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Scrivanie con cassetti

Scrivanie con cassetti

Le scrivanie con cassetti sono elementi d'arredamento molto utili, hanno infatti l'obiettivo di essere funzionali, comode ma allo stesso tempo essere dotate di un design che ben si leghi con l'arredo della stanza in cui vengono inserite. Per questo motivo, i modelli disponibili sul mercato sono davvero numerosissimi, dai più economici a quelli più costosi, e realizzate con diversi materiali.
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Le scrivanie con cassetti sono elementi d'arredamento molto utili, come nelle camerette dei ragazzi, dove questi si rifugiano a studiare o a lavorare al computer, e in generale negli uffici e in tutte le stanze adibite a studio professionale. Devono essere funzionali, quindi comode per l'uso che se ne deve fare, ma allo stesso tempo essere dotate di un design che ben si leghi con l'arredo della stanza in cui vengono inserite. Per questo motivo, i modelli disponibili sul mercato sono davvero numerosissimi, dai più economici a quelli più costosi, e costruite con diversi materiali. Lovethesign propone un vasto assortimento di scrivanie dal desig
Le scrivanie con cassetti sono elementi d'arredamento molto utili, come nelle camerette dei ragazzi, dove questi si rifugiano a studiare o a lavorare al computer, e in generale negli uffici e in tutte le stanze adibite a studio professionale. Devono essere funzionali, quindi comode per l'uso che se ne deve fare, ma allo stesso tempo essere dotate di un design che ben si leghi con l'arredo della stanza in cui vengono inserite. Per questo motivo, i modelli disponibili sul mercato sono davvero numerosissimi, dai più economici a quelli più costosi, e costruite con diversi materiali. Lovethesign propone un vasto assortimento di scrivanie dal design moderno e accattivante, con e senza cassetti, ciascuna adatta ad arredare con stile. Negli ambienti più moderni e luminosi, sono ideali le scrivanie della linea Mystudio, caratterizzate da un design semplice ed elegante e dotate di uno o più cassetti. Questi possono essere posizionati su uno dei due lati del tavolo, su entrambi oppure in posizione centrale. In alcuni modelli il cassetto si trova abbinato a un vano portaoggetti, normalmente posto appena al di sotto di esso. Questa tipologia di scrivania è molto adatta ad un ufficio, poiché consente di ritirare il materiale di lavoro all'interno del vano, in maniera tale da lasciare il più ordinato possibile il piano su cui poggiano il computer e i documenti. Molte persone lavorano come liberi professionisti da casa: anche in questo caso è importante scegliere una scrivania che si integri con l'ambiente e sia funzionale, per avere sempre tutto a portata di mano e, all'occorrenza, per ritirare documenti e materiale nei cassetti, dove rimane comodo e vicino da recuperare. L'eleganza e la funzionalità sono le caratteristiche di un'altra linea di scrivanie con cassetti, prodotta da Matiere Grise. In particolare, la scrivania Zef, una console essenziale che può essere usata sia come scrivania che come complemento d'arredo in un corridoio, in soggiorno o in camera da letto. É dotata di un piccolo ma pratico cassetto in posizione centrale, nel quale ritirare fogli, chiavi o cancelleria, a seconda della funzione attribuitale. Zen è interamente realizzata in acciaio ed è disponibile in diversi colori. Può essere usata anche come arredamento da esterno, ma in questo caso è essenziale asciugare l'eventuale acqua che vi ristagna sopra, per evitare la formazione di ruggine. Ciò che per noi è un pezzo di mobilio che si trova praticamente in tutte le case, ha una storia antica, che inizia quasi mille anni fa e che, nel corso dei secoli, ha prodotto esemplari notevoli e preziosi, dalle caratteristiche più disparate, che pian piano sono mutati e si sono trasformati in quello che noi oggi intendiamo come scrivania. In generale, i termini scrittoio e scrivania sono sinonimi, ed indicano tutti quei mobili, o tavoli, nati appositamente come superficie su cui appoggiarsi per scrivere o leggere. Sebbene la scrittura