta, anche su materiali ch possono sopportare le piogge e le intemperie. Questo perché è ben diverso inondare una sedia con vari litri d'acqua, dal lasciarla occasionalmente esposta alla pioggerellina autunnale, che scorre via rapidamente dalle superfici. Alcune proposte di sedie impilabili ne rendono possibile l'utilizzo anche in casa, come ad esempio il modello Ant, che non sfigura neppure nelle stanza più classica o con arredi d'antiquariato. Conviene però selezionare queste sedie di un colore che si abbini al meglio con quello del resto dei mobili e dei complementi presenti in casa. Questo ha particolare significato soprattutto se le sedie vanno affiancate ad un tavolo: se il piano è in legno, conviene che abbia un colore simile a quello del multistrato di cui sono costituite le sedie, per evitare un effetto eccessivamente stridente. L'idea di produrre sedie impilabili ha origini abbastanza antiche, ma non per questo non presenta alcuni fattori di modernità. Si tratta infatti di una caratteristica che rispetta in pieno le esigenze dei complementi d'arredo contemporanei, ideali per l'utilizzo quotidiano, versatili e, a volte, anche intercambiabili. Tale idea è perfetta anche da un punto di vista industriale, ma non solo. Molto spesso in casa ci serve spostare le sedie, fosse anche solo per le pulizie quotidiane. Se le nostre sedie non sono impilabili, dovremo spostarle in un'altra stanza, oppure capovolgerle sul tavolo o, ancora, posizionarle sul terrazzo. Se si hanno solo sedie impilabili invece le si può sovrapporre, in modo che occupino il minor ingombro possibile. Generalmente queste sedie sono anche leggere, come i modelli in alluminio proposti da Fermob. Questo perché se si desidera impilare due sedie, è necessario che le si possa spostare con grande facilità, o si rischia di non sfruttarne mai la peculiarità fondamentale. Se si devono acquistare delle nuove sedute per la casa, è conveniente sceglierle tra i modelli impilabili; si tratta del resto di un valore aggiunto, per cui non viene di solito richiesto alcun tipo di sovrapprezzo. La praticità di questo tipo di sedute si apprezza solo con l'utilizzo quotidiano. Sono particolarmente comode anche come sedute supplementari, soprattutto i modelli che possono essere sovrapposti in ampi numeri. Per contenere fino a 4-5 sedie è sufficiente avere lo spazio per una singola seduta, in una stanza di servizio, in cantina o in uno sgabuzzino.
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