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Piatti, Bicchieri e Posate

Piatti, bicchieri e posate: sulla tavola dei bambini non deve mancare niente, anche se sono alle prime armi. Con dimensioni corrette e forme altamente ergonomiche, i servizi per bambini sono realizzati in materiali atossici e attenti all'ambiente, con una preferenza per la resistenza della melamina e del bambù. Scegli tra una selezione di decorazioni che incontreranno i gusti di tutta la famiglia.
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Piatti, bicchieri e posate per i più piccoli

Piatti, bicchieri e posate sono accessori di utilizzo quotidiano che ci servono non solo per servire i cibi in tavola e per consumarli, ma anche per abbellire la nostra sala da pranzo. Per questo motivo in commercio esistono utensili di tante forme e materiali diversi, affinché ognuno di noi possa acquistare quelli più corrispondenti al suo gusto personale. Ma esistono anche stoviglie che hanno una destinazione d'uso ben specifica, come quelle pensate per i neonati e i bambini in fase di crescita.

Le posate

L'utilizzo delle posate, infatti, non &egra

Piatti, bicchieri e posate per i più piccoli

Piatti, bicchieri e posate sono accessori di utilizzo quotidiano che ci servono non solo per servire i cibi in tavola e per consumarli, ma anche per abbellire la nostra sala da pranzo. Per questo motivo in commercio esistono utensili di tante forme e materiali diversi, affinché ognuno di noi possa acquistare quelli più corrispondenti al suo gusto personale. Ma esistono anche stoviglie che hanno una destinazione d'uso ben specifica, come quelle pensate per i neonati e i bambini in fase di crescita.

Le posate

L'utilizzo delle posate, infatti, non è una conoscenza innata ma deve essere tramandata di genitore in figlio. Ben lo sanno le mamme e i papà che sono alle prese con i propri neonati e devono insegnare loro l'utilizzo delle stoviglie nella fase della crescita nota come svezzamento. Durante i primissimi mesi di vita i bambini vengono allattati o al seno materno o tramite l'utilizzo di un biberon.

In seguito devono iniziare a nutrirsi in modo più completo, dapprima con pappe liquide e poi con cibi solidi. Secondo quello che dicono gli esperti un bambino dovrebbe essere in grado di sedere correttamente a tavola con gli adulti e di mangiare usando le posate, il bicchiere e il piatto come tutti gli altri commensali quando raggiunge i tre anni di età. Ma il percorso che lo conduce fino a quel momento è molto lungo e tortuoso! Quando si dà una posata ad un bambino per la prima volta, esortandolo a mangiare in autonomia, lui pensa che si tratti di un giocattolo. Non può capire a che cosa serve realmente quello strano oggetto che ha in mano, e di conseguenza disperde il cibo contenuto nel suo piattino un po' dappertutto.

Per facilitare il compito dei genitori sono state inventate posate pensate appositamente per i più piccini, che servano a facilitare i loro primi approcci con il cibo solido. Di solito, il cucchiaio è la prima posata che la mamma o il papà usano per imboccare un bimbo, ed è anche la prima posata che impara lui stesso ad usare. Questa simpatica stoviglia è la più adatta a lui non solo perché i cibi di cui si alimentano i neonati sono molli, ma anche perché il cucchiaio è tondo e privo di parti aguzze che potrebbero far male. Il cucchiaio è in assoluto la posata più antica. La sua forma ricorda quella di una mano chiusa a coppa e serve a portare il cibo alla bocca, per lo più quando si presenta in forma liquida (minestre o zuppe). L'antenato del cucchiaio probabilmente era una piccola conchiglia: solo molto tempo più tardi venne aggiunto il manico per comodità di utilizzo. In epoca medievale i cucchiai erano per lo più in legno ed erano usati dalle persone povere.