si sia sviluppata migliaia di anni fa, lo scrittoio nasce nei monasteri medievali dove, almeno all'inizio, designa solo il tavolo inclinato su cui gli amanuensi ricopiavano i codici, mentre in seguito il significato si allarga a comprendere tutta la stanza dove questi lavoravano. Per poter seguire l'evoluzione delle forme e del design di questi primi modelli ci vengono in aiuto le arti figurative. A partire dal XV secolo, infatti, in molti dipinti venivano raffigurati ambienti interni con personaggi religiosi o eccellenti solitamente al lavoro davanti ad uno scrittoio. Da queste immagini, e dagli arredi che nel corso dei secoli sono giunti fino a noi, possiamo farci un'idea dell'evoluzione dell'antesignano della scrivania moderna. É solo nel corso del Rinascimento che questo arredo si diffonde al di fuori dei monasteri, per entrare nelle abitazioni degli umanisti e degli studiosi, come piano di lavoro su cui leggere gli antichi codici, scrivere lettere e comporre poesie. I primi esempi di tavolo da scrittura erano dotati di un piano, che ruotando su perni poteva essere sollevato o abbassato: la ribalta. Quando veniva abbassata, consentiva di appoggiarvisi per svolgere le attività di studio, era inoltre contornata da cassettini e vani che permettevano di ritirarvi gli strumenti di scrittura. Quando era sollevata, invece, nascondeva alla vista tutto ciò e il mobile studio assumeva l'aspetto di un tavolo con il pianale molto spesso. Un altro esempio di scrivania usata nel Rinascimento, si può vedere in un celebre dipinto di Vittore Carpaccio, dal titolo La Visione di Sant'Agostino: qui il santo compare ritratto in una stanza, intento alla meditazione e allo studio. Nel quadro ci sono due mobili riconoscibili come scrivanie: hanno entrambi una struttura fissa, che sembra pesante e difficilmente trasportabile, anche perché collegata al proprio sedile. Stando a quanto è giunto fino a noi, questa scelta di pensare sedia e scrivania collegati fu accantonata nei secoli successivi, fino almeno all'Ottocento e Novecento, quando venne episodicamente ripresa. Come si vede, nei primi secoli di diffusione dello studio e della scrittura in ambiente domestico, scrivanie e scrittoi possono assumere gli aspetti più disparati, ma vengono già concepiti come complementi d'arredo (diremmo noi oggi) e quindi progettati con un gusto attento non solo alla funzionalità ma anche al design. Nel corso del secolo successivo si assiste ad un ulteriore sviluppo di questo mobile. Presso la corte del Re Sole, infatti, venne concepita un'inedita tipologia di scrittoio, il cosiddetto "bureau", in seguito chiamato Mazarin dal nome dell'omonimo cardinale. Esso era costituito da un piano rettangolare posato su un corpo sottostante a sua volta sostenuto da otto gambe unite quattro a quattro da traverse a crociera. Era inoltre fornito di un completo sistema di cassettini, divisi in due serie laterali sporgenti rispetto alla parte centrale, a sua volta costituita da un ulteriore cassetto e da un vano, spesso celato da un'antina. Il bureau Mazarin aveva superfici lisce e regolari in legno pregiato, intarsiato con decorazioni in avorio e madreperla, un vero e proprio esempio della perfezione della lavorazione raggiunta dagli ebanisti del tempo. Nel frattempo in Italia si andava affermando la scrivania "San Filippo", un mobile di origine cinquecentesca che mantenne inalterata la propria struttura fino al XVIII secolo. Si trattava di un tavolo con gambe a lira, cioè della forma dello strumento musicale, coperto da un coperchio sollevabile in parte e dotato sul fondo di una fila di vani e cassetti. La San Filippo si diffuse in tutta Italia, costruita con lievi differenze da una regione all'altra, e si caratterizzò per la sua uniformità e per la semplicità delle linee e delle decorazioni. Mentre in precedenza le scrivanie sebbene presenti, non fossero ancora così diffuse, la loro presenza aumentò a partire dal Settecento, specialmente in Francia dove si affermarono lo stile Reggenza, prima, e lo stile Luigi XV, poi. Il bureau Mazarin, che tanto successo aveva conosciuto durante il secolo