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"Le lampade a sospensione sono le più versatili tra le tipologie di luci per ambienti. Con uno o più corpi illuminanti, a soffitto e nelle nuove versioni a parete, oltre ad essere la traduzione del classico lampadario, forniscono una serie davvero illimitata di soluzioni per l'illuminazione domestica. Corredate da accessori in dotazione, quali ganci, decentratore ed eventuali cavi di connessione alternativi, la maggior parte della lampade per essere appese e collegate all'alimentazione elettrica, hanno un dispositivo, il rosone. Nascita del rosone L'invenzione del rosone arriva da lontano, quando fin da epoche rinascimentali, i rosoni ven
"Le lampade a sospensione sono le più versatili tra le tipologie di luci per ambienti. Con uno o più corpi illuminanti, a soffitto e nelle nuove versioni a parete, oltre ad essere la traduzione del classico lampadario, forniscono una serie davvero illimitata di soluzioni per l'illuminazione domestica. Corredate da accessori in dotazione, quali ganci, decentratore ed eventuali cavi di connessione alternativi, la maggior parte della lampade per essere appese e collegate all'alimentazione elettrica, hanno un dispositivo, il rosone. Nascita del rosone L'invenzione del rosone arriva da lontano, quando fin da epoche rinascimentali, i rosoni venivano utilizzati per celare i ganci che servivano da attacco ai primi ""chandelier"" e a proteggere i soffitti delle abitazioni, dal calore dei lumi delle candele, dell'illuminazione a gas e a petrolio. Il materiale utilizzato per la loro realizzazione era il gesso, il quale, grazie alle sue prestazioni isolanti e di facile lavorazione, scolpito e stampato, per risolvere questa duplice esigenza, diventava col passare del tempo un elemento estetico sempre più importante. L'evoluzione del rosone e la sua massima espressione, ce la testimoniano i grandi medaglioni in stucco che adornavano le ricche dimore europee, quando i decoratori barocchi italiani e francesi si affezionarono a questi ornamenti. Gli artigiani modellavano e scolpivano ogni singolo medaglione che veniva arricchito da una serie di decorazioni di guarnizione, per adornare le superfici di soffitti e pareti. La luce elettrica entra nelle abitazioni Quando a fine Ottocento la luce elettrica arriva all'interno delle abitazioni, avviene una vera a propria rivoluzione. Se da una parte l'utilizzo dello stucco persiste, diventando una scelta puramente estetica e gli antichi candelieri vengono dotati di lampadine, dall'altra iniziano a comparire i primi lampadari in vetro, porcellana e ceramica, ad uso specifico dell'elettricità, grazie alla lampadina. I primi lampadari realizzati, con l'esclusivo ruolo di funzionare grazie all'elettricità, seppur diventando elementi utili per la loro praticità, continuano ad avere una loro funzione estetica decorativa. Ce lo dimostrano le prime produzioni di lampadari in serie che sui due elementi cardine del lampadario: plafone e rosone, fondano tutto il loro potere decorativo. Plafoni e rosoni che vengono realizzati nello stesso materiale o di materiali diversi, continuano ad esprimere una volontà decorativa, lo dimostrano il loro design e le decorazioni coordinate che via via propongono le aziende sempre più organizzate, nel corso dei primi del Novecento. Tubi porta fili e rosoni per lampadari Parallelamente a forme di illuminazione quali: aplique, abat jour e lampade da tavolo, compaiono i primi tubi in metallo, abbinati al rosone. Per il collegamento con il punto di alimentazione, si usano ancora i fili, perciò si adottano i tubolari metallici, coordinati ai rosoni, per nascondere ganci e i fili elettrici. L'evoluzione tecnica ed estetica del lampadario, durante l'epoca moderna, ci restituisce oggi ciò che è diventato oggi. - Il lampadario oggi Oggi il lampadario come luce principale per illuminare un ambiente, è ancora uno strumento necessario, perciò quando si parla di lampadari, si intende una tipologia di lampada a sospensione munita di rosone, per il collegamento con il punto di alimentazione, da non confondere con le lampade a sospensione che, seppur dotate di una serie innumerevole di accessori, utilizzano altri dispositivi di collegamento. L'importanza dei rosoni Mentre cavi, decentratori e ganci