Fu sulle tavole dei ricchi che apparvero i primi cucchiai metallici, spesso realizzati anche in materiali preziosi. Inoltre, il cucchiaio era considerato anche un oggetto rituale. Ad esempio, veniva usato nell'incoronazione dei Re, per ungerne la testa, o veniva scambiato nei matrimoni come pegno d'amore. L'aspetto che oggi ha il cucchiaio risale al XVIII secolo. Uno dei doni più comuni che vengono fatti ai neonati è un cucchiaio d'argento. In inglese esiste un detto che recita born with a silver spoon in one’s mouth, e vuol dire: nato con un cucchiaio d'argento in bocca. In italiano equivale a: nato con la camicia. Questo perché in passato i cucchiai d'argento erano posseduti solo dalle famiglie, e dai bambini, più benestanti, quindi erano segno di benessere. Ancora oggi il cucchiaio d'argento è un oggetto di buon augurio per una vita lunga e felice.

I cucchiai d'argento sono dunque per lo più oggetti ornamentali, mentre per lo svezzamento si usano cucchiai fatti di altri materiali. Di solito si prediligono le materie plastiche, che sono più facili da modellare. I cucchiai di plastica possono assumere conformazioni ergonomiche, così che il piccolo riesce a tenerli in mano più facilmente. Molto spesso l'impugnatura di un cucchiaino per bambini ha delle zigrinature, o è in gomma, così che lui possa stringerlo come se fosse uno dei suoi giochini. I cucchiai per gli adulti si compongono solitamente di due parti separate (il manico e la parte concava). Quelli per i bambini piccoli invece sono composti da un corpo unico, per evitare che una parte si possa staccare e possa far del male al bambino.

Le posate per bambini più grandicelli invece sono fatte di due sezioni unite insieme: la parte concava che raccoglie il cibo è in acciaio, che è il metallo più diffuso anche nella realizzazione delle posate per gli adulti. La seconda posata che viene introdotta nell'alimentazione dei bambini dopo il biberon è la forchetta. L'uso della forchetta è successivo a quello del cucchiaio perché con i suoi rebbi appuntiti potrebbe essere pericolosa per il piccolo che ancora non sa bene come impugnarla. La forchetta è anche la posata dalla storia più tormentata. Con ogni probabilità essa fu ideata per la prima volta in Cina, ma se ne testimonia l'uso anche nell'Antico Egitto. Poi fu portata in occidente dai mercanti veneziani, all'incirca intorno al XIII secolo, dove incontrò moltissime difficoltà ad essere accettata nell'uso comune. A quei tempi si mangiava usando le dita delle mani, strumenti dati da Dio. Perché sostituire le dita con uno strumento che, per di più, ricordava nella forma il forcone del Diavolo?

La forchetta era considerato un oggetto sacrilego e fu bandita dalle tavole assai a lungo. A dire il vero, la nazione apripista nella diffusione del suo utilizzo fu proprio l'Italia, dove il largo consumo di pasta rendeva necessario dotarsi di uno strumento che rendesse più semplice portare alla bocca gli scivolosi maccheroni. All'inizio la forchetta era dotata di due soli rebbi; la sua forma attuale venne perfezionata nel XVIII secolo, così come è accaduto per il cucchiaio. Le forchette disegnate per i bambini piccoli che iniziano ad approcciarsi con i cibi solidi hanno i rebbi arrotondati, e come i cucchiai hanno manici ergonomici che rendono più facile la presa. Anche le forchette, come i cucchiai, possono essere costruite con un unico materiale o avere una parte metallica e un'altra di plastica. Le loro dimensioni variano in base all'età dei bambini che le useranno. L'ultima posata che viene messa in mano ad un bambino è il coltello, per quanto invece si tratti della posata più antica in assoluto.

Il coltello è nato come arma per cacciare; in seguito venne utilizzato anche per tagliare a pezzi la carne, o altri alimenti, in modo tale da poterli mettere in bocca, masticare e deglutire. In tal senso si può dire che il coltello sia stata in assoluto la prima posata mai inventata dall'uomo, per quanto l'abitudine di usarlo a tavola anziché nelle battute di caccia risalga al Medioevo. A quei tempi il coltello era uno strumento prevalentemente maschile, e ogni commensale ne aveva uno di proprietà che portava infilato alla cintura. Spesso i coltelli esibivano manici molto elaborati e avevano un grande valore. Il cibo veniva servito già tagliato e la punta del coltello serviva per infilzare i tocchetti di cibo per poi portarli alla bocca. Fungeva insomma un po' anche da forchetta. Anche quando iniziò a diffondersi l'uso di cucchiaio e forchetta restò l'abitudine per la quale ogni commensale possedeva il suo set di posate personale.