precedente, venne a poco a poco sostituito dal più semplice bureau plat. Si trattava di un mobile studio dalla struttura snella: un tavolo rettangolare lungo, dotato di un piano sagomato a linea curva, con una leggera rientranza al centro del lato lungo. Il piano, di solito rivestito in pelle di diversi colori, era corredato da tre cassetti, due laterali e uno centrale, mentre il corpo era retto da quattro gambe a linea curva. Il bureau plat era essenzialmente una scrivania di rappresentanza, che in Italia venne chiamata "diplomatica". Era un mobile di prestigio per uomini che occupavano posizioni di rilievo. Nello stesso periodo fecero la loro comparsa i secretaire: come suggerisce il nome, questi mobili alti dotati di un piano per la scrittura, garantivano una certa segretezza alle carte e agli oggetti conservati al loro interno. E fu anche il periodo in cui apparvero i primi scrittoi dedicati esclusivamente alle donne: avevano un aspetto minuto ed erano costituiti da un corpo superiore a tavolino con una piccola alzata a cassettini e scomparti. Venivano usati sia per la scrittura che per la toeletta. Contemporaneamente in Inghilterra fecero la loro comparsa i kneehole desks, letteralmente "scrivania con il buco per le ginocchia". Si trattava di arredi raffinati e preziosi, di solito eseguiti da ebanisti importanti per i rappresentanti dell'aristocrazia. Nella loro tipologia più classica avevano forma rettangolare con quattro o sei piedi d'appoggio, due serie di cassetti laterali, sormontati da un lungo cassetto delle dimensioni del piano stesso. Avevano un aspetto molto semplice, poco o punto decorato e lineare. Con l'affermazione di Napoleone in Francia, prese piede il cosiddetto stile Impero, una corrente del Neoclassicismo che influenzò non solo l'arredamento ma anche l'architettura, le arti decorative e le arti visive. Di conseguenza anche lo stile di costruzione delle scrivanie ne rimase influenzato: mentre la struttura generale non subì grossi cambiamenti e rimase quella di un tavolo con cassetti, sparirono le tipiche decorazioni a intarsi floreali, a favore di quelle con motivi greci, romani, egiziani. In questo periodo i bureau plat si distinsero per la leggerezza delle forme e, allo stesso tempo, per l'aspetto austero. Nello stesso periodo in Inghilterra si affermò lo stile Regency e comparvero i primi esemplari di mobile studio che ricordano maggiormente le scrivanie moderne, ossia i pedestal desks. Si trattava di scrittoi dalle linee semplici, dotati di un vano centrale per le gambe e di due file laterali di cassetti. Spesso era provvisto anche di un grande cassetto centrale sotto al piano da lavoro. Un discorso a sè meritano certamente la scrivanie meccaniche progettate e costruite dal fiorentino Giovanni Socci, appartenente ad una dinastia di ebanisti la cui bottega durò oltre 150 anni Firenze, a partire dal 1728. A Giovanni, in particolare, si deve uno dei mobili più belli costruiti nel corso dell'Ottocento. Si tratta di una scrivania dalla forma ellittica che, serrata sembra un tamburo retto da sei gambe e poggiante su una pedana. Il piano è costituito da due lastre di un marmo assai raro, fornito a Socci dalla Regia Galleria dei lavori. Una volta estratta la sedia dal corpo del mobile, tirando senza sforzo due grandi maniglie le due metà del piano si aprono e dal mobile escono un piano rivestito in pelle dotato di leggio, e una piccolo mobiletto con cassettino. Lo stile è militaresco, sembra quasi progettato per essere sistemato in un campo di battaglia. A detta di chi vi si è seduto, si tratta di un mobile estremamente scomodo. Per questo motivo viene considerato più un'opera da parata che non un vero a proprio mobile da studio. Nonostante ciò ottenne un grandissimo successo, tanto che ne vennero eseguite almeno altre quattro versioni. Il prototipo è visibile nel palazzo francese di Fontainebleau, mentre le varianti si trovano: due a Palazzo Pitti a Firenze, una negli Stati Uniti ed una a Milano, a Villa Necchi Campiglio. Il Novecento si aprì all'insegna del Liberty e proseguì negli anni Venti e Trenta con lo stile Déco. La mobilia di questo