provvedono alle più differenti modalità di attacco delle lampade, il rosone è l'elemento essenziale per il collegamento di più cavi, nello stesso punto di alimentazione elettrica. I rosoni che possono alimentare più teste e avere più vie d'uscita, sono infatti il dispositivo indispensabile per i lampadari a sospensione. Rosoni e decentratori Per collocare più lampade, a due o in gruppo, facendole partire da un unico punto di alimentazione, grazie al rosone, è necessario utilizzare uno o più decentratori che altro non sono che dei dispositivi a gancio, il cui scopo è di decentrare le lampade in punti particolari del soffitto, calandole a diverse distanze tra loro. Forma e tipologia di rosoni I rosoni sono a forma sferica in varie misure di diametro, prodotti in materiale metallico o plastico, nei colori classici bianco e nero, oro, bronzo e metallo. Nella loro classificazione possono avere un numero differente di terminali e inoltre essere dotati di un ulteriore terminale da terra. La loro tensione nominale è misurata in V c.a., mentre la corrente nominale in A. Possono essere classificati per differenti rapporti di sezione, tra conduttore e cavo, nonchè per minima e massima temperatura operativa. Prestazioni moderne dei rosoni Un esempio importante di prestazioni del rosone ce lo offrono le lampade Aim, progettate dai fratelli Bouroullec e presentate nella loro prima versione nel 2010, con il nome di Liane, di cui Flos dal 2013 ne produce industrialmente le nuove versioni rinominate Aim. Aim è una lampada a sospensione che sia da sola che in gruppo, grazie ai cavi lunghi che agevolano l'orientamento e l'altezza da cui far partire la luce, offre una varietà illimitata di regolazioni. Il rosone in dotazione con la lampada, può mettere in connessione addirittura cinque cavi, per collegare gruppi di lampade allo stesso punto di alimentazione. Rosoni innovativi: il rosone di Flos Ma il rosone più rivoluzionario è quello disegnato Michael Anastassiades per Flos, realizzato per la sua serie di lampade String Light Testa a cono e Testa a sfera. E' un rosone adattabile a molteplici applicazioni, sia a parete che a soffitto. Esso si distingue dagli altri dispositivi dello stesso genere, per alcune caratteristiche esclusive e per come riesce a sfruttare al meglio le caratteristiche tecniche ed estetiche di questa serie inedita di lampade a LED, disegnate da Michael Anastassiades. Michael Anastassiades Michael Anastassiades è il designer cipriota quarantanovenne già noto oltre che per le lampade, per i suoi oggetti d'arredo esposti al Moma di New York. Le opere di Michael Anastassiades si collocano tra industrial design, scultura e arte decorativa. I suoi pezzi che in origine venivano prodotti in edizione limitata, oggi vengono realizzati in modo semiseriale, presso l'azienda che Anastassiades ha inaugurato nel 2007 e su licenza in aziende la cui la produzione industriale si svolga attraverso una particolare attenzione alle nuove tecnologie e con i migliori materiali, compreso un controllo di qualità ineccepibile, come ad esempio avviene presso l'azienda Flos. Michael Anastassiades è particolarmente famoso per i suoi progetti di illuminazione che rappresentano la maggior parte del suo lavoro da progettista. Operativo in materia di illuminazione domestica, commerciale e industriale, il suo stile inconfondibile rivela la sua formazione, tra arte, ingegneria civile e industrial design. Le luci di Anastassiades Le sue luci scintillanti di Anastassiades si abbinano a forme geometriche come linee rette, triangoli, cerchi e sfere che si trasformano in sospensioni, piedistalli, appoggi e corpi illuminanti, progettati per articolarsi all'interno e all'esterno degli spazi e caratterizzare gli ambienti. Esempi di lampade di Michael Anastassiades Un esempio ne è la lampada a sospensione Tube Chandelier, un'opera risalente al 2006, tutt'ora attuale grazie alle sue linee semplici ed al tempo stesso di ispirazione decorativa. La lampada è costituita da tre tubi ad incandescenza, sorretti da una struttura tubolare allungata, sulla quale, sia nella parte superiore che nella parte inferiore, sono montati due dispositivi in ottone che bloccano i tubi ad incandescenza. Anche in questo caso, il designer propone il suo gusto deciso, con un oggetto che se