La denominazione posate deriva proprio da questa usanza: quando ci si sedeva al desco, si posavano i propri utensili sul tavolo, accanto al piatto. Per i neonati invece il coltello è off limits, e appare sulla tavola solo intorno ai tre anni. Ovviamente si tratta di coltellini con la punta arrotondata e con la lama smussata, non diversi da quelli da pasto che compaiono solitamente sulle nostre tavole. Una piccola curiosità: i coltelli con la lama un po' smussata furono voluti per la prima volta da Re Luigi XVI che temeva che qualcuno potesse farsi male (o, dopo aver bevuto un po' troppo, far del male a qualcun altro!).

Bicchieri 

Solo intorno ai sei anni un bambino può usare le posate che usiamo anche noi adulti, perché a quel punto è in grado di padroneggiare perfettamente l'uso di cucchiaio, coltello e forchetta. Oltre a dover imparare a mangiare da soli, i neonati devono apprendere anche come bere usando un bicchiere, dopo aver trascorso i primissimi mesi di vita a succhiare o dal seno materno o dalla tettarella in gomma del biberon.

Per facilitare questo compito i designers hanno studiato bicchieri muniti di tappo e di un piccolo pertugio attraverso il quale passa il liquido. Questo escamotage serve a fare in modo che il piccolo non si versi addosso tutto il succo o l'acqua che sta cercando di bere quando ruota il bicchiere. Il bicchiere in vetro viene introdotto sulla tavola di un bambino solo successivamente: essendo molto pesante le manine di un bambino fanno fatica a reggerlo. Inoltre il contenitore potrebbe rompersi o scheggiarsi, costituendo un pericolo. Per questo motivo i primissimi bicchieri che usa un bambino sono fatti per lo più in materiale plastico, che è igienico e soprattutto, cadendo, non corre il rischio di rompersi. Anche per i bicchieri è importante una caratteristica già riscontrata nelle posate, ovvero l'ergonomia. Un bambino piccolo utilizza questi strumenti per la prima volta e le sue manine non sono abituate a stringere. In particolar modo, il bicchiere presenta delle grosse difficoltà: mentre le posate hanno un manico piccolo il bicchiere ha una circonferenza molto ampia. Per questo i primi bicchieri per neonati solitamente sono muniti di manici, oppure hanno una strozzatura, una sorta di restringimento nella parte intermedia, che serve a rendere più agevole la presa.

Una grande invenzione sono stati i bicchieri dal fondo arrotondato. Questi contenitori hanno una struttura studiata in modo tale che, anche se ricevono un colpo e oscillano su loro stessi, non si rovesciano mai e quindi non fanno cadere il liquido contenuto al loro interno. Oltre a posate e bicchieri, in commercio si trovano anche piatti pensati appositamente per i neonati.

Piatti 

Il piatto è la stoviglia meno problematica da sottoporre ad un bambino, perché lui non ci deve interagire direttamente in quanto rappresenta semplicemente il piano d'appoggio degli alimenti di cui si deve nutrire. Resta però sempre il rischio che il piccolo afferri il piatto e lo getti in terra con tutto il suo contenuto. Se il cibo si cosparge sul pavimento, poco male. Quel che conta è che il piatto non si rompa, perché una scheggia potrebbe ferire il bambino. Ecco il motivo per cui anche i piatti, come i bicchieri e le posate, sono di solito fatti di plastica. Molto spesso si possono trovare sul mercato dei piatti fabbricati in modo un po' particolare essendo formati da diversi scompartimenti.