periodo è caratterizzata da volumi nitidi e puliti, definiti da linee rette e tendenze geometrizzanti. Si affermano scrivanie e secretaires dalla linea controllata sostenuta. Le impiallacciature, molto curate, contribuivano alla loro eleganza, mentre come essenze si prediligevano l'amboina, l'ebano, il noce e il palissandro. I piani di scrittura erano rivestiti di marocchino o zigrino, cioè pelle di pescecane. Inoltre erano spesso laccate e riflettenti, grazie all'applicazione di gommalacca. Particolarmente significativa fu la presentazione, all'inizio del secolo, della cosiddetta "Stanza da lavoro", realizzata dall'architetto Ernesto Basile. In legno di quercia, questo mobile studio è costituito da un insieme unitario di piani-scrivania, integrati e coordinati sia strutturalmente che esteticamente, a scaffali e raccoglitori costituiti da poche assi incastrate secondo nitidi angoli retti. Questa soluzione d'arredo venne poi prodotta su scala industriale. Una delle scrivanie più celebri al mondo, immortalata in innumerevoli fotografie, pellicole cinematografiche e servizi giornalistici televisivi è la Resolute Desk, che fa bella msotra di sè all'interno della Studio Ovale della Casa Bianca. É un mobile del XIX secolo fatto costruire dalla regina Vittoria e donato nel 1880 all'allora presidente Rutherford B. Hayes. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la Resolute non venne sistemata subito nella sua celebre collocazione, ma venne spostata in diverse stanze, fino a quando nel Jackie Kennedy non le trovò la sistemazione attuale. I disegni del progetto della scrivania sono custoditi nel Museo Navale di Greenwitch, dal momento che per costruirla venne utilizzato il legname proveniente dalla nave inglese Resolute, usata per l'esplorazione del mare Artico. Dalla sua costruzione, la scrivania è stata modificata due volte: la prima per volontà del presidente Roosvelt, che chiese di aggiungere un pannello frontale che nascondesse le sue gambe quando era seduto. La seconda volta quando venne aggiunta una base inferiore per alzare la scrivania. Dalla Resolute non venne ricavato il legname per una sola scrivania, bensì per quattro in totale. Una si trova oggi nel New Bedford Whaling Museum, mentre le altre due rimasero alla regina Vittoria. Una è conservata nel Museo Navale di Porthsmounth, mentre l'altra sullo yacht privato HMY Victoria and Albert II. Oggigiorno le linee delle scrivanie si sono molto alleggerite rispetto al passato, alcuni modelli sono decisamente minimali, con solo un piano d'appoggio, anche in vetro, e le gambe. Ad ogni modo, a seconda della funzionalità ultima, è possibile dividere i vari modelli esistenti in tante macrocategorie, tra le quali queste sono le più diffuse: - Scrivanie con cassetti: perfette per chi ha bisogno di un piano di lavoro e di spazio per ritirare i documenti. - Scrivanie per computer: sono sostanzialmente tavoli su cui poggia il pc. Di solito sono dotate di un piccolo ripiano più basso sul quale appoggiare la tastiera e il mouse. Se sono abbastanza ampie vi si possono appoggiare materiali di cancelleria o, addirittura, scanner e stampanti. - Scrivanie angolari: ideali per chi ha poco spazio a disposizione. Tuttavia, contrariamente a quanto si possa pensare, sono abbastanza ampie per collocarvi il pc oltre ad altro materiale. - Scrivanie a ribalta: anche queste sono perfette per chi ha poco spazio, infatti con la ribalta chiusa offrono un comodo piano d'appoggio. Nonostante siano prive di cassetti, sono comunque un'ottima soluzione per chi ha bisogno di spazio. - Scrivanie combinate: rappresentano la soluzione più completa. Combinano in sè tutte le caratteristiche positive dei precedenti modelli: sono spaziose, vi si possono aggiungere cassetti e vani portaoggetti. Come dimensioni sono adattabili sia agli ambienti più ampi che a quelli più piccoli. - Scrivanie da disegno: per studenti o per chiunque abbia la passione del disegno. Hanno un piano inclinabile, si possono regolare in altezza e sono dotate di una mensola inferiore su cui appoggiare il materiale.
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