per un verso rimanda allo stile dei primi del Novecento, per motivi puramente evocativi, dall'altro, per la sua forma essenziale, riconferma il forte carattere contemporaneo dell'artista. Anche la lampada da parete Wall Light si basa sul concetto del tubo illuminato, un tubo di luce che esce da una struttura rettangolare, da fissare alla parete, realizzata in tre dimensioni diverse. Le sue opere all'apparenza semplici, in realtà rappresentano bene il concetto di minimale, in quanto frutto di una forte sintesi estetica, ma ricche nella sostanza, sia per la scelta dei materiali più innovativi che nell'applicazione delle più aggiornate tecnologie. Che Michael Anastassiades sia un sostenitore delle tecnologia più innovative, lo conferma l'utilizzo delle luci a LED, nella serie di lampade a sospensione String Light. Cenni sulla tecnologia LED In realtà le lampade a LED arrivano da lontano, perchè inventate nel 1962 per mano di Nick Holonyak Jr. La sperimentazione del diodo e la sua capacità di illuminare è iniziata molto prima, precisamente nel 1907, dopodichè attraversando diverse fasi di studio e ricerca, si è arrivati alla loro concretizzazione, all'inizio degli anni sessanta. Oggi la sperimentazione sulla luce a LED è pressoché continua, con l'obiettivo di ottenere prodotti sempre più tecnologicamente avanzati. Questo è uno dei motivi per il quale la tecnologia a LED, rende le lampade tra le più più performanti, sia dal punto di vista della qualità della luce che dal punto di vista del risparmio energetico, rispetto anche alle lampadine a basso consumo. Motivo che spinge il designer Michael Anastassiades a preferire l'illuminazione a LED. Dispositivi di collegamento e sistemi di accensione delle String Light Alta tecnologia in dotazione alle lampade String Light Testa a sfera e a cono, anche per quanto riguarda l'accensione, con il sistema soft touch, il controllo remoto Bluetooth di PC e Mac, da Android e iPhone. Non ultimo l'utilizzo del dispositivo Floor Switch, un alloggio tubolare per il cavo di connessione principale, dotato di due possibili vie di uscita. Le visioni di Anastassiades: come nascono le String Light Visionario e geniale, per la progettazione delle lampade a sospensione String Light, Anastassiades si ispira ai fili e ai cavi elettrici che ogni giorno osserva dal finestrino, mentre viaggia in treno per lavoro. Lo colpiscono per come disegnano e interrompono gli spazi all'orizzonte, tra linee oblique, parallele e incroci che il designer traduce nel sistema dei sottilissimi cavi a sospensione, di queste inedite lampade. Nelle String Light il designer si concentra, quindi, principalmente sugli attacchi delle sospensioni che collegate sia al soffitto che alle pareti, forniscono un triplo sistema di cavi orizzontali, verticali e obliqui, a partire da 12 metri, fino ad arrivare a 22 metri, compresa una serie di ganci, per bloccare le geometrie ottenute, secondo uno schema di fantasia personalizzato. Il designer vuole restituire agli ambienti, lo stesso fascino estetico delle sue visioni. Le sospensioni di queste lampade tracciano angoli, linee, incroci e geometrie, in un gioco di fili obliqui, paralleli e perpendicolari, fornendo una serie illimitata di disegni. La combinazione tra cono e sfera, le due teste illuminanti finali o di una delle due, da sola ripetuta più volte, all'interno dell'ambiente e appese alle diverse altezze, riescono a regalare la possibilità di disegnare l'ambiente, grazie alla luce e di ottenere risultati estetici del tutto inusuali. Testa a cono e teta a sfera Il fascino delle lampade String Light Testa a sfera e a cono deriva, inoltre, dalla sagoma della testa del corpo illuminante, dal contrasto di due forme semplici che il designer mette in relazione tra loro: il triangolo e il cerchio, individuando, per la parte finale di ognuna, una forma geometrica di partenza, il più semplificata possibile che poi trasforma nel cono e nella sfera delle due attuali lampade. Dal triangolo al cono e dal cerchio alla sfera, le lampade String Light sono due, e due sono i modi di diffondere la luce. Entrambe le lampade possono illuminare tutto l'ambiente, quando le geometrie dei cavi fanno scendere le teste finali delle lampade, all'altezza di una qualsiasi sospensione tradizionale da soffitto (80/90cm), oppure, posizionate a distanza ravvicinata, direzionando il cono di luce, possono illuminare tavolo, scrivania e qualsiasi oggetto da mettere in evidenza all'interno degli spazi. Bianco e nero Interessante è anche la scelta del colore dei due corpi illuminanti, o per meglio dire, il ""non colore"", visto che si parla di bianco e nero che espressi nei due materiali diversi, dividono a metà le due teste delle lampade. Il trasparente del policarbonato si trasforma in bianco, l'essenza che rappresenta la luce, e il nero dell'alluminio della parte oscurante, rappresenta la totale assenza di luce, il buio. Materiali utilizzati per i corpi illuminanti delle String Light I materiali di cui sono composti i due corpi illuminanti finali delle lampade String Light, sono: l'alluminio e il policarbonato. Sia per la parte superficiale della testa a cono che per quella oscurante della mezza sfera, viene utilizzato l'alluminio pressofuso verniciato nero opaco, finito con la vernice soft touch. Mentre per il diffusore ottico di entrambe, viene impiegato il policarbonato opale. Dati tecnici Le lampade a sospensione String Light Testa a sfera e a cono, sono dotate di lampadine a LED con 26 W di potenza, e con temperatura di colore 2700 °K. Accessori in dotazione Assieme alle lampade, sono in dotazione una serie di accessori annessi: i ganci in metallo per il bloccaggio dei cavi di connessione, il dispositivo Floor Switch dotato di due possibili vie di uscita, con l'alloggio interno, per un primo cavo in dotazione, lungo 10 metri. Infine il rosone progettato apposta per queste tipologie di lampade, collegabile al punto di alimentazione, sia a parete che a soffitto, ognuno predisposto per l’installazione di 2 teste delle lampade. Inoltre, è possibile attrezzare le lampade di un ulteriore cavo di connessione, per ottenere una sospensione più lunga, il cavo di connessione supplementare lungo 12 metri, per delle sospensioni configurate in geometrie personalizzate, lunghe fino a 22 metri. Funzioni del rosone Flos Per spiegare le varie funzioni del rosone, è necessario soffermarsi a descrivere da cosa è composto e quali sono le applicazioni che lo rendono maggiormente performante, rispetto ad altri. Il rosone Flos, progettato da Anastassiades, è costituito da una scatola a forma di calotta cilindrica, verniciata di colore nero, del diametro di 11 centimetri e alto 5,5 centimetri. Esso contiene il trasformatore, per l'accensione manuale normale on-off e il dimmer, il dispositivo per regolare la luminosità e la quantità della luce. Infine è dotato di driver, per il funzionamento ottico a distanza delle lampade a LED che consente di accendere e spegnere la luce, col sistema soft touch, attraverso le applicazioni di controllo remoto Bluetooth. Per tutti questi motivi, è un dispositivo che va ben oltre al classico rosone per lampade. Lampade icona di Anastassiades Altri esempi del genio visionario designer Michael Anastassiades, si possono ammirare nel suo sistema di lampade IC Lights. Una collezione che esplora il mondo dell'equilibrio, con una serie di lampade che sembrano sfidare la forza di gravità, coniugabili a parete e a soffitto, da terra e da tavolo. Anche stavolta, come sempre nel suo stile, il design traccia pochi segni, fondando il leitmotif della collezione, sul principio della sfera in equilibrio sulla punta di una semplice sbarra. Un'opera che sembra vibrare nella sua ingegnosa composizione, tra l'esilità del tubolare e la piega che giunge improvvisa, fornendo alla sfera un senso di sospensione nel vuoto. Per la progettazione della lampada IC Lights, Anastassiades si è ispirato a un cortometraggio su di un noto giocoliere, per l'esattezza un ""contact juggler"" che lo ha molto colpito, per il modo di trattenere e lanciare le palle, fino a farle ruotare senza mai farle cadere. Ma il momento che lo ha affascinato di più è stato quando il giocoliere le ha fatte fermare, riuscendo a farle restare perfettamente immobili. Nelle IC Lights il designer è riuscito a trasferire la stessa sensazione di equilibrio precario: le palle luminose delle lampade, sia nella versione da tavolo che quella da terra e in tutte le sue configurazioni, sorprendono perchè sembrano stare in bilico nello spazio."
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