Appaiono simili ai vassoi che si trovano nelle mense. Questa soluzione è stata pensata dai designers più attenti alle esigenze dei bambini per consentire loro di riconoscere in modo istintivo i vari cibi che devono portare in bocca. Ad esempio, c'è lo scompartimento in cui vanno le verdure, quello in cui va la carne, quello in cui vanno la minestrina e la pasta. Il bambino, come in un gioco divertente, potrà imparare a distinguere i vari tipi di alimenti decidendo quali gli piacciono di più, quali gli piacciono di meno, e qual è la posata più adatta per mangiare gli uni o gli altri.

In commercio si trovano anche, oltre a posate, bicchieri e piatti venduti separatamente, dei set da pappa completi. Tutti i vari accessori sono inseriti all'interno di un vassoietto che ne facilita l'uso. Il vassoio può essere inserito sul seggiolone del bambino, o messo sul tavolo davanti alla sua sedia. Ogni oggetto ha il suo specifico scompartimento e questo aiuta il bimbo ad imparare quale sia l'uso di ogni posata e del bicchiere, identificando il vano nel quale devono essere inseriti. Quando si deve decidere quali posate acquistare per il proprio piccolo, o quale set per la pappa sia il migliore tra i tanti in commercio, ci si trova davanti ad una larghissima scelta di colori, forme e decorazioni. L'aspetto estetico, per quanto possa sembrare marginale, non deve essere trascurato. Un bambino viene invogliato ad abbandonare il biberon e a cimentarsi nella nuova avventura dell'alimentazione solo se gli oggetti che si trova davanti a tavola attirano la sua attenzione. Questo è il motivo per cui le aziende mettono in commercio dei set per la pappa griffati, ovvero decorati con i personaggi dei cartoni animati e della favole più amati dai bambini.

I materiali 

L'aspetto estetico è importante, ma ovviamente ancora più importante è scegliere prodotti confezionati con i materiali giusti. Al giorno d'oggi c'è molta attenzione sotto questo aspetto. Abbiamo già visto come la maggior parte delle stoviglie per neonati sia fabbricata usando materiali plastici. Il motivo è presto spiegato: la plastica è robusta e resistente, quindi non si rompe con facilità; si presta ad essere modellata in maniera ergonomica, per facilitare la presa dei bambini. Inoltre è anche facile decorarla con le forme e i colori più disparati. Si potrebbe obiettare che forse far mangiare i bambini piccoli da un piatto di plastica possa non essere sicuro al cento per cento, perché a contatto con i cibi caldi la plastica potrebbe sprigionare sostanze nocive. Questo è vero soltanto se si acquistano prodotti non certificati.

Al giorno d'oggi le maggiori aziende che si occupano di produrre articoli per bambini e, più in generale, accessori per la casa e per la tavola, sono molto attenti a realizzare i prodotti che sono destinati ai bambini (ma anche all'alimentazione degli adulti) usando solo materiali sicuri. Ad esempio, sono state messe a punto delle materie plastiche compatibili al 100% con gli alimenti in quanto non contengono il bisfenolo A. Il bisfenolo A è una sostanza che è presente in molte materie plastiche e che può essere nociva per la salute umana. Il bisfenolo A può essere ancora più pericoloso per l'organismo di un bambino piccolo, che viene intossicato anche da piccolissime percentuali di una sostanza nociva. Per questo le case di produzione più attente alle esigenze delle famiglie hanno bandito tale sostanza dai loro prodotti, così che le materie plastiche utilizzate garantiscono la massima sicurezza. Quindi, quando si acquistano posate, bicchieri e piatti per bambini non si deve mai lesinare sul prezzo: meglio spendere un pochino di più ma essere sicuri di aver portato a casa un prodotto che consenta al proprio figlio di imparare a mangiare e bere da solo senza correre alcun rischio per la sua salute, sia in termini di tossicità dei prodotti che di sicurezza nel maneggiarli. Per un genitore che deve scegliere il primo set per la pappa per suo figlio è molto importante avere la certezza di acquistare prodotti realizzati con la massima cura. Una volta che ci si è accertati della qualità dei materiali, però, ci si può affidare al gusto personale, e a quello dei propri bambini. Le possibilità sono davvero molto numerose perché la fantasia dei designers sembra davvero non avere limiti!

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